Nuovi arrivi in Giunta Renzi: Petretti e Givone a Bilancio e Cultura

Claudio Fantoni è l'ultimo dimissionario della Giunta Renzi. Per le poltrone vacanti nominati due professori universitari d'esperienza. Tramonta la generazione dei giovani?

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
04 giugno 2012 11:31
Nuovi arrivi in Giunta Renzi: Petretti e Givone a Bilancio e Cultura

"Il professor Alessandro Petretto, docente di economia pubblica all'Università di Firenze, al Bilancio e il professor Sergio Givone, filosofo e docente universitario di estetica, alla Cultura sono due nomine di altissimo livello e sapranno dare un ottimo contributo al governo della città. Non mi resta che dire: benvenuti in Giunta! e ora mettiamo da parte le polemiche e lavoriamo per Firenze" a dirlo è l'assessore Rosa Maria Di Giorgi che chiede così di mettere da parte le polemiche, ma il consiglio comunale odierno vede già tanti iscritti a parlare per l'opposizione che non intende lasciar passare sotto silenzio l'ennesimo strappo interno alla Giunta di Matteo Renzi.

Non possono passare soprattutto inosservate, è questo il pensiero degli antagonisti renziani, le parole del dimissionario Claudio Fantoni che accusa Renzi di usare Firenze come "Strumento per le ambizioni personali". Un fatto, questo, che non decadrebbe con la nomina di altri assessori, essendo, a detta di Fantoni, caratteristica del sindaco e non di un aspetto dovuto alla identità dei suoi collaboratori. Come dire.. il problema resta? Claudio Fantoni però, deteneva anche la delega alla Casa, che passa nelle mani di Stefania Saccardi, già affine per tematiche affrontate con il sociale.

Ad Elisabetta Meucci, assessore all'Urbanistica, si aggiunge quella delle Politiche del territorio, già competenza dell'assessore Saccardi. Due nuovi assessori, ma nessuna donna. Due nuovi assessori e non certo trentenni, anzi, professori universitari appartenenti, se così si può dire, a quella logica paleontologica dei "dinosauri tecnicamente corretti". Una inversione di rotta da parte del sindaco yè yè? Un consiglio comunale in attesa di risposte: Valdo Spini: "Il Consiglio Comunale di Firenze ha il diritto di conoscere i contenuti politico-amministrativi sui cui tale dissenso si è verificato.

Formulo quindi un appello sia al Sindaco Matteo Renzi sia all’assessore uscente Claudio Fantoni, perché ci dicano: 1) Se esiste una nota con la quale l’assessore Fantoni avrebbe esposto al Sindaco la criticità dei conti dell’amministrazione comunale: 2) Nel caso positivo che cosa contenesse la nota; Mi auguro che su questo venga fatta chiarezza in modo che su tali questioni il consiglio comunale di Firenze possa esercitare quell'azione di indirizzo politico che è nelle sue competenze.

Mi riservo altrimenti di chiedere la convocazione nella commissione affari istituzionali di tutti gli interessati. Inoltre lo stesso Claudio Fantoni ha affermato: “Ho sempre pensato che chi è chiamato a governare Firenze sia a servizio della città e non che la città, Firenze, sia a servizio e uno strumento utile al perseguimento di ambizioni personali”. Personalmente riterrei addirittura scontato che il centro-sinistra debba fare a livello nazionale delle primarie di coalizione. La questione è un’altra.

Se il Sindaco Matteo Renzi ha deciso di presentarsi alle elezioni parlamentari dell’anno prossimo 2013 è un suo diritto costituzionale. Vista la ristrettezza dei tempi, ha allora il dovere di dirlo subito, con trasparenza e lealtà alla sua città" Il commento di Lorenza Giani, segretaria Pd cittadino di Firenze sulle dimissioni di Claudio Fantoni, assessore comunale al bilancio: “Claudio Fantoni è una persona che stimo profondamente, seria e di grande spessore politico; mi stupiscono le sue affermazioni e reputo grave l’aver intrapreso una scelta così importante in totale autonomia senza consultare alcun organo politico”.

Così Lorenza Giani, segretaria Pd cittadino Firenze sulle dimissioni dell’assessore comunale al bilancio Claudio Fantoni. “Da una persona così profondamente attaccata al partito e leale nei confronti dell'amministrazione, mai mi sarei immaginata una decisione così rapida, fatta senza prima avvisare il sindaco che l’ha nominato e il partito che l’ha aiutato a farsi eleggere: mi ha lasciato basita l'ultima frase da lui espressa che niente ha a che fare con il suo ruolo economico-politico.

– prosegue Giani - Non metto in dubbio né contesto il suo operato svolto finora con grande serietà: ma proprio due settimane fa Fantoni ha fatto approvare un bilancio, comunicandone le criticità. Mi sarei aspettata che una persona di tale serietà lo portasse avanti fino alla sua chiusura, comunicando con il gruppo consiliare e il partito le eventuali difficoltà Sono comunque compiaciuta del fatto che si risponda con la nomina di due assessori di un alto profilo e di elevatissima qualità”. Il segretario di Rifondazione chiede chiarezza al Sindaco: “Firenze ha bisogno di atti concreti, Renzi adesso deve parlare chiaro”.

Malpezzi interviene nel dibattito suscitato dalle ennesime dimissioni di un assessore della giunta Renzi: “Ritengo che la discussione sul bilancio del Comune di Firenze abbia qualcosa di paradossale! È ovvio come il problema non sia di carattere tecnico-contabile ma prettamente politico, eppure ormai la questione è situata su un piano tecnico e nessuno sembra intenzionato a spostarla. Come Rifondazione, invece, vogliamo essere chiari e affermare che la nostra contrarietà al bilancio deriva dal fatto che esso non risponde ai bisogni concreti della città, così come non risolve i problemi che la crisi ha sollevato e le nuove povertà che ha sviluppato.

Trovo ridicolo l’atteggiamento di Renzi che, mentre accusa Bersani di lasciare troppo spazio ai tecnici in Parlamento, fa esattamente la stessa cosa a Firenze: la sua giunta ormai è piena di tecnici, il ruolo della politica viene sistematicamente negato. Il Pd cittadino è continuamente messo in imbarazzo, le decisioni sono assunte in maniera unilaterale da un sindaco che, ormai è chiaro, ha mire nazionali. Firenze ha bisogno di concretezza e di chiarezza, soprattutto in questo momento di crisi: Renzi ha il dovere di informare i fiorentini se ha effettivamente intenzione di candidarsi alle prossime elezioni politiche, scelta legittima ma che deve essere esplicitata il prima possibile.

I risultati di quest’atteggiamento ambiguo sono infatti sotto gli occhi di tutti: le diatribe interne alla maggioranza, ed in particolare al Pd, sono all’ordine del giorno, mentre i reali problemi di Firenze e i progetti per il rilancio della città vengono ignorati.” “Italia dei Valori, alla luce delle due nuove nomine nella Giunta Comunale di Firenze, i neo assessore Alessandro Petretto al Bilancio e Sergio Givone alla cultura, auspica che possa tenersi al più presto un incontro politico per valutare la situazione.

Riteniamo - scrivono nella nota Giuseppe Scola, capogruppo del partito in Consiglio comunale, e Alessandro Cresci, coordinatore provinciale fiorentino – che le dimissioni di Fantoni e le seguenti nomine non siano solo un problema di ordine economico ma anche e forse soprattutto politico. Precisiamo che le persone nominate sono assolutamente degne di coprire tale carica. Facciamo fatica a comprendere come mai Fantoni prima ha presentato il bilancio, lo ha fatto approvare affermando che andava tutto bene e poi si è dimesso in disaccordo su di esso.

Se c'erano problema ci aspettavamo una discussione di maggioranza prima di presentarlo. E anche prima di effettuare le nuove nomine in conseguenza di ciò. Adesso, alla luce dei nuovi fatti, questo incontro diventa quanto mai urgente e necessario”. Ornella De Zordo: "Le dimissioni di Fantoni vanno prese sul serio anche da chi non fa parte del Partito Democratico, anzi vanno ben capite da tutta la cittadinanza visto che sono motivate da critiche ad un bilancio che è quello del Comune, cioè basato su soldi he sono dei fiorentini e che andrebbero spesi per il bene della collettività.

