Cna apre alla flat tax

Con precise richieste al nuovo governo 5 Stelle-Lega


(DIRE) Firenze, 8 giu. - La Cna apre alla realizzazione della flat tax in Italia, uno dei punti programmatici del governo 5 Stelle-Lega. Tuttavia, la richiesta all'esecutivo e' di agire con concretezza. "In realta' questo governo ha promesso piu' della flat tax- ricorda alla 'Dire' il segretario generale di Cna, Sergio Silvestrini-. Ha promesso di non aumentare l'Iva, un atteggiamento positivo rispetto alla riduzione dell'Imu. E, quindi, ci aspettiamo che anche sulla flat tax si possa essere coerenti rispetto a un principio generale che condividiamo". La diminuzione del prelievo fiscale, evidenzia, "e' una necessita' per il Paese, una necessita' per gli artigiani e i piccoli imprenditori, ma c'e' un problema di compatibilita'". Il nodo della sostenibilita' finanziaria e' centrale nella riflessione di Silvestrini. "Queste grandi operazioni- rileva- si finanziano attraverso un taglio potente della spesa pubblica o attraverso un ricorso ai santuari europei, che ci consentano di derogare al patto di Maastricht, o confidando nella buona sorte di uno sviluppo endogeno". Un'operazione di questa fattura, evidenzia, "presuppone probabilmente tutte e tre le condizioni". L'assicurazione del segretario generale di Cna e' di vigilare sul rispetto da parte del governo Conte degli impegni sul fisco. Tenendo conto, peraltro, "che sara' molto importante vedere come verra' concretamente attuata la flat tax. Intanto- fa notare-, non si parla piu' di una flat tax, ma di una doppia flat tax, una al 15 e una al 20%". L'effetto "dipendera' dalle deduzioni, dalle detrazioni, da quando comincera' a incidere su quali fasce di reddito. Solo allora- sostiene- potremo dire quanti milioni di famiglie troveranno beneficio e quanti non troveranno beneficio". Pertanto, spiega, "siamo aperti, fiduciosi che alla fine si trovino le condizioni di natura strutturale, finanziaria e di bilancio per poter procedere il piu' rapidamente possibile verso una riduzione del prelievo fiscale complessivo nel nostro Paese".

Il nuovo esecutivo tende la mano ai contribuenti e al mondo delle imprese con la promessa di una pace fiscale e l'idea, lanciata ieri dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, dell'inversione dell'onere della prova. Puo' dare un contributo positivo alla crescita economica? "Certamente si'", spiega alla 'Dire' il segretario generale di Cna, Sergio Silvestrini, a margine dell'assemblea della confederazione a Firenze. "Io non ho mai parlato dell'inversione dell'onere della prova- aggiunge-, ma ho sempre fatto riferimento all'idea che fino a prova contraria bisogna dare fiducia al contribuente, salvo eventualmente punirlo in caso di deroga rispetto a un atteggiamento virtuoso nei confronti del fisco". Silvestrini si spinge oltre: "Sarebbe una rivoluzione, che noi apprezzeremmo molto, una svolta copernicana". Pur consapevole del bisogno di far diventare questa profonda innovazione sostenibile. "Un conto e' fare la promessa- dichiara-, altra cosa e' lavorare con gli uffici e coi dirigenti che hanno in mente le compatibilita', le sofisticazioni di questo tema". In generale, evidenzia, "siamo dell'idea che questa sia un'altra operazione che si possa fare, ma sappiamo ancora una volta che in questo Paese ogni giorno non e' Natale". Il richiamo in questo caso e' alla responsabilita': "Ci sono dei tagli da fare, una spesa pubblica improduttiva da tagliare. Tutto cio'- sottolinea- sara' reso possibile con un'azione forte del governo che renda, appunto, possibile un taglio adeguato del prelievo fiscale rispetto alle esigenze dei nostri imprenditori e delle imprese tout court".

Al nuovo governo 5 Stelle-Lega la Confederazione nazionale dell'artigianato e delle piccole e medie imprese avanza delle precise richieste di intervento. A parlarne con la 'Dire' e' il segretario generale dell'associazione di categoria, Sergio Silvestrini, a margine dell'assemblea nazionale a Firenze dedicata proprio al futuro del settore. Quello che Cna chiede, afferma, sono tre cose: "Un taglio violento della burocrazia in ogni modo, un aiuto sul credito, perche' il fondo centrale di garanzia va rivisto per aiutare il mondo delle piccole imprese, delle micro imprese dell'artigianato- afferma-. Sul fisco, invitiamo a tagliare il prelievo fiscale che e' complessivamente il piu' alto del mondo occidentale". Silvestrini ricorda che tocca il 62% fra imposizione diretta, indiretta e contributi. "I nostri concorrenti tedeschi hanno 20 punti in meno di prelievo che incide sulle imprese- rammenta-. Teniamo conto che la Germania e' il piu' grande Paese europeo della manifattura, e noi siamo il secondo. Con venti punti di prelievo in meno forse saremmo i primi". Silvestrini rimarca che "questa e' la nostra ambizione". Per darle concretezza e' necessario un triplice intervento su credito, fisco e burocrazia. "Sono elementi storici- chiosa-, ma restano testardamente li' finche' qualcuno non verra' a risolverli. Confidiamo che questo governo ci metta mano davvero". L'artigianato, del resto, ha subito piu' di altri segmenti dell'economia italiana i colpi della grande recessione: "In questi nove anni ha sofferto in modo terribile- rileva il segretario generale di Cna-. È, forse, il settore piu' esposto ai venti di una globalizzazione aggressiva, a una crisi che non ha mai avuto eguali nella storia del Novecento. Interi settori sono stati decapitati o sono ancora in sofferenza: penso, in modo particolare, alle costruzioni ai trasporti". È in corso una rianimazione virtuosa del tessuto produttivo che vede protagonista l'artigianato e il mondo delle piccole imprese. Le risposte migliori sono arrivate dalle aziende vocate all'export e che contribuiscono alla catena di valore connessa alle esportazioni. "Ad esempio, qui a Firenze da 9 anni a questa parte non e' calato il numero delle aziende produttrici di pelletteria o dell'abbigliamento- specifica Silvestrini-. Una cosa distonica e irrituale rispetto alla tendenza nazionale. Vuol dire che ci sono isole in questo caso felici che resistono". Il traguardo da raggiungere, pero', e' molto piu' impegnativo: conquistare un tasso di sviluppo del Pil in Italia del 2,5-3% su base annua. "Questa e' la condizione utile affinche' il mondo delle piccole imprese e dell'artigianato possa agganciare questo tipo di ripresa". Cna domanda investimenti nelle costruzioni, nelle infrastrutture, nell'edilizia pubblica. In Italia, d'altronde, durante gli anni della crisi, "abbiamo perso quasi 150 mila imprese, la gran parte sono aziende delle costruzioni e dei trasporti". Segno evidente di una ristrutturazione del mercato, ma secondo Silvestrini indicativo anche della mancanza "di una stazione pubblica appaltante importante, costante in grado di dare animo al settore delle costruzioni, che vede il 60% delle aziende essere artigiane". La sollecitazione di Cna e' anche a dare nuova linfa al credito, "le banche aprano i rubinetti che hanno chiuso per troppo tempo", precisa. Un'altra priorita' e' rappresentata dal sostegno all'uso delle tecnologie da parte delle imprese. In un'ottica non solo di seguire, ma di anticipare le tendenze che arrivano dai mercati internazionali. (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze