Timida ripresa per il sistema manifatturiero in Toscana

In linea con quanto emerso dai dati a consuntivo, anche le previsioni per il secondo trimestre dell’anno sembrano improntate al cauto ottimismo.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 giugno 2010 19:21
Timida ripresa per il sistema manifatturiero in Toscana

“L'industria toscana ha imboccato un percorso di timida risalita dopo la caduta verticale dei trimestri precedenti – dichiara Antonella Mansi, presidente Confindustria Toscana -. E’ un segnale confortante, caratterizzato anche dalla ripresa delle esportazioni, ma che non riguarda ancora tutti i settori produttivi. E’ comunque un dato che vogliamo leggere con cauta fiducia, perché le imprese toscane hanno lavorato duro per agganciare il recupero della domanda. Questo risultato chiama tutti - imprenditori, sistema territorio e sistema creditizio - a nuove, ulteriori responsabilità perché la ripresa va ora consolidata e accelerata per tornare rapidamente ai livelli pre-crisi.

La grande capacità produttiva inutilizzata conferma, purtroppo, le criticità sul fronte dell'occupazione: il lavoro e gli ammortizzatori sociali restano la priorità dei prossimi mesi. Innovazione, mercati e reti sono i capitoli principali del lavoro che attende ora le aziende toscane, per consolidare questi spiragli di crescita; ed è necessaria una stretta collaborazione con le banche, perché la mancanza di liquidità in questa fase delicata del ciclo economico può togliere ossigeno alla ripresa.

Ma la ripresa ha bisogno anche di politiche industriali e di interventi sul contesto competitivo: i forti tagli alla spesa pubblica non dovranno incidere sulle già contenute risorse destinate allo sviluppo, come i fondi per l'internazionalizzazione, la ricerca, gli investimenti, le misure per facilitare l'accesso al credito. Poi c'è la competitività: le imprese hanno apprezzato le due misure annunciate dal presidente Rossi sulla riduzione dei costi della macchina regionale, e la proposta di legge per velocizzare la realizzazione di importanti opere pubbliche d'interesse toscano.

Chiediamo un impegno della Regione anche sul fronte della semplificazione amministrativa, con l'attuazione e l'implementazione della legge40, e per la riduzione degli oneri burocratici a carico delle imprese; due interventi che possono rappresentare vere e proprie misure anti-crisi, in grado di accompagnare il nostro sistema economico finalmente fuori dalle difficoltà”. “Come ci attendevamo - dichiara Pierfrancesco Pacini, presidente Unioncamere Toscana - molti indicatori sono finalmente tornati in terreno positivo anche se siamo ancora molto lontani dai livelli pre-crisi.

La recessione è stata molto forte e relativamente breve e destano molta preoccupazione gli inevitabili contraccolpi sul versante occupazionale, con la rilevazione dell’unico dato fortemente negativo, e sulla sostenibilità economica e finanziaria degli investimenti effettuati dalle imprese. A nostro avviso, è quindi necessario continuare a portare avanti tutti quegli interventi che siano in grado di ridare ossigeno alle imprese e ai lavoratori come la Cassa integrazione in deroga, i contratti di solidarietà e i contributi concessi alle imprese per incentivare l’occupazione femminile.

All’attuale crisi è necessario rispondere con iniziative che sappiano indirizzare, nei prossimi anni, il sistema economico regionale. Se le imprese devono continuare in quel percorso di riposizionamento competitivo che una parte di esse ha già intrapreso nel corso degli ultimi anni attraverso premianti processi di internazionalizzazione e di innovazione, la P.A. deve invece agevolarle e divenire sempre più efficiente avviando un serio percorso di semplificazione ed agevolazione per la creazione di nuove imprese.” Il quadro generale Secondo i risultati dell’indagine condotta da Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana, il comparto manifatturiero regionale (con almeno 10 addetti) sembra aver finalmente compiuto il giro di boa.

Dopo otto trimestri consecutivi di flessioni, di cui le ultime cinque a due cifre, il dato della variazione della produzione industriale tendenziale torna in terreno positivo, attestandosi - nei mesi di apertura del 2010 - a +3,9%. Pur non recuperando le perdite accumulate durante la crisi, quello che si osserva è comunque un importante segnale di miglioramento, che lascia sperare in ulteriori progressi per i prossimi mesi. La dinamica, pur allineata ai dati nazionali (in Italia secondo Eurostat la variazione tendenziale della produzione manifatturiera del primo trimestre 2010, corretta per gli effetti di calendario, segna un +3,3%), evidenzia - però - una certa distanza rispetto all’Europa a 27 (+4,6%) ma, soprattutto, alla Germania (+7,0%). Anche l’indicatore del fatturato manifatturiero dona una boccata di ossigeno alle imprese toscane: dopo il -17% medio del 2009, il 2010 si apre con un +3,7%. Segnali positivi anche dal lato degli ordinativi che migliorano sia sul fronte interno (+3,2%), sia su quello estero (+5,4%).

Anche in questo caso è, però, opportuno leggere i risultati con cautela, in quanto il raffronto avviene con un trimestre, il primo 2009, durante il quale le flessioni erano state particolarmente severe: -17,9% e -16,1% rispettivamente. A dare una spinta al parziale recupero del manifatturiero regionale è stata sicuramente la dinamica delle esportazioni manifatturiere toscane (+13,5% la variazione tendenziale nel I trimestre 2010). Una dinamica che, a livello settoriale, continua ancora a beneficiare della spinta fornita dalla farmaceutica e dalla meccanica, cui si aggiungono, adesso, le buone performance di chimica, pelletteria e gioielleria.