Per questo vanno chiarite le specifiche motivazioni del dissenso con il sindaco Renzi, al quale Fantoni rimprovera di voler anteporre una peraltro innegabile ricerca di visibilità e prestigio personale, rispetto ad una oculata amministrazione delle risorse pubbliche. Del resto il comportamento del sindaco descritto da Fantoni è un déjà vu. La storia è nota e riguarda il pessimo bilancio della Provincia di Firenze dopo cinque anni di presidenza Renzi volta tutta alla battaglia politica per diventare Sindaco della città.

Basti ricordare operazioni come quella che legava Florence Multimedia al Genio Fiorentino che molti denunciarono come "personalistica". Ci siamo spesso contrapposti alle posizioni di Claudio Fantoni soprattutto in materia di emergenza abitativa, ma avendolo visto all'opera in questi anni ci sentiamo di dire che se è arrivato a questo gesto deve aver avuto i suoi buoni motivi. Ora più che mai è necessario vigilare sul bilancio, in particolare su quelle previsioni di spesa che possono dare lustro e figurare bene al momento dell'inaugurazione, ma che la città rischia poi di pagare carissime, magari quando l'attuale sindaco è ormai decollato verso altri orizzonti". “Sembra oramai pratica diffusa degli amministratori del Partito Democratico – conclude Cresci in un suo ulteriore commento personale - nominare nuovi assessori senza coinvolgere nè il consiglio nè le forze politiche componenti la maggioranza, che coerentemente al voto degli elettori e degli impegni presi prima delle elezioni hanno sostenuto e sostengono sindaci o Presidente di Regione, come è successo per le dimissioni della Scaramuccia e conseguente nomina del nuovo assessore alla Sanità regionale da parte di Rossi.

Ci vogliono in maggioranza per portare voti ma non per governare insieme evidentemente”. Nuovo assessore Pedretto, De Zordo e Grassi: "Promotore del comitato del No ai referendum per l'acqua pubblica" Apprendiamo che il nuovo assessore individuato dal sindaco Renzi per sostituire il dimesso Claudio Fantoni sarà Alessandro Pedretto, che oltre a essere docente dell'Università di Firenze è ex presidente Irpet nonché nome di spicco dei cosiddetti riformisti Pd. Si è infatti di recente contraddistinto per essere stato uno dei promotori del "Comitato del No" ai referendum per l'acqua, contrapponendosi alla linea ufficiale del partito e alle posizioni del presidente toscano Enrico Rossi.

I No-democrat, convinti - sono parole loro - dell’essenziale ruolo dei privati per garantire gli investimenti, spiegano che «la richiesta di un voto contro la privatizzazione dell’acqua è richiesta infondata in quanto non c’è nessuna legge che privatizza l’acqua». Come dire hanno capito tutto, oltre a essersi messi contro al 96% dei toscani che hanno votato ai referendum. Proprio una visione all'avanguardia, in un momento in cui in Europa c'è all'ordine del giorno un dibattito sui beni comuni e sul rapoporto tra privato e nuova gestione pubblica dei servizi! E' cominciata anche qui la stagione dei presunti "tecnici" che in realtà difendono li grandi interessi? “Come al solito il Sindaco Renzi tenta, con l'annuncio di nuovi assessori illustri, di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle accuse e dai rilievi avanzati dall’ormai ex-Assessore Fantoni sui conti del Comune e sulla critica di utilizzare Firenze come trampolino di lancio per altri lidi politici – afferma il Consigliere comunale Tommaso Grassi – Tenta ancora, come fatto finora nei momenti di difficoltà, di girare pagina velocemente come se non fosse successo nulla: ma questa volta sarà più difficile.” “Una scelta nei nomi dei neo Assessori che assomiglia sempre di più al Monti style, dove i tecnici prendono i posti dei politici nelle Giunte o nei Ministeri, reinterpretato in peggio - molto peggio - da Renzi, nella versione 2.0, che vede a loro volta i politici assumere cariche che non sarebbero a loro proprie: basti pensare che se in Giunta con le deleghe alla Cultura e al Bilancio, siederanno Givone e Petretto, a capo delle Direzioni comunali corrispondenti invece troviamo i due fedelissimi ex-politici De Siervo e Palumbo.” “Siamo davvero preoccupati peraltro dalla incapacità e passività dei partiti di maggioranza, PD in testa, che sembrano impassibili di fronte a qualunque atto che il Sindaco porta avanti a Firenze e a livello nazionale: quando capiranno che a Firenze ormai il centro-sinistra è stato sostituito in toto dal partito personale di Renzi e dei suoi fedelissimi ?" "Augurando buon lavoro ai due nuovi Assessori, sottolineiamo come ormai ormai c’è solo il Sindaco al comando di tutto il Comune e chi ha una idea anche solo leggermente differenziata, questo è costretto ad andarsene.” - conclude Tommaso Grassi. Mario Razzanelli: “Le dimissioni di Fantoni sono il sintomo di un malessere che serpeggia da tempo in città” “I miei migliori auguri a Sergio Givone e Alessandro Petretto, due persone di altissimo livello che mi auguro possano agire in piena autonomia nell'interesse della città” Questo l’intervento del capogruppo di Lega Nord Toscana “Quanto è successo è grave: l’addio di Fantoni ha delle precise motivazioni politiche.

