LA STORIA – Entra nel patrimonio dell’Istituto Geografico Militare, ente dell'Esercito Italiano, un reperto che racconta il lavoro sul campo dei topografi italiani. È stato firmato oggi l’atto di donazione di un “baule da campagna per il personale impegnato nei rilievi topografici”, realizzato presumibilmente intorno al 1940 e completo di tutta la dotazione per la cucina da campo per 4 persone.
A donarlo sono stati Ricciardo Artusi e lo zio Mario Galasso che ha una casa in una frazione di San Casciano Val di Pesa. Proprio lì, all’inizio del 2025, durante un pranzo in campagna, Artusi si è imbattuto nel baule rimanendo entusiasta e meravigliato.
Avutolo in dono, Artusi ha pensato che non aveva gran senso tenere in una casa privata questi oggetti così preziosi. E così ha preso contatto con l'IGM, scoprendo tutto l'interesse dell'Istituto che ha, da subito, apprezzato il senso di vicinanza istituzionale.
L'atto di donazione è stato firmato da Artusi e dal comandante dell'IGM, Generale di Divisione Luigi Postiglione. Presenti Luciano Artusi, babbo di Ricciardo e notissimo uomo di cultura fiorentina e alcuni rappresentanti del personale civile e militare dell'ente fiorentino.
“Fra le tantissime cose che Mario mi ha mostrato rimasi colpito da questa cassa – racconta Artusi –. Quando mi disse che potevo prenderla, una volta a casa mi resi conto del grado di finitura e dei particolari. Pensai subito: 'questo è un oggetto che deve essere visto. Tenerlo a casa sarebbe stato uno spreco”.
IL BAULE E IL SUO CONTENUTO
Si tratta di un baule esterno in legno rinforzato con metallo, 42,5 x 42,5 x 36 H cm, con chiave. All’interno un secondo baule in legno con finiture in ottone che custodisce l’intero kit: pentole, padelle, piatti, bicchieri, posate, tagliere, saliera e contenitori ermetici.
A testimoniarne l’origine c’è anche il foglio originale dell’“Istituto Geografico Militare – Cucina di alluminio per 4 persone ed oggetti in essa contenuti”, che elenca nel dettaglio ogni pezzo: dai 6 piatti fondi alle 4 ciotole, dal colapasta al bricco da caffè, fino al treppiede di ferro e alla custodia con boccette di vetro per sale e pepe.
LA SCELTA DELL'IGM
Artusi conosce da anni l’IGM di Via Cesare Battisti e dopo un primo contatto telefonico informale, vista la disponibilità dell’Istituto, è arrivata la proposta definitiva di donazione.“Per me era importante che finisse nel luogo giusto – conclude Artusi –. L’IGM è la casa ideale per un oggetto nato proprio per i suoi uomini”.
Il Generale Postiglione ha espresso gratitudine ai donatori, anticipando che il baule arricchirà un nuovo percorso museale di prossima istituzione.