USL Toscana nord ovest: all’asta immobili per oltre 20 milioni di euro

Tra i beni ci sono interi edifici, appartamenti, ex ospedali e rustici con vista mozzafiato. La scadenza per presentare la propria offerta è fissata per l’11 giugno. Vecchie Asl, a Lucca l’Agenzia delle entrate batte cassa per 559mila euro. Il Capogruppo in Regione Maurizio Marchetti e il Coordinatore regionale toscano di Forza Italia Stefano Mugnai: «Chiarezza sulle condotte fiscali contestate. Le ex Asl sono 12: quante le cartelle attese e con che impatto?»


PISA, 15 maggio 2018 – È stata prorogata a lunedì 11 giugno 2018 la scadenza per il bando di alienazione di immobili della Azienda Usl Toscana nord ovest del valore complessivo di oltre 20 milioni di euro. Le proprietà spaziano su tutte le province di competenza dell’Azienda e vanno da alcuni appartamenti a Massa o Lucca, a lotti di terreno a Pietrasanta o Maggiano. I lotti di maggior valore sono quelli banditi per gli edifici di Via Zamenhof (Pisa), base d’asta di 6,8 milioni di euro, e di Via Savonarola (Cecina), base d’asta 3,3 milioni di euro. Gli altri due lotti milionari si trovano invece a Pietrasanta dove la “ex Colonia Laveno” e il terreno situato in via di Capriglia sono entrambi in vendita con offerte a partire da 2,125 milioni. Da segnalare per la sua bellezza e la vista mozzafiato sulla campagna toscana anche il cosiddetto “Padiglione Tanzi” dell’ex ospedale psichiatrico di Volterra, un’antica costruzione in area rurale a pochi chilometri dal centro storico che può essere acquistato con offerte a partire da 936 mila euro. Molti gli appartamenti di proprietà delle ex USL e non più utilizzati come quelli di Via dell’Arancio a Carrara in Via Mordini a Lucca. Fra questi i più grandi si trovano in piazza Attias a Livorno (440 metri quadrati con chiostra interna) in vendita a partire da 650 mila euro e in Via Alberica a Massa dove si trovano 5 lotti ad uso sia commerciale che abitazione. Gli interessati possono presentare le proprie offerte entro e non oltre le ore 13 del giorno lunedì 11 giugno 2018. L’offerta deve essere corredata da una garanzia, pari al 10 per cento dell’importo a base d’asta sotto forma di versamento della somma al Tesoriere dell’Azienda.

«Chiarezza sulle condotte fiscali contestate a Lucca dall’Agenzia delle entrate con 559.532 euro di Ires da recuperare e valutazione di prospettiva su quelle adottate nei bilanci dalle altre 11 ex Asl: quante cartelle esattoriali di recupero sono attese dal fisco? Per quali ammontare? Con quale impatto sulla contabilità del sistema sanitario regionale?» sono in sostanza questi i quesiti che il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti rivolge alla giunta regionale in un’interrogazione che i suoi uffici stanno perfezionando alla luce della notizia secondo cui l’Agenzia delle entrate ha rivendicato dalla vecchia Asl 2 di Lucca 559.532 euro di Ires non corrisposta. «Secondo quanto apprendiamo dai giornali si tratta delle annualità 2013, 2014 e 2015 e la stessa cosa sarebbe già avvenuta nelle vecchie Asl di Pisa, Livorno e Viareggio. Al momento – riassume Marchetti – la attuale Asl Toscana Nord Ovest a quanto pare ha pagato ma annuncia ricorso. Sì ma a suon di ‘tot mila’ con 12 vecchie Asl e un’imposta, l’Ires, entrata in vigore fin dal 2004, qual è la stima della Regione sui crediti che verranno rivendicati dal fisco? Perché qui il sistema rischia di andare a fondo». All’unisono con Marchetti è il coordinatore regionale di Forza Italia onorevole Stefano Mugnai: «Da anni contesto al Pd e alla sinistra di governo e in particolare a Enrico Rossi di aver costruito il consenso elettorale sulla fuffa dei conti sanitari in ordine. I bilanci delle Aziende non sono in ordine proprio per niente, e la sanità toscana si è trovata più volte sull’orlo del commissariamento schivato sempre mescolando le carte, come si è tentato di fare con la riforma sanitaria del 2015. Ma il fisco, si sa, ha occhio lungo e buona memoria. Ecco i risultati». Ma qual è il punto di contestazione? «Fa capo al diritto – spiegano Marchetti e Mugnai – e in particolare all’avere assimilato le Asl a quelli che nel testo unico delle leggi dirette datato 1973 chiamava ‘enti ospedalieri’, a cui è concesso di abbattere del 50% l’imposta sul patrimonio immobiliare. Fior di sentenze di Cassazione però negli anni hanno contraddetto questa impostazione, indicando solo nelle aziende ospedaliere nate con la legge del 1992 le ‘eredi’ dirette dei vecchi ‘enti ospedalieri’. Nel caso toscano, dunque, la possibilità di abbattere l’Ires esisterebbe solo per Careggi a Firenze, per il Meyer sempre a Firenze, per le Scotte a Siena e per Cisanello a Pisa». Se Marchetti e Mugnai provano a moltiplicare, la cifra esigibile sarebbe da collasso: «Se la medesima condotta fiscale contestata alla Asl 2 è stata applicata anche per tutte le altre 11 ex Asl, e non si vede perché così non dovrebbe essere, dal 2004 in qua, tenendo conto che per tre annualità è stato rivendicato mezzo milione di euro ecco… qui si va al crac». «Ecco perché – conclude Marchetti – ho scelto la via dell’interrogazione. Voglio che la giunta regionale ci spieghi bene quante cartelle esattoriali si aspetta, per quali cifre e con quale impatto sulla fiscalità del sistema sanitario regionale e di conseguenza sui servizi al cittadino».

Redazione Nove da Firenze