Se l’assessore al Bilancio, non alle varie ed eventuali, sente il bisogno di lasciare vuol dire che la situazione è anche peggiore di quello che pensavamo. Le dimissioni di Fantoni sono il sintomo di un malessere che serpeggia da tempo in città: i fiorentini hanno l’impressione che il sindaco sia concentrato solo sul piano nazionale. La sua campagna elettorale contro Bersani e contro il suo stesso partito, è iniziata da tempo. Ma se da un lato l’immagine di Matteo Renzi nazionale ha via via acquistato appeal e consensi, la sua credibilità come sindaco di Firenze sta avendo delle battute d’arresto.

Le promesse fatte in campagna elettorale sono state spesso dimenticate. Il Consiglio Comunale in pratica non ha alcun potere decisionale e la Giunta è sembrata debole e soggetta al volere di Renzi, fino a essere dimezzata a suon di diserzioni, volute o imposte. La politica non è un’azienda (e a dirlo è un imprenditore!), non si può governare a suon di atti di forza. Il decisionismo di un sindaco può essere un pregio, quando questo è finalizzato al bene della città; ma peccare di protagonismo è altra cosa.

E se davvero lo scopo fosse unicamente accendere su di sé i riflettori, allora ci si domanda se sia veramente questo il metodo giusto di svecchiare la politica e i partiti. Concludo facendo i miei migliori auguri a Givone e Petretto, due persone di altissimo livello che mi auguro possano agire in piena autonomia nell'interesse della città”. Questo l’intervento del consigliere Udc Massimo Pieri “Dall’opposizione abbiamo più volte fatto notare il forte indebitamento e l’accensione di nuovi mutui da parte del Comune.

I nostri non erano dubbi, ma soprattutto preoccupazioni dettate dai numeri. E’ una realtà che nel 2009 il debito dell’amministrazione era di 495 milioni e dopo tre anni è aumentato di 73 milioni. Numeri che devono far riflettere perché – purtroppo - sono reali. Abbiamo appreso stamani dell’ingresso in giunta di due persone di grande spessore e di elevata cultura, ma siamo certi che ciò, da solo, non garantisca che saranno due buoni amministratori della cosa pubblica. Fare politica al servizio della città non è facile, e rispetto al curriculum vitae stare nell’agone politico presuppone un altro tipo di mentalità e un altro modo di sviluppare e concretizzare i progetti.

Non basta infatti impartire direttive, ma occorre seguire il rapporto diretto coi cittadini ed il territorio che si amministra. Cosa significa questo? Significa che come forza di opposizione in un momento così difficile per l’economia, in un momento dove la tassazione strozza il cittadino a tutti i livelli, auspichiamo che i nuovi assessori sappiamo perfettamente quanto costa un litro di latte Mugello e un panetto di Lurpak piuttosto che inseguire voli pindarici o magari fare annunci ad effetto. Quando c’è stato bisogno e su scelte che abbiamo considerato oculate non abbiamo fatto mancare il nostro sostegno, ma ora è giunto il momento di dare risposta ai fiorentini su temi non più rinviabili: tramvia, parco della musica, aeroporto, termovalorizzatore, e non ultimo accompagnare verso l’area Mercafir in tandem con l’istituzione la proprietà della Fiorentina calcio affinché si porti a compimento il progetto del nuovo stadio e dei servizi annessi”. Questo l’intervento dei consiglieri di Lista Galli Cittadini per Firenze “Che il sindaco Renzi si riascolti la prima seduta del Luglio 2009: “non usi Firenze per la sua carriera” disse il nostro capogruppo Giovanni Galli.

