Domenica le elezioni amministrative: rischio per il centrosinistra

Enrico Rossi, Liberi e uguali: "Ripartiamo da zero". E per le prossime regionali duello Giacomelli-Lotti?


(DIRE) Firenze, 7 giu. - Domenica si terra' il primo turno delle elezioni amministrative e per il centrosinistra rischia di profilarsi un altro test negativo, anche in Toscana. Questa e' l'ottica del presidente della Regione, Enrico Rossi, che e' anche esponente di Liberi e uguali. "Ripartiamo da zero e, quindi, chi riparte da zero puo' aspettarsi poco di buono- rileva-, almeno nella prima fase". La sinistra, puntualizza, "e' assente, e' assente nel dibattito nazionale, rischia di essere assente anche in questa regione per le nostre divisioni, per le polemiche, per la sconfitta che abbiamo subito che merita da parte di tutti una riflessione da fare anche rapidamente". Il governatore elogia il "guizzo di opposizione" messo in mostra, ieri, alla Camera nel corso del dibattito sulla fiducia al nuovo governo dal capogruppo del Partito democratico, Graziano Delrio. Ma e' un segnale ancora tenue di vitalita' della sinistra. "Per il resto non penso che ci sia da aspettarsi molto da questa tornata amministrativa- sostiene-. Mi auguro che in Toscana si riescano a conservare le realta' nelle quali, a mio parere, la sinistra ha governato bene". Pur consapevole che "qualche sofferenza rischiera' di venire fuori, perche' al di la' del valore dei sindaci che si sono ricandidati e hanno ben governato il vento non tira nella direzione positiva". Il presidente della Toscana confida nel tempo per vedere i progressisti risalire la china, magari prendendo a modello le geometrie variabili delle alleanze del centrodestra. "Loro sono anche troppo divisi- evidenzia-, ma hanno anche la capacita' di mettersi insieme. Questo secondo me e' un punto su cui tutta la sinistra deve riflettere. Non e' possibile piu' ridurre il centrosinistra ad un unum, deve necessariamente essere plurale". In questo senso, "il centrodestra e' stato molto piu' abile e intelligente". La prospettiva e' quella di una "riunificazione" di una coalizione "che cessa anche una guerra come quella che abbiamo alle spalle".

Le elezioni regionali sono ancora a distanza di sicurezza nel calendario della politica locale: la legislatura in Toscana scade nel 2020 e le possibilita' di una conclusione anticipata si sono affievolite dopo il voto del 4 marzo. La sinistra e' stata decimata e il sentiero per una candidatura al Parlamento europeo del presidente della Regione, Enrico Rossi, e' diventato sempre piu' stretto. Tuttavia, i pretendenti per la sua successione gia' ci sono. E fra i nomi che circolano negli ultimi giorni c'e' anche quello dell'ex ministro dello Sport, Luca Lotti. Il fedelissimo di Matteo Renzi ha dalla sua il fatto di aver conquistato il collegio uninominale di Empoli alla Camera, e di rappresentare di conseguenza uno degli ultimi fortilizi elettorali che reggono del Partito democratico. Chi sembra sconsigliare questa ipotesi, tuttavia, gia' c'e' nell'ambiente dei dem toscani che hanno un ruolo nazionale. Come l'ex sottosegretario alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli che interpellato su questo punto dalla 'Dire' afferma: "Luca si e' fatto apprezzare come esponente di governo. Mi auguro che sia protagonista, e sosterro' questa tesi, nella dimensione nazionale. È una delle carte positive che possiamo spendere". Una corsa di Lotti per la guida di palazzo Strozzi Sacrati, pertanto, "sarebbe un errore, dico questo senza sottovalutare il ruolo che ha un governatore". Lungo l'asse dei toscani si sta muovendo anche altro, qualcosa che sembra almeno cronologicamente piu' vicino: il posizionamento tattico in vista del congresso regionale. Secondo lo statuto arrivera' dopo quello nazionale. E una volta archiviato il turno di fine primavera delle amministrative l'assemblea del partito a Roma si incarichera' di fissare le scadenze. In quest'ottica l'asse dei toscani suggellato nella scorsa campagna elettorale fra Giacomelli, Lotti, la senatrice pistoiese Caterina Bini e il capogruppo a palazzo Madama, Andrea Marcucci, gia' nei prossimi giorni fara' il punto. E nei rumors fra i dirigenti del Pd si fa largo proprio il nome di Bini per la segreteria regionale. Il suo profilo politico si adatta allo spirito centrista dei toscani che hanno retto il Paese e il Pd negli ultimi anni: giovanissima militante del Ppi negli anni '90, divenne la piu' giovane segretaria regionale della Margherita. Nel Pd si e' mossa all'interno della componente di area Dem. Non e' l'unico nome appetibile, ma appare in vantaggio rispetto ad altre figure che pur vengono apprezzate per la guida di via Forlanini. Come ad esempio il capogruppo in Toscana del Pd, Leonardo Marras, il quale dopo le dimissioni di Dario Parrini dalla guida regionale dei dem e' entrato a far parte della reggenza. (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze