FIRENZE – Questa mattina davanti alla sede del CNR di via Madonna del Piano 10 a Sesto Fiorentino si è svolto il flash mob “La precarietà uccide la ricerca” promosso dai Precari Uniti Cnr, con il sostegno di FLC CGIL Firenze e CGIL della Piana.
L’iniziativa ha voluto denunciare la condizione di circa 3mila ricercatrici e ricercatori precari del CNR a livello nazionale, oltre 300 in Toscana tra Pisa, Sesto Fiorentino e Firenze.
Molti di loro, assunti con fondi PNRR, vedranno scadere il contratto questa estate senza conoscere il proprio futuro. Durante il flash mob alcune persone con il volto coperto da una maschera sedevano attorno a un tavolo. Chi portava il cartello “Contratto scaduto” si è tolto la maschera, si è alzato e ha lasciato una sedia vuota, a simboleggiare l’uscita forzata di professionalità qualificate dalla ricerca per mancanza di rinnovi e prospettive di stabilizzazione.
Secondo gli organizzatori la precarietà rischia di disperdere competenze e investimenti pubblici e mette in discussione il futuro del sistema scientifico italiano.
Tra le richieste un piano straordinario di stabilizzazioni, finanziamenti strutturali per la ricerca pubblica e la fine dell’uso sistematico del lavoro precario negli enti di ricerca.
La FLC CGIL Firenze ha dichiarato che la ricerca pubblica è un patrimonio del Paese e che stabilizzare il personale significa garantire continuità alla ricerca e valorizzare il lavoro.