Francesca Albanese cittadina onoraria di Firenze?

Italia Viva: "Chi attacca una donna che ha attraversato l’orrore della Shoah non può ricevere onorificienze"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
01 Dicembre 2025 13:09
Francesca Albanese cittadina onoraria di Firenze?

"La cittadinanza onoraria di Firenze a Francesca Albanese è irricevibile, divisiva e totalmente fuori luogo. Chiediamo che il Consiglio comunale la respinga senza esitazioni», dichiarano i consiglieri Francesco Casini e Francesco Grazzini di Casa Riformista. La proposta era arrivata da Sinistra progetto comune. 

«Firenze non può prestare il suo nome e la sua storia – proseguono – a un’operazione politica che nulla ha a che fare con la pace e con il dialogo. È assurdo che si proponga la cittadinanza onoraria di Firenze a chi ha rivolto parole vergognose sulla senatrice Liliana Segre, alla quale nella scorsa legislatura era stata dedicata anche una commissione del nostro Consiglio Comunale. Chi attacca una donna che ha attraversato l’orrore della Shoah non può ricevere onorificenze da Firenze: è una contraddizione morale, civile e politica».

«Per questo – concludono Casini e Grazzini – diciamo con chiarezza che voteremo contro a qualsiasi atto in merito alla cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Firenze, come si ricorda nella stessa risoluzione, è città di pace, non di estremismi. Non accetteremo che venga trascinata in scelte ideologiche che spaccano la comunità e che offendono il valore stesso delle nostre istituzioni».

"Francesca Albanese è la Special Rapporteur ONU che da anni si occupa del massacro del popolo palestinese. Per la sua attività istituzionale è stata attaccata e sanzionata dall'Amministrazione Trump degli Stati Uniti. Ha ricevuto attacchi continui, anche volgari -dichiara Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune- La nostra proposta di cittadinanza onoraria nasce a luglio 2025. Nel frattempo la sua visibilità mediatica è cresciuta, con una grande attenzione a qualsiasi sua dichiarazione.

La settimana scorsa abbiamo espresso solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti per il loro sciopero e il rapporto difficile che si trovano a vivere rispetto alle realtà editrici. La libertà di informazione è un tema fondamentale, che passa dalle condizioni di lavoro di chi ci opera (che in Palestina comprende il rischio di morire per mano dell'esercito israeliano).

Leggiamo con una certa sorpresa le dichiarazioni di alcune figure del centrosinistra, compreso il gruppo di Italia Viva - Casa Riformista di Palazzo Vecchio. Di fronte al continuo massacro del popolo palestinese e agli attacchi gravi che ha subito Francesca Albanese, si sceglie di utilizzare i fatti della Stampa di Torino come se fosse stata la Special Rapporteur a guidare un assalto nei confronti della testata giornalistica.

Non vogliamo sminuire niente. Ma proprio per questo crediamo sia fondamentale avere presente quello che avviene in Palestina e quello che avviene in politica internazionale, con il Presidente Trump quotidianamente impegnato a rilasciare affermazioni irricevibili, ignorando - insieme al Governo di Israele - la legittimità stessa dell'ONU.

Proponiamo un riconoscimento a Francesca Albanese non per le sue opinioni (su cui pare esista persino un dossier, a sentire alcune indiscrezioni informali), ma per il suo lavoro. Per noi un riconoscimento al suo operato deve esserci e anche un sostegno al rapporto di luglio 2025. Non per lei, non per il prestigio di Firenze, ma perché una Città operatrice di pace deve essere in grado di restare sul merito delle questioni".

“Ci opponiamo, ancora una volta, alla proposta di conferire la cittadinanza onoraria di Firenze a Francesca Albanese o a qualsiasi altro riconoscimento pubblico e istituzionale. “Le sue posizioni - dalla giustificazione politica del terrorismo di Hamas alla delegittimazione sistematica di Israele, fino al recente “monito” ai giornalisti dopo l’assalto al quotidiano La Stampa - dimostrano una deriva estremista che alimenta odio e ostilità verso la libertà”.

“Firenze non può premiare chi divide, distorce e inquina pericolosamente il dibattito pubblico”. “E non lo diciamo più solo noi: anche istituzioni e realtà che in passato hanno conferito riconoscimenti ad Albanese oggi né stanno prendendo le distanze. Auspichiamo che il Consiglio comunale respinga senza esitazione qualsiasi proposta che vada in tale direzione” nota Emanuele Cocollini, presidente dell’Associazione Italia-Israele di Firenze.

Notizie correlate
In evidenza