Morte sul lavoro: operaio schiacciato da una lastra di marmo

Il Piano biennale straordinario per la lavorazione del marmo, avviato a partire dal 1° giugno 2016


 Un uomo è morto stamani in un deposito a Marina di Carrara, schiacciato da una lastra di marmo.
Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute, vuole far giungere le sue condoglianze alla famiglia dell'operaio quarantenne "Ancora un morto sul lavoro, ancora una volta nel settore del marmo. Il primo pensiero va alla famiglia, alla quale esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà. E' davvero doloroso registrare un nuovo infortunio mortale proprio in un settore in cui tanto abbiamo fatto per aumentare la sicurezza e accrescere la consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro"  "In questi ultimi anni – ricorda l'assessore – abbiamo messo in campo interventi concreti. Ma evidentemente tutto questo non è ancora sufficiente. Per migliorare la sicurezza nelle cave e nel settore del marmo è necessaria una stretta collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro, una vera alleanza tra tutte le figure dell'impresa. E i controlli devono essere assidui e costanti".

Nel maggio 2016 la Regione ha approvato, nell'ambito del Piano strategico regionale 2016-2020 per la sicurezza sul lavoro, il Piano biennale straordinario per la lavorazione del marmo, avviato a partire dal 1° giugno 2016. Nel dicembre 2017 il Piano, che avrebbe dovuto concludersi nel maggio 2018, è stato prorogato fino al maggio 2020. L'investimento complessivo, per l'acquisizione di nuovo personale (tecnici di prevenzione, ingegneri, geologi) e di attrezzature (fuoristrada, auto, computer, macchine fotografiche), è stato di 3.250.000 euro.
Il Piano prevede numerosi interventi, tra i quali:- il potenziamento dei controlli finalizzati alla riduzione del rischio, eseguiti congiuntamente con altre autorità (Direzione territoriale del lavoro, Inail, ecc.);- l'elaborazione di procedure di lavoro e di relative misure di prevenzione condivise da tutti i soggetti che partecipano all'organizzazione della sicurezza: datori di lavoro, lavoratori, Dipartimento di prevenzione, ecc.;- la segnalazione al Ministero competente delle non conformità rilevate sulle macchine tagliatrici a filo diamantato.
Nel 2016, dal 1° giugno al 31 dicembre, nell'ambito del Piano sono stati eseguiti 424 accessi in cava: tutte le 167 cave sono state ispezionate più volte (mediamente 2,5 accessi ciascuna). Nello stesso periodo, sono stati effettuati 87 accessi in laboratori per la lavorazione del marmo.
Nel 2017, dal 1° gennaio al 31 dicembre, sono stati eseguiti 885 accessi in cava (programmati 800), permettendo l'ispezione più volte (in media 4/5 accessi per cava) di tutti i 173 siti. La percentuale di raggiungimento degli accessi programmati per l'intero 2017 supera il 100% . Inoltre, sono stati effettuati 453 accessi (353 zona Apuane e 100 zona Versilia) presso aziende per la lavorazione del marmo (programmato 450). Ogni impresa presente sul territorio è stata oggetto di almeno un controllo, in alcuni casi più di una volta. La percentuale di raggiungimento degli accessi programmati per l'intero 2017 è del 100%.
Gli infortuni nelle cave delle Apuane
A fronte di una diminuzione degli infortuni in cava (dai 174 del 2006 ai 61 del 2016), quelli mortali sono invece aumentati. Dal 2006 al 2016 nella cave delle Apuane si sono registrati 9 infortuni mortali: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 3 nel 2016 (vedi documento allegato). Nel 2017 non si sono registrati infortuni mortali in cava. Dall'inizio del 2018, quello di stamani è il secondo infortunio mortale nel settore del marmo.

La CGIL di Massa Carrara oltre ad esprimere cordoglio ai familiari del ragazzo lancia ancora una volta un appello affinché tutti i soggetti istituzionali coinvolti si impegnino fermamente per "fermare questa strage. A distanza di 2 mesi un altro infortunio mortale sul lavoro si è portato via un lavoratore della provincia. Dalle prime notizie sembra che il giovane stesse lavorando intorno ad un blocco di marmo in un deposito vicino al porto che improvvisamente lo ha colpito mentre lo stava movimentando. Al momento risulta che avesse un contratto di lavoro attivato il 6 luglio e della durata di soli 5 giorni. Un ragazzo di37 anni ha perso la vita per un contratto di lavoro di soli 5 giorni!Appresa la notizia, nelle cave è scattata la solidarietà di tutti i cavatori che hanno immediatamente abbandonato il lavoro e così hanno fatto tanti lavoratori del piano del settore lapideo. La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità. Nonostante la task-force messa in campo dalla Regione Toscana continua la strage, perché di vera e propria strage si parla, di lavoratori. La nostra posizione è sempre la stessa: le imprese che non rispettano le leggi e le regole in materia di salute e sicurezza sul lavoro devono essere chiuse! Inoltre tutti gli attori coinvolti devono riflettere sull’ opportunità di consorziare le piccole imprese in maniera tale da avere più garanzie e tutele per lavoratori e lavoratrici".

Mauro Fuso, segretario Cgil Toscana con delega alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro “Mentre il dibattito politico ruota intorno all'estensione dei voucher, dovremmo domandarci se questo lavoratore, con un contratto di pochi giorni, abbia ricevuto la corretta formazione sulla sicurezza nel lavoro oppure se questa formula e la conseguente precarietà non sia all'origine dell'infortunio mortale. Probabilmente stenterà ad affermarsi una forte cultura di sicurezza sul lavoro se non recuperiamo con assoluta nettezza il valore del lavoro e della dignità della persona a tutto tondo”. 

La dichiarazione del Vice Segretario Provinciale di Confintesa Firenze e Confintesa Toscana Sandra Badii “Apprendiamo con sgomento dell’ennesima morte, avvenuta poche ore fa, di un lavoratore a Carrara, travolto da un blocco di marmo. I soccorritori non sono riusciti a salvargli la vita e ciò che accaduto, oggi, simboleggia la necessità di rivedere le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro, molto spesso poco efficaci nella tutela dei lavoratori stessi. Per questo Confintesa Toscana è vicinissima alla famiglia ed ai colleghi di questo lavoratore e chiede al Ministro Di Maio di rivedere le regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, anche attraverso un’implementazione dei controlli da parte degli ispettori del Lavoro. Noi – conclude Badii - di Confintesa Toscana ci rendiamo disponibili ad una proficua collaborazione ritenendo indispensabile un confronto tra il Governo e le parti sociale in merito a questa delicata questione”. 

Redazione Nove da Firenze