La crisi di Finmeccanica: Breda si vende

Rossi: “La Toscana non può rinunciare a questo comparto strategico”. Interrogazione Idv alla Camera

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 agosto 2011 18:18
La crisi di Finmeccanica: Breda si vende

ROMA– AnsaldoBreda S.p.A. è la principale società italiana (gruppo Finmeccanica) di costruzioni di rotabili per il trasporto su ferro. Si occupa di progettazione e costruzione di treni e realizza veicoli per il trasporto di massa. Ma anche nell'ultimo esercizio AnsaldoBreda, su un miliardo di fatturato, ha perso circa 300 milioni. Sono “palle al piede” del gruppo come il settore ferroviario (Ansaldo Breda) che "o riusciamo a ristrutturarlo o lo vendiamo" dichiara l'amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi.

Ma i mille lavoratori diretti, e ancora di più nell'indotto, di AnsaldoBreda, come il sindaco di Pistoia, temono e insorgono i sindacati e le istituzioni locali. “Contestiamo il metodo seguito e l’obiettivo annunciato. Abbiamo appreso dall’Ad che la Breda per Finmeccanica non sarebbe piu strategica e per questo si starebbe pensando alla vendita. Ho chiesto un incontro con l’Ad della Breda, con i ministri dell’industria e dell’economia. Sono in costante contatto con le istituzioni locali.

Vogliamo certezze assolute e il massimo delle garanzie occupazionali e di sviluppo prima di prendere qualsiasi decisione”. E’ questa la secca dichiarazione del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha letto sui giornali dell’intenzione dell’amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, di mettere l’azienda sul mercato e che già ieri era intervenuto con una dura presa di posizione. Rossi ha parlato della Breda, a margine della firma a Roma per l’accordo sull’alta velocità, sollecitato da alcuni giornalisti.

“Fino ad ora esisteva un piano aziendale per il rilancio dell’azienda e il rientro dal deficit – aggiunge Enrico Rossi – e non si comprende perchè improvvisamente siamo arrivati a questa decisione. Fortunatamente abbiamo un alleato importante nell’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, che – precisa Rossi – ho incontrato stamani e mi ha confermato l’interesse ad avere in Italia un impresa nazionale qualificata come la Breda, a cui ha commissionato i nuovi treni ad alta velocità.

L’Italia non può cedere questo comporto produttivo assolutamente strategico per lo sviluppo dell’alta velocità italiana”. Il presidente toscano ha poi ricordato che la Regione ha istituito il distretto ferroviario per dare il segno dell’interesse verso questo importante settore produttivo e ha annunciato che a settembre sottoscriverà un atto per dare una prospettiva concreta al Centro di dinamica sperimentale ferroviaria dell’Osmannoro.Rossi ha annunciato che domani partirà una lettera al ministro dell’industria e dell’economia, che di Finmeccanica detiene la golden share.

“Ritengo che un forte impegno locale – ha concluso il presidente Rossi – sia da parte delle istituzioni locali sia da parte dei lavoratori, serva a mantenere in Toscana questa fondamentale presenza produttiva. In questo senso sono in costante contatto con il sindaco di Pistoia per seguire l’evolversi della situazione. Per la Toscana questa e una questione cruciale: accanto all’impegno delle istituzioni serve anche il contributo dei lavoratori e delle forze sociali. Personalmente mi impegnerò fino in fondo in questa battaglia in difesa della Breda”. Un’interrogazione parlamentare ai Ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro per conoscere le reali intenzioni del Governo sul futuro dell’Ansaldo Breda.

La annuncia l’on. Fabio Evangelisti, Segretario Idv Toscana, a proposito dell’ipotesi di vendita dell’industria di Pistoia annunciata dall’amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, dalle colonne de Il Sole24Ore. “È inaccettabile che lo Stato rinunci a una fetta importante della propria industria, una fetta produttiva che, anche in questo periodo di crisi, sta lavorando e rappresenta un valore aggiunto imprescindibile per l’economia della Provincia di Pistoia e dell’intera Toscana”.

“La commessa vinta un anno fa per costruire cinquanta nuovi treni veloci – spiega Evangelisti - ha, infatti, ridato ossigeno al polo produttivo di Pistoia. È inconcepibile che lo Stato, per bocca di un suo dirigente, con una semplice intervista sul Sole24Ore e senza la minima decenza di responsabilità sociale nei confronti d’istituzioni, sindacati e territorio, decida di privarsi di un settore così importante dell’industria italiana, specie in un periodo così delicato per la nostra economia, solo perché non fa parte del proprio core business.

La vendita della Breda è contro ogni logica e contro il buon senso!”. “Del resto – aggiunge Evangelisti – in Toscana abbiamo già avuto modo di toccare con mano l’inconsistenza di una seria politica industriale e delle risposte alla crisi di questo Governo. I casi della Lucchini e della Eaton, solo per citare i più macroscopici, ce lo mostrano ogni giorno. Ma è davvero difficile riuscire a immaginare che saremmo arrivati persino a destrutturare settori produttivi che non sono in difficoltà”.

“La Breda – conclude Evangelisti - è una risorsa fondamentale per tutto il tessuto industriale della Toscana, un fiore all’occhiello del manifatturiero di qualità italiano e, soprattutto, una garanzia di lavoro per oltre millecinquecento famiglie. Per questo, come Italia dei Valori, ci batteremo in tutte le sedi istituzionali, a livello parlamentare e in Regione al fianco del Presidente Rossi, affinché il Governo non favorisca un ulteriore impoverimento produttivo e sociale e venga scongiurata la vendita di un settore strategico dell’economia nazionale e locale, impegnando Finmeccanica a illustrare le sue reali intenzioni sugli assetti produttivi in Toscana e nel Paese, rispondendo, magari, non solo ai soci azionisti”.

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