​Sanità Toscana, Careggi nel mirino: tra influenza e carenza di personale

Sindacati contrariati dalla carenza di personale: "Dal 31 Dicembre sono venuti meno i lavoratori interinali, proprio nel picco dell’influenza"


Sarebbero in crescita i carichi di lavoro per gli operatori della sanità della Asl Toscana Centro, conseguenza di una carenza di personale che invece di migliorare diventa sempre più grave.
L’ultimo ‘step’ è datato 31 dicembre: “a fine anno - denuncia la Cisl Funzione Pubblica della Asl Toscana Centro - sono scaduti alcuni contratti di lavoro a somministrazione (interinali) che non sono stati rinnovati con la motivazione che dovrebbe entrare in servizio personale presente nelle graduatorie; ma ciò avviene a rilento a causa dei tempi biblici per lo scorrimento delle graduatorie. Il risultato è che ci troviamo con meno personale proprio nel periodo del picco influenzale, che in questi giorni sta colpendo la cittadinanza, ma anche molti lavoratori. Così chi non è malato è continuamente chiamato a lavorare durante la ‘reperibilità’ accumulando un superlavoro che, in un settore così delicato, diventa non solo pesante per i lavoratori ma anche pericoloso per i pazienti.

”“Al recepimento della Direttiva europea che allunga i tempi minimi di recupero tra un turno e l’altro – spiega la Fp-Cisl – si è fatto fronte non aumentando il personale, come sarebbe stato giusto, ma utilizzando la reperibilità. Così ad esempio chi fa il turno di notte (11 ore, dalle 20 di sera alle 7 del mattino) è reperibile anche la notte successiva e se viene chiamato lavora due notti di fila. E questo, in periodi come quello attuale con l’influenza che colpisce i cittadini ma decima anche gli operatori sanitari, succede spesso, facendo accumulare ai lavoratori stanchezza e stress.”

Per questo la Cisl Fp chiede alla Direzione aziendale di “intervenire urgentemente e responsabilmente” per far fronte a carichi di lavoro che in sanità “sono aumentati a discapito del personale che, in questi anni, a causa dei vari vincoli di bilancio, si è ridotto notevolmente.”
“Ma intervenire – avverte la Fp-Cisl – significa ricostituire, tramite assunzioni e stabilizzazioni, un numero di lavoratori adeguato e non aumentare i carichi di lavoro attraverso la reperibilità, di cui questa azienda sta abusando, mettendo sempre più sotto pressione una situazione già difficile che rischia di implodere. Basta farsi belli alle spalle dei lavoratori.”

Intanto il sindacato Uil Fpl punta il dito su Careggi: “Lunghe attese nelle barelle prima di essere trasferiti nei reparti, è questo il modello di sanità che si vuole perseguire? O si cambia o sarà rottura” 

"Mentre la dirigenza dell’ospedale di Careggi e i suoi amministratori si vantano sui giornali e in tv della magnifica efficienza e dell’ottima gestione del nuovo pronto soccorso DEAS, la realtà però è del tutto diversa. Le esose politiche di taglio ai posti letto e la mancanza cronica di personale sufficiente a garantire un adeguato livello di risposta sanitaria, porta oramai ogni giorno a un sovraffollamento di pazienti che stanziano per ore (nella migliore delle ipotesi) o per tutta l’intera giornata su comode barelle in attesa di essere collocati nei reparti. Si parla di attese che talvolta coinvolgono complessivamente anche più di 40 pazienti alla volta. La situazione per infermieri, medici e OSS che lavorano nel nuovo Pronto Soccorso DEAS, oltre chiaramente che per gli utenti, è insostenibile ogni oltre limite - denuncia la Uil Fpl di Careggi - In questo modo diventa una follia generalizzata seguire i pazienti in maniera adeguata, che necessitano di continuo monitoraggio. Questo modello di sanità - spiega ancora il sindacato - non può essere un modello da perseguire, né tanto meno motivo di vanto, qui l’eccellenza di cui la dirigenza dell’AOU di careggi vuol rivendicare non vi alberga minimamente. O si decide di cambiare o il punto di rottura sarà inevitabile”.

Redazione Nove da Firenze