Affitti brevi: nuovi limiti nei quartieri fuori dal centro

Le misure della Legge di bilancio rischiano di bloccare gli host regolari

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 Dicembre 2025 16:34
Affitti brevi: nuovi limiti nei quartieri fuori dal centro

Firenze, 27 dicembre 2025. "A Firenze il blocco alle nuove locazioni turistiche nell’area Unesco è in vigore da oltre due anni. Ora si parla di estenderlo anche fuori dal centro storico, verso quartieri come Isolotto, Novoli e Rifredi. Ma prima di aprire una nuova stagione di divieti, il Comune dovrebbe rispondere con onestà ad una domanda: quali risultati concreti sono stati ottenuti finora in termini di vita migliore per i residenti e per aumentarne il numero?”.

A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence, commentando l’annuncio della sindaca Funaro su nuovi limiti alle locazioni brevi anche nei quartieri fuori dall’area Unesco.

“Se l’obiettivo dichiarato è contrastare il caro casa – prosegue Fagnoni – i dati da guardare sono chiari: di quanto sono aumentati i residenti nel centro storico? Di quanto sono diminuiti i canoni delle locazioni lunghe? Senza queste risposte, il rischio è continuare a penalizzare i proprietari privati senza sapere se le misure già in vigore abbiano davvero prodotto benefici reali”.

Secondo Fagnoni, il dibattito rischia di essere sbilanciato: “Si parla di oltre 16 mila annunci di affitti brevi in città, il doppio delle case popolari. Ma il blocco in area Unesco, in vigore da anni, non può essere valutato solo sul numero delle autorizzazioni rilasciate o respinte. Serve capire se ha davvero inciso sull’emergenza abitativa, altrimenti si rischia di spostare il problema da un quartiere all’altro, seguendo semplicemente il tracciato della tramvia”.

C’è poi un tema che, secondo il presidente di Property Managers Italia, resta ai margini del confronto pubblico. “Mentre cittadini e operatori del nostro settore vengono spesso trattati come il problema – dice Fagnoni grandi gruppi alberghieri e fondi internazionali continuano a realizzare nuovi appartamenti turistici all’interno di operazioni ricettive, sottraendo immobili alla residenza, con il benestare delle stesse istituzioni che parlano di emergenza casa”.

“La domanda allora è inevitabile: perché il 'male assoluto' sembrano essere solo i piccoli proprietari? Perché si fermano i cittadini colpevoli di possedere un immobile, mentre altri possono fare lo stesso lavoro su scala più grande, senza subire le stesse restrizioni? Regolare è giusto. Ma regolare senza misurare i risultati, e con due pesi e due misure, non è governo del fenomeno. È solo un modo per fare altri danni”, conclude Fagnoni.

«Pur condividendo la necessità di contrastare l’illegalità e di garantire trasparenza nel settore, riteniamo che l’impostazione emersa rischi di confondere il piano del contrasto agli abusi con quello degli host che operano nel pieno rispetto delle regole, creando ulteriore incertezza in un momento già estremamente critico». E' quanto dichiara Gianni Facchini, presidente di MyGuestFriend, associazione che rappresenta oltre 700 host dell’area fiorentina, a proposito delle ultime dichiarazioni della sindaca Sara Funaro. Facchini esprime forte preoccupazione, infatti, anche per le misure sugli affitti brevi inserite nella bozza della Legge di bilancio 2026, che prevedono cedolare secca al 21% sul primo immobile, 26% sul secondo e obbligo di partita Iva dal terzo appartamento in poi.

Una norma che, se approvata così com’è, rischia di essere tecnicamente inapplicabile per molti proprietari, soprattutto nel centro Unesco di Firenze, dove il regolamento comunale blocca qualsiasi nuova attivazione di affitti brevi. L’apertura della partita Iva comporta infatti una nuova Scia e il rilascio di un nuovo Cin: un passaggio che l’amministrazione non può autorizzare nella zona vincolata. Il risultato sarebbe la chiusura immediata dell’attività, con prenotazioni già acquisite per il 2026 e conseguenti costi di riprotezione.

Inoltre, molti proprietari non hanno materialmente la possibilità di aprire una partita Iva, e quasi tutti avrebbero bisogno di tempi ben più lunghi per adeguarsi, essendo già operative diverse prenotazioni future.«Aprire una partita Iva non è come comprare un pacco di biscotti – afferma Gianni Facchini, presidente di MyGuestFriend – e imporre questo passaggio dal 1° gennaio significa ignorare totalmente i processi amministrativi necessari e le prenotazioni già in essere. Nel centro Unesco, poi, l’obbligo sarebbe un vicolo cieco: chi oggi lavora legalmente non potrebbe più farlo, per effetto combinato della legge nazionale e del regolamento comunale».

Facchini sottolinea anche l’incoerenza della logica fiscale: «Non si capisce perché il terzo appartamento debba essere trattato da attività imprenditoriale, mentre chi possiede venti immobili, giusto per fare un esempio, a lungo termine continui a pagare la cedolare al 21%. Sono misure incoerenti, pensate più per un messaggio politico che per una reale regolazione del settore».MyGuestFriend chiede una fase transitoria adeguata e l’avvio di un confronto urgente con il Comune di Firenze, «per evitare – conclude Facchini – che norme disallineate tra Stato, Regione e Comune producano un danno ingiustificato agli host e al sistema turistico cittadino».

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