In un panorama enologico che scivola pericolosamente verso la standardizzazione del gusto, esiste un avamposto di resistenza culturale a pochi chilometri da Firenze. Qui, l’omologazione non è ammessa. La filosofia del Podere Ema, nata nel 2001 dalla visione pionieristica di Enrico Calvelli, non è solo quella di produrre vino, ma di farsi custode di un patrimonio genetico e storico che rischiava l'oblio.
Questo racconto di rinascita ha trovato il suo complemento ideale nell'Osteria Pratellino, una "classica osteria di quartiere" situata in Via del Pratellino a Firenze, la cui anima è dichiaratamente 99% Made in Toscana. Il progetto è stato svelato in anteprima esclusiva ieri sera, un evento che ha segnato l'inizio di questo dialogo tra città gastronomica e campagna vinicola: un viaggio sensoriale che parte dai tavoli conviviali di Firenze per arrivare tra i filari della Via Chiantigiana a Grassina, dove il vino torna a essere un'espressione ancestrale e orgogliosamente territoriale.
Sfidare il tempo e le mode significa avere il coraggio di scommettere su ciò che gli altri hanno dimenticato. Il cuore della ricerca di Podere Ema è il Foglia Tonda, un vitigno autoctono plurisecolare che per decenni è rimasto ai margini, oscurato dai giganti del mercato. Recuperarlo è stata una scelta contro-intuitiva, un investimento sulla biodiversità che antepone l'autenticità storica alla facilità del profitto immediato.
Approfondimenti
"Nel cuore della Toscana, i vitigni autoctoni custodiscono un patrimonio che racconta storie di tradizione, passione e dedizione. Tra questi vitigni, uno spicca come una gemma riscoperta, una rarità che ha attraversato i secoli con grazia e persistenza: il Foglia Tonda" racconta il fondatore dell'azienda, Enrico Calvelli.
Questa "gemma" non è solo un reperto storico, ma una varietà capace di regalare vini di straordinaria eleganza, che si allontanano dai modelli internazionali per riaffermare un'identità toscana vibrante e persistente.
Per esaltare la verticalità e la purezza del Foglia Tonda, la cantina ha adottato una tecnica che trasforma l'antichità in innovazione: l'uso delle Giare di Terracotta di Impruneta. La scelta del materiale non è casuale; la terracotta che emerge dalle viscere del suolo toscano, è una materia porosa che permette al vino di "respirare" durante l'affinamento senza le interferenze aromatiche dei legni tostati.
Il vino Fogliatonda, vinificato parzialmente in queste anfore, sprigiona un respiro minerale e una pulizia espressiva senza pari. È il paradosso della tradizione: usare la terra per elevare il frutto della terra stessa. Il risultato è un sorso che non cerca compromessi e che restituisce tutta la forza minerale e la struttura di un vitigno che non ha bisogno di artifici per emozionare.
Nonostante la dedizione quasi sacrale verso gli autoctoni, la gamma di Podere Ema accoglie una felice eccezione: lo Xenoi. Il nome, che deriva dal greco xènos (straniero), evoca immediatamente la natura di questo vino, che si presenta come un ospite inatteso e raffinato.
In una cantina votata alla toscanità, la presenza di un blend in parti uguali di Chardonnay, Viognier e Petit Manseng potrebbe sembrare una contraddizione. In realtà, lo Xenoi è un raffinato dialogo cosmopolita tra il terroir toscano ed eleganze internazionali. È un vino che gioca su sfumature avvolgenti e una freschezza luminosa, dimostrando che l'accoglienza di varietà diverse, se gestita con maestria, può arricchire l'identità di una tenuta senza snaturarla.
Tra i segreti più affascinanti della cantina spicca l'interpretazione del Chianti Superiore. In un'epoca di modernismi, Podere Ema ha scelto di tornare alle origini, seguendo fedelmente la ricetta ottocentesca ideata dal Barone Ricasoli.
Il pilastro è ovviamente il Sangiovese, ma il segreto della sua straordinaria bevibilità risiede in un dettaglio che sorprende i non esperti: l'inclusione di una percentuale di uva bianca. Questa pratica ancestrale conferisce al vino una particolare finezza e una vivace acidità. Il risultato è un rosso succoso e di ottima bevibilità, caratterizzato da una freschezza che richiama il sorso conviviale della vecchia Toscana, capace di rendere l'esperienza gastronomica leggera e dinamica.
La sinergia tra la cucina dell'Osteria Pratellino e i vigneti del Podere Ema si compie nel ciclo di serate estive intitolato "Dalla Cucina alla Cantina". È il ponte perfetto tra l'energia urbana di Via del Pratellino a Firenze e la quiete di Grassina.
Ogni mercoledì, dal 10 giugno al 29 luglio 2026, la cantina in Via Chiantigiana 339, diventerà lo scenario di un'esperienza a tavola. Il programma prevede sette menù a tema studiati per dialogare con le etichette della casa. La filosofia "99% Made in Toscana" dell'osteria si fonde con il concetto di "Puro Toscano" della cantina, portando la sapienza della cucina tradizionale davanti ai filari. È un invito a riscoprire il piacere del convivio in un ambiente dove il tempo sembra rallentare, celebrando l'unione indissolubile tra cibo e terra.
L'avventura iniziata nel 2001 da Enrico Calvelli ci ricorda che l'innovazione più audace spesso consiste nel saper guardare indietro con occhi nuovi. Dalla riscoperta del Foglia Tonda alla nobilitazione della terracotta, ogni calice di Podere Ema è un manifesto contro l'anonimato dei sapori. L'autenticità vi aspetta.