Smaltivano rifiuti provocando un grave e diffuso inquinamento ambientale

Denunciato il legale rappresentante di un'azienda di Civitella in Val di Chiana che smaltiva rifiuti pericolosi provocando un grave e diffuso inquinamento ambientale. Sette le persone coinvolte nelle indagini della Forestale.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
09 dicembre 2009 17:05
Smaltivano rifiuti provocando un grave e diffuso inquinamento ambientale

Smaltiva rifiuti pericolosi provocando un grave e diffuso inquinamento ambientale. E’ quanto hanno scoperto gli uomini del Corpo forestale dello Stato al termine della lunga e complessa “Operazione Perseo” che ha portato alla luce le numerose violazioni delle norme che regolano la gestione dei rifiuti dell’azienda Chimet di Civitella in Val di Chiana (Arezzo) e alla denuncia del responsabile dell’azienda per disastro ambientale e di altre sei persone per vari reati tra i quali contaminazione dei terreni agricoli, abuso e omissione di atti d’ufficio.

Gli accertamenti svolti dalla Forestale all’interno e all’esterno del noto impianto di smaltimento dell’aretino, hanno infatti evidenziato l’incenerimento di rifiuti pericolosi e non con un’autorizzazione nulla in quanto priva della necessaria Valutazione di Impatto Ambientale e soprattutto provocando l’emissione di fumi contenenti diossine e furani, monossido di carbonio e biossido di azoto in concentrazione superiore a quella prevista dalla normativa. Alla Chimet, l’azienda specializzata nel trattamento e recupero dei metalli preziosi e autorizzata dalla Provincia di Arezzo all’incenerimento di rifiuti pericolosi e non, viene attribuita anche la contaminazione con cadmio dei suoli circostanti l’azienda e dei cereali coltivati, la gestione illegale di una discarica limitrofa allo stabilimento, con concentrazioni di selenio, altamente tossico, notevolmente superiori ai limiti consentiti dalla legge, e il reimpiego di parte dei rifiuti inquinanti scaricati per realizzare sottofondi stradali e conglomerati bituminosi.

Il legale rappresentante dell’impresa Chimet è accusato di disastro ambientale e ora rischia fino a dodici anni di reclusione. Per la contaminazione dei terreni agricoli nei pressi del Comune di Civitella viene imputato anche il proprietario degli stessi, un privato cittadino residente a Civitella in Val di Chiana. Il responsabile del Servizio Ecologia della Provincia di Arezzo è accusato di abuso di ufficio, per avere autorizzato, in assenza di Valutazione di Impatto Ambientale, sia lo smaltimento mediante incenerimento di rifiuti pericolosi, che la gestione della discarica esterna allo stabilimento aretino.

Coinvolti anche due funzionari dell’Arpat di Arezzo per omissione di atti di ufficio. Lo stesso reato viene contestato anche al sindaco di Civitella in quanto, informato dall’Arpat di Arezzo dell’emissione di fumi nocivi da parte della Chimet, non ha provveduto ad adottare i provvedimenti necessari ed urgenti a garanzia della salute dei cittadini. Viene infine denunciato per favoreggiamento il legale rappresentante del laboratorio di Civitella che eseguiva le analisi sui rifiuti prodotti dallo stabilimento. La lunga e complessa indagine svolta dal personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Arezzo, in collaborazione con quello del Nucleo Operativo Speciale di Arezzo e dei locali Comandi Stazione Forestali, è iniziata nel febbraio del 2008 con un blitz presso l’azienda aretina, a seguito di un esposto del Comitato Tutela Val di Chiana di Civitella.

A tal proposito le competenti Aziende Sanitarie Locali di Arezzo e di Siena hanno condotto un monitoraggio biologico sulla popolazione di Civitella in Val di Chiana per valutare le possibili conseguenze degli inquinanti ambientali. Tale studio ha evidenziato dei valori superiori a quelli previsti dalla legge per quanto riguarda argento, antimonio, cadmio e nichel, valori che possono essere ricondotti all’attività svolta dalla Chimet, in quanto unica azienda in zona che tratta da anni materiali contenenti questi elementi chimici.

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