Rubrica — Scomparsi in Toscana

Mostro di Firenze: record di ascolti per il radio-approfondimento

Da anni una linea aperta sull'assassino delle coppiette


Il caso del Mostro di Firenze continua a tenere alta l'attenzione; ne sono prova i numerosi Gruppi Facebook pubblici e privati, la sopravvivenza dei forum o lo scambio di opinioni quotidiano in merito ad episodi più o meno noti, la condivisione dei documenti rintracciabili in rete e la ricerca di materiale ancora inedito.
Il serial killer dell'area fiorentina ha superato il suo tempo e si posiziona oggi al centro di una cronaca fatta di parole e dati, a flusso continuo, dove le novità si confondono a valutazioni risalenti a circa 50 anni fa. 

Gli ospiti in studio confrontano le proprie ipotesi su singoli elementi di una storia lunga quasi 20 anni e lontana 33 anni dall'ultimo duplice omicidio compiuto agli Scopeti.
A volte i pezzi del puzzle sono talmente piccoli da richiedere una totale immersione negli anni '70. Solo in questo modo - ne sono certi coloro che si sono appassionati al caso - è possibile ricostruire i fatti con lucida obiettività.
"Ragioniamo ancora oggi di un uomo del quale non conosciamo neppure il volto" esclamano i presenti. Esistono numerosi documenti certi dai quali ripartire, da riaprire ogni volta che occorre. Meno sembrano essere i reperti da rianalizzare.
  In aiuto arriva la memoria e qualche appunto lasciato in bacheca o messo all'interno di un docu-libro: è possibile così prendere in considerazione il duplice omicidio del 1968, quello dove la Calibro 22 appare per la prima volta e forse non solo lei.
Un caso oggetto di indagine ed apparentemente risolto recuperato però nei primi anni '80 dalla Procura di Firenze dietro una segnalazione della quale ancora si discute se fosse frutto di una lodevole intuizione o di un solerte anonimo. Ed ancora desta perplessità la dinamica e la simbologia presente sulla scena del delitto del 1974, che presenta al tempo stesso i caratteri della continuità, dell'escalation e della ritualità misti ad atteggiamenti così maldestri da apparire ben studiati. Un profilo criminologico ben chiaro sulla carta, ingiallita, eppure soggetto a continue svalutazioni e rivalutazioni. Chi era che si muoveva nelle notti fiorentine tra zone franche e boschetti appartati? Un folle, un genio, un mostro. Uno solo? 
 Tra depistaggi e gesti che non sarebbero stati mai casuali, si arriva all'ultimo atto del 1985 con due ragazzi francesi morti su un'arida piazzola alle porte di Firenze, ben poco attraente e fin troppo scenografica per due stranieri che avrebbero dovuto trovarsi in Emilia Romagna. In quale giorno di quel settembre del 1985 collocare l'ultimo fotogramma? Si riparte da qui, per i Compagni di merende, per le cose dette e quelle non fatte, per tutta una serie di piste. Prima che il polverone mediatico, alzatosi tra le orme dei presenti, iniziasse a salire.

Daniele Bronzi ed Angelo Marotta, nel cuore storico di Firenze, in una oscura e suggestiva via Santa Reparata illuminata di tanto in tanto da una vetrina accesa, hanno creato un format radiofonico che continua a registrare record di ascolti sull'argomento grazie ad ospiti dall'oratoria sapiente, in grado di suscitare riflessioni ed animare il dibattito. In studio, nella serata record del solstizio d'estate, Valerio Scrivo e Giuseppe Di Bernardo.

Florence International Radio ha una storia importante e racchiude la passione di chi usa il microfono come un mezzo di espressione del proprio pensiero, come un accessorio delle corde vocali, dimenticandosi della regia, dell'etere, del web o del podcast. Che comunque c'è.

Mostro di Firenze

Scomparsi in Toscana — rubrica a cura di Antonio Lenoci

Antonio Lenoci

Antonio Lenoci — Giornalista. Nato nel 1979 a Firenze è stato speaker radiofonico a Radio Rosa Toscana. Ha collaborato con Testate online della Toscana. Corrispondente da Firenze per Radio Bruno, network radiofonico nazionale.

E-mail: nove@nove.firenze.it