In questo scenario di cauto ottimismo, si inserisce anche il recupero del grado di utilizzo impianti che, nel I trimestre 2010, supera di oltre quattro punti percentuali il corrispondente dato del 2009 (71,4% contro il 67,1%). Sebbene il dato confermi il recupero iniziato a metà 2009, è ancora molto elevata la quota di impianti inutilizzati. Stazionari, infine, i prezzi alla produzione che, dopo il -2,6% medio del 2009, sembrano almeno in parte seguire l’incremento delle quotazioni delle materie prime.

Si tratta di una dinamica, quella delle materie prime, che può rappresentare un potenziale freno al pieno dispiegarsi della ripresa. Se tutti gli indicatori segnalano un certo miglioramento, resta preoccupante la contrazione di ulteriori 4,2 punti percentuali dell’occupazione. Le imprese, pur migliorando le proprie perfomance, incontrano difficoltà nel mantenere i propri organici. Anche i dati Inps relativi alle ore di Cassa Integrazione Guadagni (straordinaria e ordinaria) concesse al comparto manifatturiero nei primi tre mesi del 2010 (circa 6,8 milioni di ore autorizzate contro i 3,7 milioni del corrispondente periodo del 2009), confermano le difficoltà su questo versante.

A rappresentare un ulteriore motivo di preoccupazione è il fatto che, nel I trimestre 2010, le ore di Cassa Integrazione Straordinaria (3,8 milioni) hanno sopravanzato quelle di Cassa ordinaria (3 milioni). Le dimensioni d’impresa In un contesto di generale ma cauto miglioramento, le piccole imprese (da 10 a 49 addetti) continuano a soffrire. Produzione e fatturato arretrano ancora, rispettivamente del 2,5% e dell’1,6%, mentre dal lato della domanda si registra un -2,5% sul fronte interno e un -0,8% su quello estero. Decisamente migliori le performance delle medie imprese (50-249 addetti) che, dopo un 2009 all’insegna di flessioni a due cifre per tutti gli indicatori, iniziano il 2010 sulla strada del recupero: +2,5% la produzione, +5,2% il fatturato, +4,8% gli ordini interni e +7,9% quelli esteri. Positivi, infine, i dati delle grandi imprese, le realtà meno colpite anche nei trimestri di crisi più profonda.

I risultati delle grandi, indubbiamente incoraggianti, vedono la produzione ed il fatturato salire, rispettivamente, del 32,6% e del 22,4%. Positive anche le dinamiche degli ordinativi, che sul fronte interno crescono del 25,2% e su quello estero del 27,2%. I settori di attività La lenta ripresa in atto nel manifatturiero risulta piuttosto frastagliata a livello settoriale. Su 15 settori monitorizzati, 6 si trovano in terreno negativo in termini di variazione tendenziale della produzione.

Stiamo parlando, in particolare, di alcuni comparti del sistema moda (-2,0% l’abbigliamento, -5,9% le calzature), del sistema casa (-2,7% il legno e mobilio e -2,5% i minerali non metalliferi), ma anche di alcuni settori di beni di investimento, come la meccanica (-1,4%) e le riparazioni e installazioni (-4,1%). Tutti gli altri comparti, seppure in misura diversa, stanno invece recuperando. Da questo gruppo è da considerare a parte la situazione della farmaceutica che, a seguito delle emergenze sanitarie dei mesi scorsi, segna ancora un incremento produttivo di circa sessanta punti percentuali.

Crescita a due cifre anche per il pelli e cuoio (+10,8%), per i metalli (+12,6%) e per l’elettronica (+11,6%); ma, anche in questo caso, è da considerare che il confronto è effettuato con un trimestre particolarmente negativo. Positivi segnali, infine, anche per i mezzi di trasporto (+8,8%), per l’alimentare (+1,6%), per il tessile (+2,0%) e per la chimica, gomma e plastica che chiude i primi tre mesi del 2010 a +3,2%. Aspettative per il II trimestre 2010 In linea con quanto emerso dai dati a consuntivo, anche le previsioni per il secondo trimestre dell’anno sembrano improntate al cauto ottimismo.

La produzione attesa per i prossimi mesi rispetto al trimestre appena concluso, mostra un saldo nullo tra ottimisti e pessimisti. Questo migliora il risultato della precedente indagine, quando si segnava una prevalenza dei pessimisti per ben 7 punti percentuali. Debole miglioramento per l’indicatore della domanda che, pur restando negativo nella componente interna (-5p.p.), per quella estera segna invece il passaggio in terreno positivo (+3 p.p.). Desta invece forte preoccupazione il dato occupazionale che, dopo il -16 della precedente rilevazione, continua a mostrare una prevalenza di pessimisti rispetto agli ottimisti (-13 punti percentuali il saldo). Nota sulla rilevazione L’indagine sulla congiuntura manifatturiera regionale in Toscana, relativa al I trimestre 2010, ha riguardato un campione di 1.578 unità locali manifatturiere con almeno dieci addetti.

A partire dal I trimestre 2010 la rilevazione è stata sottoposta ad una profonda revisione per tener conto della nuova classificazione delle attività economiche introdotta con ATECO2007, versione italiana della Nace Rev. 2. In questa sede, quindi, il raffronto con i risultati degli anni precedenti deve essere fatto con una certa cautela.

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