Rossi: ''A Prato più integrazione e rispetto delle norme''

Un progetto per incentivare processi di integrazione industriale tra imprese pratesi e cinesi, e la richiesta che il nostro governo svolga a Bruxelles un’azione più forte per imporre ai produttori del tessile extraeuropeo il rispetto delle norme Ue.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
10 maggio 2010 16:19
Rossi: ''A Prato più integrazione e rispetto delle norme''

Un progetto per incentivare processi di integrazione industriale tra imprese pratesi e cinesi, e la richiesta che il nostro governo svolga a Bruxelles un’azione più forte per imporre ai produttori del tessile extraeuropeo che vogliono vendere in Europa la stessa normativa di rispetto richiesta alle imprese europee. Sono queste le due proposte avanzate oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi durante il collegamento con Repubblica Tv a cui ha partecipato anche il sottosegretario all’economia Stefano Saglia.

"Non sono un protezionista – ha esordito il presidente Rossi – ma ritengo giusto, oltre che un dovere inderogabile, difendere la salute dei cittadini europei, italiani e toscani. Adesso siamo al paradosso: mentre le imprese tessili europee sono obbligate per le loro produzioni a non usare prodotti nocivi alla salute, lo stesso divieto non vale per i prodotti importati dai paesi extracomunitari. Nasce da qui la proposta che presento al sottosegretario Saglia di sviluppare un’azione forte perché a livello comunitario venga rivista questa normativa".

In particolare il presidente Rossi ha suggerito due interventi: l’obbligo dell’etichettatura per tutti i prodotti tessili che entrano in Europa e la creazione di un sistema di controllo a campione, realizzato da un apposito laboratorio, sulla qualità dei prodotti, che preveda anche pesanti sanzioni per i trasgressori. "In questo modo potremmo garantire i consumatori sulla salubrità dei prodotti in commercio ed eliminare forme di concorrenza sleale nei confronti delle nostre imprese.

Noi in Toscana ci stiamo già lavorando". L’altro tema trattato da Rossi è stato quello sullo sviluppo della filiera corta tessile-confezioni nel distretto pratese. Attualmente i due comparti procedono separatamente e le relazioni sono non una norma ma una eccezione, con scambi limitatissimi. "Credo che noi, Regione, imprese, Enti locali, associazioni insieme anche al Governo, dobbiamo lavorare per attivare una “filiera produttiva corta”, in grado cioè di valorizzare sia la qualità dei tessuti locali sia la capacità e produttività del confezionamento a titolarità straniera che, come si sa, è molto diffuso in tutta l’area.

Nasce da qui la proposta di promuovere e incentivare forme di integrazione tra il tessile pratese e le imprese di confezioni gestite da cinesi". L' iniziativa risponde ad convenienze economiche reciproche: "La concentrazione territoriale di un know-how tessile storico e di una piattaforma produttiva finale - ha concluso Rossi non sono infatti condizioni facilmente riproducibili ovunque". Naturalmente si devono superare ostaco li e resistenze, a partire dalla necessità di superare abitudini e barriere culturali, come avviene, ad esempio, nel caso dei primi esempi di imprese miste o iscritte alle Associazioni di categoria italiane.

La Regione adotterà al riguardo una politica dei bandi non più generica, ma focalizzata su progetti pilota specifici, rispettosi della legalità e della tutela del lavoro secondo l’ordinamento italiano, supportati con finanziamenti dedicati, coinvolgendo anche il Governo perché svolga la sua azione positiva in questa direzione, attraverso forme di co-finanziamento. (di Remo Fattorini) Claudio Morganti, eurodeputato, membro della Commissione bilancio e segretario nazionale della Lega Nord risponde all'esortazione del governatore Enrico Rossi in merito all'obbligo dell'etichettatura per tutti i prodotti tessili che entrano in Europa. “Lo scorso 12 marzo – fa sapere l'onorevole Morganti – ho provveduto a fare un'interrogazione alla Commissione Europea per fare in modo che intervenga in merito all'asimmetria tra le condizioni di accesso riservate ai prodotti tessili d'importazione nel mercato europeo e in quello cinese.

Stiamo aspettando una risposta – prosegue – e mi auguro che vengano fatte delle restrizioni in modo tale da difendere i nostri prodotti. La Cina non solo non offre garanzie al consumatore estero, per quel che riguarda la sicurezza e salubrità dei prodotti tessili, ma impone anche rigidi controlli ai prodotti che arrivano da fuori, sfavorendo i produttori dell'Unione Europea. Quest'ultima, a sua volta, attraverso il Reach è fortemente prescrittiva con chi produce, ma è estremamente aperta sull'import.

I prodotti tessili realizzati in Europa – spiega l'eurodeputato – sono soggetti a regole e controlli severi perché possano essere introdotti tanto nel mercato europeo, quanto in quello cinese. I prodotti tessili cinesi hanno un accesso facilitato sul mercato europeo, visto che nei loro confronti non è richiesto il rispetto né degli standard Reach né della normativa interna cinese. Visti i buoni propositi del presidente Rossi – termina l'onorevole Morganti –, mi auspico in una futura collaborazione con la Regione Toscana per pressare il Governo e la Commissione Europea per risolvere, o quanto meno limitare, i problemi”.

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