Firenze si ferma per il corteo anti-sionista in centro

La polemica dell'Associazione Amici di Israele sulle contraddizioni della sinistra istituzionale

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
26 Settembre 2026 23:55
Firenze si ferma per il corteo anti-sionista in centro

La città di Firenze, sta attraversando una fase di confronto politico e mobilitazione di piazza. Dalle grandi questioni del diritto internazionale discusse nei forum politici alle accese manifestazioni, il territorio fiorentino si conferma un crocevia di tensioni ideologiche.

Alla Casa del Popolo "Rita Atria" di Vingone, a Scandicci, si sono aperti i lavori della Festa Nazionale della Giustizia intitolata "Giustizia: la sfida democratica", promossa dal Partito Democratico nazionale insieme alle sezioni PD di Firenze e Scandicci. L'evento, in programma fino a domenica 27 settembre, ha dedicato il suo dibattito inaugurale al tema "Nessun crimine senza giustizia. La sfida dei crimini internazionali", sotto la curatela di Federico Gianassi, deputato dem, capogruppo PD in Commissione Giustizia e segretario del PD Firenze.

Gianassi ha inquadrato la discussione all'interno di una fase storica complessa, caratterizzata dal moltiplicarsi dei crimini internazionali e da leadership politiche che arrivano a rivendicare l'uso della violenza e della sopraffazione. Per contrastare questa tendenza e colmare le lacune dell'ordinamento italiano, il deputato ha ribadito la necessità di introdurre un Codice dei crimini internazionali e norme sulla giurisdizione universale, muovendo al contempo una netta critica al governo sulla gestione delle vicende giudiziarie internazionali.

Mentre a Scandicci si affrontavano i principi teorici e legislativi del diritto internazionale, la discussione politica cittadina si è spostata rapidamente nelle strade della capoluogo, dove la geopolitica è diventata motivo di scontro.

Al centro dell'attenzione la manifestazione regionale convocata con lo slogan "Fuori il sionismo dalla Toscana". Gli organizzatori del corteo hanno collegato tra loro temi quali la militarizzazione del territorio, le infrastrutture, i rapporti economici con Israele, le politiche regionali e la guerra a Gaza, arrivando a denunciare una presunta "penetrazione degli interessi sionisti" nella regione. Una posizione contestata da Kishore Bombaci, Presidente dell'Associazione Fiorentina Amici di Israele, che ha definito l'impostazione dell'evento una formula vaga, ideologica e pericolosa, capace soltanto di sostituire l'analisi concreta con una teoria del complotto.

Bombaci ha censurato la tendenza a sovrapporre livelli differenti e ha rivolto una dura critica al consigliere Palagi per la sua partecipazione al corteo e per aver chiesto la chiusura del Consolato Onorario di Israele. Secondo il presidente dell'associazione, quando chi ricopre responsabilità istituzionali adotta un linguaggio privo di equilibrio, rischia di alimentare una visione unilaterale del conflitto e di trasformare l'intero contesto in un bersaglio indistinto: "Non è invece accettabile confondere deliberatamente Israele, governo israeliano, cittadini israeliani, comunità ebraiche, sionismo come corrente politica e singole aziende o investitori. Questa sovrapposizione non è analisi: è propaganda."

Oltre alla dimensione politica, la giornata di sabato 26 settembre ha registrato ripercussioni concrete sulla viabilità cittadina a causa dello svolgimento del corteo di protesta. I manifestanti hanno attraversato il centro cittadino fino al presidio in Piazza del Duomo. Con la partenza della manifestazione fissata per le ore 15.00 circa, la circolazione nel centro urbano ha subito consistenti modifiche e rallentamenti. Autolinee Toscane ha predisposto limitazioni e deviazioni temporanee di percorso per le principali linee del servizio urbano.

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