Allora era un timore, adesso è una forte realtà, oltretutto gridata da chi ha gestito il suo bilancio. Renzi ha tentato oggi di gettare acqua sul fuoco, tirando fuori dal cappello i nomi di due tecnici, ma così facendo dimostra di essere alle corde. In clamorosa difficoltà, viste le dure parole di Fantoni, si rifugia sui tecnici, quello stesso espediente che a livello nazionale egli aspira a far sparire. Che contraddizione sindaco! Si erge a candidato nazionale, ma non si accorge che dietro di lei ha solo discorsi e pochissimi fatti. I cento punti sono stati il primo boomerang che ha preso in faccia, ma ha fatto finta di nulla.

I cento luoghi sono diventati come cento pellerossa che la circondano come il generale Custer, con consiglieri del suo partito che sono stufi di prendere in giro la gente… E lei che fa? Tira dritto perché pensa, come Custer, di vincere avendo la carabina giusta. E da chi sarebbe rappresentata questa carabina? Dai cambi sull’organizzazione del Comune, per mettere a firmare chi le dice sempre di sì? Si è già dimenticato la rivolta di 3mila dipendenti comunali? Se ne rende conto che qui non ne ha fatta una intera? La sua Sant’Orsola è li che boccheggia, il can can sui dehors ha prodotto la bruttura di Piazza della Repubblica, Via Venezia sembra ancora Beirut, la Movida l’ha vista con 3 anni di ritardo, sullo stadio ogni settimana c’è un proclama ma siamo ancora a nulla.

Anche della lista dei suoi finanziatori ce ne ha svelata solo la metà e ancora mancano tutti i nomi veri del suo folto gruppo di grandi elettori. Concludendo torniamo a Fantoni e alle sue dimissioni. Dimissioni immagine di forte contraddizione. Fantoni è stato un cattivo assessore e un ottimo professionista. Sempre presente in consiglio, mentre lei non c’è mai. Sempre puntuale, mentre nessuno dei suoi progetti di mandato sa cosa sia la puntualità. Ma Fantoni è stato colui che ha difeso il bilancio renziano dai tanti attacchi (motivati) dell’opposizione.

L’ha difeso strenuamente fino a portarlo all’approvazione. Poi, probabilmente sfinito nella dignità, ha ceduto all’insostenibile ed ha lasciato. Se non ha retto un professionista come Fantoni, come può reggere questo consiglio? Fantoni avrebbe dovuto fare più rumore dicendo quel che ha detto prima del voto al bilancio. In questo modo resta “sul groppone” della città un piano che prevede mostruosi nuovi mutui da 90 milioni. Scelte che pregiudicano il futuro di Firenze”. "Un ringraziamento a Claudio Fantoni, per il lavoro svolto, per il rigore, lo spirito di servizio, il rispetto per il consiglio comunale.

un ringraziamento anche per la sua decisione estrema, sofferta, di lasciare il suo incarico lanciando un allarme sul bilancio del Comune.". Lo ha detto la consigliera del Pd Stefania Collesei. "Mi sento di raccogliere quell'allarme, non può essere liquidato con un rituale passaggio del Sindaco in Consiglio Comunale. Ciò che più preoccupa è il timore dell'ex assessore di sforare il patto di stabilità : un patto indigesto che i Comuni e l'Anci stanno cercando di convincere Monti a modificare ; ma un patto che non ci possiamo permettere di violare perché questa decisione la pagherebbe la città : lo sforamento vorrebbe dire il taglio del fondo statale, limiti alla spesa corrente quindi ai servizi, blocco degli investimenti e il divieto di ricorrere a mutui ,il blocco delle assunzioni sia a tempo indeterminato che determinato, i co.co.co., non ultimo la riduzione delle indennità di funzione di sindaco , assessori e amministratori, ma questo punto è davvero poca cosa e non interessa a nessuno. Il rischio è sforare il patto di stabilità : è un rischio che la città non si può permettere e a cui il Sindaco non la può sottoporre.

