La 'guerra' contro la Juventus non è più quella di una volta

La filosofia di Vanoli, il "caso" Brescianini e la gestione del gruppo

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 novembre 2026 16:39
CONFERENZA STAMPA MISTER VANOLI - 7 NOVEMBRE 2026

Il posticipo dell'11ª giornata di Serie A è in programma domenica 8 novembre 2026 alle ore 20:45. Al "Franchi" va in scena Fiorentina-Juventus, un classico del calcio italiano che trascende la semplice rivalità per trasformarsi in un laboratorio tattico. Se la cabala centenaria continua a raccontare l'egemonia bianconera, il presente impone una lettura del tutto opposta: la Viola ha ribaltato le gerarchie recenti, trasformando la sfida in un terreno impervio per i piemontesi. Tra difese blindate in Europa ma vulnerabili in campionato, e trame tattiche decise da strappi balistici fuori schema, lo scontro di Firenze promette di scardinare ogni pronostico della vigilia.

Quello di domenica sarà il capitolo numero 175 in Serie A tra Fiorentina e Juventus, una pietra miliare per una delle rivalità più accese del nostro campionato. Il bilancio complessivo certifica una storica supremazia torinese: la Juventus è la squadra che ha sconfitto più volte la Fiorentina nel massimo torneo con 82 vittorie, contro i 37 successi viola e 55 pareggi. Anche il computo delle reti premia i bianconeri con 275 gol segnati, a sole due lunghezze dall'Inter (277) come compagine più prolifica contro i viola. Tuttavia, l'attualità racconta di un cambio di rotta:

  • La Fiorentina è imbattuta nelle ultime 4 sfide di Serie A contro la Juventus (2 vittorie e 2 pareggi) e i bianconeri non riescono a vincere a Firenze da tre anni.
  • Per ritrovare una striscia positiva più lunga dei toscani contro la Juve bisogna risalire al quadriennio 1961-1964, quando i viola registrarono 7 risultati utili consecutivi (4 vittorie e 3 pareggi).
  • Dopo aver vinto 2-0 l'ultimo incrocio dello scorso maggio, una vittoria senza subire reti domenica permetterebbe alla Fiorentina di inanellare due successi di fila in campionato contro la Juve per la prima volta dal 1998 (anche allora ottenuti mantenendo la porta inviolata).

Particolarmente significativo è il dato difensivo riguardante i torinesi: la Juventus ha subito 8 gol nelle ultime 4 gare di campionato contro la Viola (con una media esatta di 2 reti a partita), ovvero lo stesso numero di reti incassate nelle precedenti 14 sfide di Serie A contro i toscani, nelle quali aveva ottenuto ben 9 clean sheet. Questa metamorfosi ha spezzato l'antico complesso d'inferiorità fiorentino: l'ambiente viola approccia la gara con la consapevolezza tattica ed emotiva di chi ha imparato a disarmare le certezze dell'avversario.

Nella lettura tattica degli ultimi scontri diretti emerge una curiosità statistica: 5 degli ultimi 6 gol segnati in Serie A tra Fiorentina e Juventus sono stati realizzati da fuori area su azione (4 segnati dalla Viola, 1 dai bianconeri). Questa cinquina eguaglia la totalità dei gol dalla distanza messi a segno nelle precedenti 63 reti complessive dello scontro diretto nel massimo torneo.

Per quale motivo la parabola dalla distanza si è trasformata nella principale sentenza balistica? La risposta va ricercata nella struttura tattica dei due schieramenti. Di fronte a blocchi medi e bassi estremamente densi e alla saturazione dei primi 16 metri, l'attacco alla profondità per vie centrali viene sistematicamente ostruito. La congestione dell'area di rigore costringe le linee d'attacco a cercare l'overload spaziale al limite dell'area: lì, dove la densità difensiva scala di un metro concedendo il minimo spazio di coordinazione, il tiro da fuori non è più una giocata estemporanea, ma una precisa necessità tattica per scardinare difese altrimenti inaccessibili.

La Juventus si presenta a Firenze forte di due affermazioni cruciali: la vittoria interna in campionato contro il Napoli e il successo esterno in Europa League sul campo dell'AZ. Ciononostante, la creatura di Luciano Spalletti vive un paradosso tra il cammino continentale e le fatiche domestiche. Per riagganciare il treno dell'alta classifica, il tecnico toscano deve sbloccare il proprio reparto avanzato, le cui difficoltà nel campionato italiano contrastano con l'efficacia mostrata in Europa.

L'emblema di questo corto circuito è Randal Kolo Muani. L'attaccante francese ha firmato giovedì scorso il suo terzo sigillo in Europa League, ma in Serie A ha collezionato soltanto un gol. La spiegazione è squisitamente tattica: nelle serate europee, come contro l'AZ, i ritmi elevati e le difese più sfrontate concedono alla punta ampi canali di transizione e spazio per aggredire la profondità. In Serie A, al contrario, le linee difensive serrate e i blocchi bassi soffocano i suoi movimenti negli spazi stretti. Spalletti lavora dunque su contromisure specifiche per permettere ai suoi riferimenti offensivi di incidere anche contro la densità delle difese nostrane.

Dalla sala stampa del Wind Tre Media Center presso il Rocco B. Commisso Viola Park, il tecnico della Fiorentina Paolo Vanoli ha tracciato le linee guida emotive e tattiche per il posticipo, sottolineando la centralità dell'identità di squadra: "È chiaramente la partita, ma il nostro obiettivo è esprimere sempre quello che è la Fiorentina. Questo è quello che spiego sempre ai miei ragazzi, ho sempre messo i puntini sulla maglia che noi indossiamo. Ho sempre promesso lavoro ed il dare tutto in campo, e questo è quello che facciamo ogni gara. Per i nostri tifosi e per Firenze questa partita è speciale."

Vanoli non ha risparmiato attestati di stima per l'avversario e per il suo allenatore ("È una squadra forte e contro il Napoli abbiamo visto le loro qualità. Spalletti è molto bravo e conosce anche bene quanto Firenze tenga a questa partita. È un tecnico di grande esperienza"), richiamando al tempo stesso i suoi ad una crescita mentale indispensabile ("I miei ragazzi hanno sempre voglia di strafare, e in questo dobbiamo crescere dai nostri errori gestendoci con testa").

Sul piano strettamente tattico, il tecnico viola ha esaltato il concetto di lavoro invisibile, citando l'azione di Marco Brescianini in occasione del gol di Nije come esempio di attacco allo spazio senza palla: "Brescianini prima di tutto è un grande uomo e un grandissimo professionista. Sono contento di averlo in squadra. Il gol di Nije nasce grazie al suo attacco allo spazio, un movimento che ha permesso al nostro attaccante di calciare e fare gol. Queste cose le vedono in pochi."

Un movimento smarcante cruciale per trascinare via i difendenti e spalancare i corridoi di inserimento. All'interno di questo quadro s'inserisce una gestione attenta del gruppo e delle disponibilità:

  • Atta: Ha incrementato il lavoro sul campo, ma non sarà della partita.
  • Ranieri: Ha svolto un lavoro parziale in gruppo e la speranza è di poterlo portare in panchina.
  • Pongracic: Prosegue il suo iter con ottimi passi avanti nel recupero.
  • Fagioli: Il mister predica serenità, invitandolo a concentrarsi unicamente sul campo e sulla prestazione.
  • Pedro Goncalves: Citato come punto di riferimento per l'atteggiamento mostrato al Mapei Stadium, dove è entrato dalla panchina facendo la differenza.

Tutto è pronto al "Franchi" per novanta minuti che promettono grande intensità tattica e agonismo. La partita Fiorentina-Juventus si giocherà domenica 8 novembre 2026 alle ore 20:45 e sarà trasmessa in diretta esclusiva su DAZN. Gli appassionati potranno seguire il match tramite Smart TV, l'app dedicata per smartphone e tablet, o in streaming su browser da PC.

In evidenza