"I conti tra il Comune di Firenze e la partecipata per i servizi ambientali di cui è socio di maggioranza, Plures S.p.A., non tornano. Lo si scopre dalla pagina 187 dell'allegato al Bilancio 2025 del Comune – il prospetto di riconciliazione obbligatorio per legge tra crediti e debiti dell’ente e delle sue controllate –," sostiene Paolo Bambagioni, presidente della Commissione Controllo e consigliere comunale.
"I numeri - prosegue Bambagioni - rivelano due realtà contabili molto distanti. Nello specifico:1.) I crediti del Comune. Palazzo Vecchio dichiara di vantare verso Plures soltanto 40.019,68 euro. La partecipata, al contrario, iscrive nei propri registri debiti verso il Comune per ben 2.244.800,18 euro (con uno scostamento negativo di 2,2 milioni).2.) I debiti del Comune. Il dato più macroscopico riguarda però i debiti dell’Amministrazione comunale nei confronti della società. Il Comune riconosce a bilancio 11.659.309,69 euro.
Di parere del tutto opposto la contabilità di Plures, che sostiene di vantare crediti verso il Comune per 40.999.397,75 euro. La voragine d'incongruenza sfiora i 29,34 milioni di euro.A spiegare l’origine di questo profondo divario contabile sono le note integrative a piè di pagina dello stesso documento ufficiale.La voce di maggior peso — pari a ben 31.236.711,67 euro — riguarda somme che Plures ha già contabilizzato come crediti da incassare dal Comune, illustra Bambagioni documento alla mano, ma che “non sono presenti nei PEF (Piani Economico Finanziari) approvati da parte di ATO”.
Nello stesso testo, tuttavia, la Società ipotizza che tali somme “troveranno collocazione nei PEF futuri”.A questa partita milionaria si aggiungono ulteriori partite sospese e contenziosi contabili. Nello specifico:1.) 1.258.341,62 euro per lavori e prestazioni registrati a favore della Società ma ancora “in corso di verifica da parte del Comune”;2.) 1.997.138,72 euro di dividendi relativi agli esercizi 2023 e 2024 scritti a debito da Plures ma imputati dal Comune all'esercizio 2025;3.) 944.528,43 euro legati all’IVA in regime di split payment (meccanismo IVA per cui il fornitore emette fattura con l’imposta, ma incassa dal cliente pubblico solo l'importo imponibile);4.) 275.572,61 euro di fatture che Plures considera non saldate al 31/12/2025 ma che il Comune ha espressamente rifiutato;5.) 30.673,83 euro per prestazioni di sanificazione e smaltimento rifiuti speciali ancora in fase di verifica.“L’analisi dell'allegato lascia pochi dubbi: il debito che il Comune iscrive a bilancio non è lo stesso che iscrive Plures.
Con le note si prova a giustificare lo scostamento, ma in contabilità questi numeri devono coincidere in modo identico. Non possono esserci due verità diverse”, sottolinea Bambagioni.Il presidente della Commissione Controllo esprime “forte preoccupazione” sia per la “lentezza” nell’allineamento delle partite ordinarie, perché “non è accettabile che a distanza di mesi ci siano ancora debiti in corso di verifica”, sia soprattutto per il “meccanismo di rinvio” dei 31 milioni ai prossimi Piani Economico Finanziari.
"Esprimo forte perplessità sul ricorso a quella che sembra essere finanza creativa”.E questo “scontro contabile” potrebbe avere “effetti diretti” sulle tasche dei fiorentini, secondo Bambagioni. “Poiché la copertura del servizio rifiuti deve avvenire tramite la tariffa TARI, il recupero futuro di questi 31 milioni attraverso i PEF dei prossimi anni potrebbe tradursi in un inevitabile rincaro delle bollette”.“Alla luce di quanto emerso, chiedo che la Giunta Funaro chiarisca in Consiglio comunale sulla natura di quei 31 milioni, che ATO chiarisca se e quando intende riconoscerli e con quale eventuale impatto sulla tariffa rifiuti, e che Collegio dei Revisori e Corte dei Conti verifichino la regolarità di una riconciliazione che presenta un disallineamento di questa portata”, le richieste di Bambagioni.