Cosa sono quelle 52 delibere fuori sacco ? C'era la copertura finanziaria ? All'approvazione del bilancio 2012 i conti erano in ordine ma erano stati fatti presente elementi che suggerivano un monitoraggio stretto delle spese.Intendo lavorare in questo senso- ha concluso Collesei- perchè il monitoraggio avvenga , per tutelare le scelte effettuate , in primo luogo il sociale e l'istruzione . Occorre anteporre i bisogni al lustro e la visibilità Chiedo al nuovo assessore Petretto , cui faccio gli auguri , la stessa colaborazione col Consiglio Comunale che è titolare degli indirizzi sul bilancio, che vota preventivi e consuntivi" Questo l’intervento dei consiglieri del Gruppo PdL “Firenze non è il bancomat di Renzi.

Il sindaco dica chiaramente dopo le accuse di Fantoni cosa vuole fare, rimanere a lavorare per la città o candidarsi a livello nazionale? Se Renzi vuole andare via lo faccia pure, ma non usi Firenze ed i soldi dei fiorentini per farsi campagna elettorale. E poi cosa vuol fare il sindaco col patto di stabilità? Vuole rispettarlo o no? È già d’accordo col nuovo assessore in proposito? Renzi non ce l’ha detto, ed è davvero un paradosso se questa scelta sta tra i motivi di attrito con Fantoni.

Ma non solo, riguardo all’Imu il sindaco ha confermato stime diverse tra governo e Anci. Che significa questo per il nostro Comune? Si naviga a vista? Giudichiamo gravi, poi, le dichiarazioni di Fantoni nella sua lettera di dimissioni alle quali il Sindaco non ha saputo o voluto rispondere. La prima sulla tenuta dei conti del Comune; Fantoni parla di divergenze in ordine alle procedure, di quali procedure si tratta? Cosa intende l’ex assessore nella sua lettera di dimissioni? E quali sono le azioni che il Sindaco voleva mettere in campo che invece vedevano la contrarietà di Fantoni? Abbiamo sempre sostenuto che il bilancio del Comune fosse pieno di criticità, a partire dall’assunzione di nuovi mutui per continuare con il fantasmagorico piano delle alienazioni che non vedrà mai la luce.

Con l’ultimo pezzo perso dal sindaco Renzi nella sua squadra di giunta – e non dimentichiamo che proprio il bilancio aveva già visto le dimissioni imposte ad Angelo Falchetti, dirottato alla Mercafir –, è più che auspicabile, doveroso da parte del sindaco fornire chiarimenti e certezze ai fiorentini”. Questo l’intervento dei consiglieri di Lista Galli cittadini per Firenze Marco Semplici e Alberto Locchi “Sono bastate poco più di 24 ore dalle dimissioni di Claudio Fantoni perché il sindaco Renzi individuasse e nominasse i due nuovi assessori al bilancio e alla cultura.

Due figure (nei ruoli chiave per la città) di alto spessore culturale, tanto da essere stati definiti dallo stesso Renzi ‘due colonne dell’Università di Firenze’. Ci pare un fatto significativo, da un alto, della debolezza politica di Renzi, sempre più accerchiato dai detrattori (soprattutto nel suo stesso partito), dall’altro del totale sbando della maggioranza (PD e IdV), non in grado di esprimere nomi all’altezza dell’incarico. Renzi ha scelto di rivolgersi a ‘super tecnici’, con tanti saluti al suo programma di ‘rottamazione’ della ‘vecchia’ classe dirigente.

Da parte nostra, ai due neo assessori over 60, facciamo un grande in bocca al lupo e gli auguriamo buon lavoro”. Questo l'intervento del consigliere del Pd Andrea Pugliese sulle dimissioni di Claudio Fantoni "Motivi di carattere politico e amministrativo, non ragioni personali o incompatibilità di carattere. Qualcosa cioè che investe la forza politica alla testa della quale il sindaco si è candidato e che tiene in piedi la giunta che governa la città. Così se ne andato Fantoni.

