Multiutility: la Corte dei Conti lancia un’altra tegola sul PD?

Che riguarda la proprietà pubblica delle infrastrutture idriche

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
25 agosto 2023 17:51
Multiutility: la Corte dei Conti lancia un’altra tegola sul PD?

Sulla quotazione in borsa della holding Multiutility toscana dei servizi di acqua, energia e rifiuti si è pronunciata la Corte dei Conti: la fusione per incorporazione si può fare, ma non è ammissibile la cessione dei beni demaniali in capo a Consiag all’interno del progetto Multiutility nella prospettiva della quotazione in borsa.

Sinistra Italiana ritiene necessario fermare tutta l’operazione e rivedere l’intero progetto: "Quella della Corte dei Conti è una tesi che noi abbiamo sempre sostenuto e conferma che, su ogni voto espresso dai nostri amministratori nei consigli comunali di contrarietà alla sua quotazione in borsa, avevamo ragione. La quotazione in borsa della Multiutility rappresenterebbe un serio pericolo per la tutela dei beni comuni, per il contenimento delle tariffe, per la tutela delle condizioni lavorative e per il ripristino del controllo pubblico" afferma Dario Danti, Coordinatore regionale Sinistra Italiana Toscana.

"Ringraziamo i movimenti e il Sindaco di Loro Ciuffenna. Grazie a loro oggi abbiamo un documento della Corte dei Conti che ricorda la necessità di tenere in mano pubblica le infrastrutture idriche -commentano Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune, Roberto De Blasi e Lorenzo Masi del Movimento 5 Stelle, Leonardo Masi e Beatrice Cioni di Buongiorno Empoli e Anna Baldi del Movimento 5 Stelle Empoli- Mettere insieme Alia, Publiacqua e Consiag, oltre alle altre società interessate dalla fusione, è possibile se il privato viene tenuto fuori, sia che si pensi a una quotazione in borsa o alla ricerca di capitali.

Approfondimenti

Firenze, Empoli e Prato (in accordo con Pistoia, con un asse PD-Fratelli d’Italia) stanno tentando di andare avanti a prescindere dagli altri enti locali, giocando sul loro peso. Ma le regole devono essere rispettate. Ora che succede? Sarà forse il caso di fermare tutto, ricordarsi il referendum sull’acqua pubblica e lasciar esprimere la cittadinanza con le amministrative del 2024?"

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