Crisi economica: da venerdì il via alla cassa in deroga

Redazione Nove da Firenze
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10 marzo 2009 23:47
Crisi economica: da venerdì il via alla cassa in deroga

Firenze- La Crisi in due mesi ha prodotto oltre 370mila disoccupati: +46%. Allarme del Fmi per la crescita mondiale negativa. I lavoratori che tra gennaio e febbraio hanno perso il lavoro e hanno presentato all'Inps la domanda di sostegno economico sono quasi 117mila in più rispetto dello stesso periodo del 2008.
«Saranno concordate durante un incontro con le parti sociali, che si terrà venerdì prossimo, presso la sede dell'assessorato regionale al lavoro, le modalità con le quali la Toscana erogherà i primi 10 milioni di euro, destinati alla cassa integrazione in deroga».

L'annuncio sulle misure volte ad attenuare la crisi per i lavoratori che non hanno accesso alla cassa integrazione è stato fatto dall'assessore Gianfranco Simoncini che ha partecipato stamane all'incontro promosso dalla Cgil sul tema “La Toscana centrale nella crisi- le proposte della Cgil” tenuto a Firenze nella sede dell'Hotel AC. Alle preoccupazioni del sindacato sulla insufficienza del pacchetto erogato dal Governo, Simoncini ha risposto che questo “deve essere considerato come un'anticipazione” sul più ampio piano anticrisi a cui la Toscana è stata chiamata a partecipare mettendo a disposizione anche le misure previste dai Fondi Europei.

«Per il momento – ha precisato – abbiamo messo a disposizione una somma di 105 milioni per i prossimi 2 anni su un intervento complessivo di 350. Se l'UE, come immagino, darà il via libera, avremo così un plafond di riserva di un altro centinaio di milioni di fondi europei, che potrebbero essere utilizzati per ulteriori interventi in caso di necessità e portare il totale a circa 700 milioni». Simoncini ha concordato con l'analisi del sindacato e con il professor Paolo Leon dell'Università di Roma, che era intervenuto in precedenza e che aveva definito la crisi attuale come “una crisi senza precedenti”.

Una “crisi di domanda” che si innesta su una difficoltà strutturale riguardante il sistema produttivo toscano già evidente da tempo. I numeri, che l'asses sore al lavoro ha riferito, ne danno le dimensioni. «L'incremento annuo delle ore totali di cassa integrazione in Toscana – ha detto –è pari al 209% rispetto al febbraio 2008. Il dato nazionale è di + 169%. Significa – ha rilevato Simoncini – che siamo sopra di 40 punti percentuali. Nel confronto con le regioni più industrializzate – ha proseguito – la Toscana è messa peggio di Emilia Romagna e Veneto (rispettivamente +186 e + 198%) anche se è in condizioni nettamente migliori di Lombardia e Piemonte (rispettivamente +273% e +271%).

In totale – ha riferito ancora - si calcolano 13 mila lavoratori in cassa integrazione, per l’esattezza 8.788 in cassa integrazione ordinaria e 4.274 in cassa integrazione straordinaria». Preoccupante anche la percentuale dei cassintegrati sul totale degli occupati nell'industria, che pure & egrave; inferiore alla media nazionale del 5,4%. «In Toscana – ha riferito Simoncini – siamo al 3.5%, più di Emilia Romagna (+2,2%) e Veneto (+2,3%). Mentre Lombardia e Piemonte sono rispettivamente al 5,8% e al 12%».

Il quadro è completato dai dati sulla mobilità (pari a 17 mila 519 con un +26% sul 2007) e dalla contrazione delle assunzioni. «Per la prima volta da un decennio – ha continuato Simoncini – la dinamica delle assunzioni è diventata negativa. Complessivamente nel 2008 si sono avuti 15 mila avviamenti al lavoro in meno rispetto al 2007 con una contrazione di 2 punti percentuali. Significa che si è avuta una diminuzione di 10 mila assunzioni e si è passati dalle 550 mila del 2007 alle 450 mila del 2008.

Il dato peggiore si è avuto a dicembre: -17%». L'impatto della crisi penalizza ancora di più i più deboli. «La contrazione delle assun zioni è più forte per le donne (-3,2%) mentre la precarizzazione aumenta. Nel 2008 le assunzioni a tempo determinato raggiungono l'83% contro il 79% del 2007». Simoncini ha ricordato inoltre le altre misure anticrisi della Regione. «L'intervento che consentirà di erogare fino a 1650 euro per chi non dispone di ammortizzatori sociali e quello che allevia, sempre con un contributo di 1650 euro, la situazione di chi ha contratto un mutuo ma si trova in cassa integrazione o ha perso il lavoro – ha detto - saranno approvati domani dal Consiglio regionale con una modifica alla legge Finanziaria.

Inoltre, oltre alle misure per favorire la qualificazione e il diritto allo studio, abbiamo velocizzato tutte le procedure per l'accesso ai fondi strutturali e concordato con le banche interventi sul credito per le imprese che possono attivare fino a di 500 milioni per liquidità e investimenti». Infine Simoncini ha accolto positivamente l'invito del professor Leon a fare sistema con altre regioni (sul tessile-abbigiamento-calzature l'esempio è quello di un'alleanza con Puglia e Marche) per fare “politiche locali di respiro nazionale contro la crisi”.

«Ma - ha concluso - quello che manca sono iniziative di sistema del Governo. E per ora, come ha dimostrato sulla scuola, il Governo è andato in direzione opposta alla nostra, ha tagliato dove noi abbiamo investito. Oppure ha fatto una norma, come quella varata con la legge sulle misure anticrisi, dove paradossalmente un lavoratore deve attendere 90 giorni con il 60% della retribuzione prima di poter accedere alla cassa integrazione in deroga. Anche questo è il contrario di quello che si dovrebbe fare».
La crisi economica e produttiva globale sta facendo sentire i suoi riflessi anche alla SIMS di Reggello dove sembra che le commesse siano calate del 35% e venuti inoltre a conoscenza che dal 16 marzo fino al 13 giugno 35 dipendenti, a rotazione, resteranno a casa una settimana e che è prevista la chiusura quasi completa dello stabilimento fra il 27 aprile ed il 1° maggio, sempre a causa della crisi economica e produttiva del settore chimico; considerato infine che questa importante azienda è arrivata nel territorio reggellese intorno alla metà degli anni 70.

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