Perciò penso che, prima che in quest’aula, sia all’interno del Pd che si sarebbe dovuto, e non avendolo fatto prima andrebbe fatto oggi, dirimere la questione e capire di cosa effettivamente stiamo ragionando, di cosa si parla, qual è la questione che i cittadini di Firenze hanno dinanzi. Per aver rispetto e tentar di comprendere il fastidio dilagante nella popolazione nei riguardi della politica – lascio perdere quelle espressioni come il palazzo, la casta, gli intoccabili – e tentare una vicinanza che è doverosa e dovrebbe animarci tutti nei confronti di chi esprime il voto in una urna, faremmo bene a ricordarci che siamo qui non perché c’è stata l’incoronazione di un re, ma l’elezione di un sindaco a capo di una coalizione politica che, qui a Firenze, può contare ancora sul consenso popolare di maggioranza. Per i cittadini che ci hanno eletto, o Fantoni e il partito di cui fa parte hanno deviato dalla strada tracciata da Renzi, e allora l’abbandono di Fantoni è insignificante e capriccioso, o Renzi ha deviato dalla strada tracciata dalla coalizione politica che lo ha candidato e Fantoni ne sta solo mettendo in luce lo sbandamento.

Una sostituzione, un colpetto di spugna, una scrollata di spalle e un paio di comunicati stampa non credo possano fugare i dubbi che queste dimissioni e la materia del contendere intorno alla quale esse sono maturate hanno fatto scaturire nel nostro elettorato e più in generale tra i fiorentini. Renzi è uno spendaccione e Fantoni gli ha messo dei paletti alla Merkel? Si è tagliato troppo nei servizi sociali e c’è voglia di fare i paperoni su qualche opera pubblica che finisca sulle pagine dell’Herald Tribune? La gente tira la cinghia e vuol sapere come si spendono i suoi soldi, soprattutto a poco tempo dall’approvazione del bilancio in consiglio comunale.

Cos’è successo fuori dal Salone dei Duecento, in qualche altra stanza, passato quella scadenza? Dalle parole di Fantoni riportate dalla stampa sembra di capire che si stanno prendendo o si siano prese delle decisioni nuove rispetto a quella decisione assembleare di poche settimane fa non «in una logica di servizio alla cosa pubblica quindi in favore della collettività», ma per il «perseguimento di ambizioni personali» e al fine di una sovraesposizione nazionale. Il sindaco ha replicato che si deve proprio alla sovraesposizione nazionale «se abbiamo chiuso partite storiche ferme da anni dall'Iti al contributo soggiorno all'accordo con I'Ibac per finire con la Firenze card». Afferma che «I conti del Comune di Firenze sono in ordine e nessuno allarmismo è giustificato dalle cifre», tant’è che non si sono alzate le tasse «come è avvenuto sulla addizionale Irperf», scelta che il sindaco rivendica come propria. Riconosce che «esiste una divergenza sulle conseguenze di una possibile violazione del patto di stabilità».

Ed è proprio qui che deve essersi innescata la scelta di Fantoni. Ed è proprio qui che le scelte vanno fatte nelle sedi politiche proprie, perché in gioco non c’è solo la credibilità personale del sindaco ma l’intero progetto rispetto al quale intendiamo onorare gli impegni presi con gli elettori. Al fondo c’è una questione di metodo, di rapporti fra sindaco e assessori, fra giunta e gruppo consiliare, fra gli eletti e i partiti che li organizzano e nelle cui liste si sono presentati, dal primo cittadino all’ultimo consigliere comunale. Le ripetute difficoltà del sindaco nel gestire rapporti sani con il proprio amministratore al bilancio, com’è avvenuto quand’era presidente della Provincia con l’assessore Lo Presti e qui con gli assessori Falchetti prima e ora Fantoni non possono essere presi sottogamba o sottovalutati in un momento di grandi difficoltà della finanza pubblica e di avvicinamento delle scadenze elettorali: dobbiamo mantenere gli impegni presi con i cittadini, far fronte alle emergenze, essere virtuosi e rigorosi e garantire che non lasceremo alle generazioni future debiti sulle spalle. Perciò non possiamo liquidare qui oggi, con un semplice “rimpasto”, l’ennesimo turn over, la faccenda.

Dobbiamo fissare i nostri impegni, indicare le nostre soluzioni, certificare la serietà delle nostre spese. Se la giunta di Palazzo Vecchio è, come ha sempre detto il sindaco, una squadra, allora è necessario giocare tutti insieme. Non si può prendere il pallone e tenerlo per sé solo perché c’è chi la pensa in modo diverso dal capitano"

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