I sindacati di base contestano l'ATAF
Le barbarie del Cerit

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 gennaio 2004 14:17
I sindacati di base contestano l'ATAF<BR>Le barbarie del Cerit

Il 9 gennaio sciopereranno di nuovo gli autoferrotranvieri, il giorno prima le rappresentanze sindacali di base invitano allo “Sciopero” del biglietto. "Per un giorno non pagheremo il biglietto dell'autobus -è l'invito delle RdB Enti locali fiorentini- Chi volesse dare il suo €uro alla cassa dei lavoratori in lotta troverà dei volontari, nella giornata dell'8, alle fermate ATAF di piazza Stazione. Tutti insieme per chiedere che la barbarie della povertà non dilaghi nelle nostre città e nella nostra vita.
In caso di contestazioni da parte di controllori ATAF, dichiarate di aderire allo "sciopero del biglietto", fatte mettere a eventuale verbale: mi riservo comunque di rivolgermi al Giudice di Pace per tutelare i miei diritti; contattateci 3383092948 o 3398261229".

Aldo Frangioni, presidente di ATAF, presidente del C.D.A.

di RASENA, vicepresidente del C.D.A. di Alexa S.P.A. e altri nomi illustri di due società con sede in Perugia e Firenze, hanno acceso un prestito di quasi 2.000.000 di euro sotto forma di mutuo INFRUTTIFERO alla R.A.T.P. parigina (la più accreditata partecipante alla gara d'appalto della tramvia fiorentina linea 2 e 3), il cui rappresentante legale in italia è però anche il presidente della stessa società Alexa S.P.A..
"Perchè e stato concesso un mutuo? -si domandano i Cobas dell'ATAF- Perchè è stato concesso in forma INFRUTTIFERA, mentre le aziende di T.P.L.

piangono miseria? Non viene il sospetto di un grosso conflitto di interessi e non solo? Tutto questo serve veramente al miglioramento del servizio Pubblico o è solo un espediente per consentire a personaggi politici di entrare nel mondo imprenditoriale e finanziario a spese della collettivitità?"

"Gentile direttore -scrive a Nove da Firenze Riccardo Catola- sono uno dei 15 mila fiorentini definiti evasori ai quali, prima di Natale, il Cerit (Servizio Riscossione Tributi della Cassa di Risparmio) ha recapitato ingiunzione di pagare entro 20 giorni cifre anche cospicue pena, nel mio caso, il sequestro della moto.

Evasore di cosa non saprei, perché nella lettera non c’è alcuna indicazione, salvo un numero di pratica. Una multa stradale? Una tassa sui rifiuti? Non mi risulta, perché pago sempre tutto subito per non doverci più pensare. Ma chissà, qualcosa mi sarà sfuggito. Oppure c’è un errore.
Telefono dunque ai tre numeri indicati dal Cerit dove, spiega la lettera, saranno fornite tutte (sic) le informazioni. Ma al numero verde niente sanno e ai due del Centro Cerit di via Baracca non risponde mai nessuno.

Mi rivolgo dunque alla mia banca, appunto la Cassa di Risparmio, ma il cassiere mi confida non solo che anche lui ha ricevuto l’ingiunzione, non solo che ha la prova provata che di errore si tratta (ha una vecchia ricevuta), ma che a lui stesso non resta che andare di persona in via Baracca.
Difficile immaginare un sistema più incivile nell’epoca delle carte di credito, di Internet e delle tecnologie della comunicazione. Che cosa costava al Cerit annotare sull’ingiunzione i termini espliciti di riferimento? Solo un po’ di buona volontà e di rispetto per i cittadini, magari per aiutarli ad accertare se il pagamento fosse già avvenuto, e così evitare errori e abusi del resto non insoliti.

A mia moglie il Servizio Riscossione Tributi ha infatti addebitato per ben tre anni una stessa tassa sulla nettezza già regolarmente pagata. E ogni volta la poveretta ha dovuto mostrare la ricevuta in via Baracca. Inutilmente. Finché, stancatasi, ha ripagato. Una disavventura capitata a moltissimi.
E perché non prevedere quietanze anche tramite banca o accredito elettronico? Perché costringere 15 mila persone in via Baracca con la certezza di file lunghissime e mattinate di lavoro perse? Intanto, per ritirare la raccomandata ho dovuto già fare un’ora di coda alle poste di via del Mezzetta, giù al Gignoro.

Poi, stamani, ho finalmente avuto il tempo di attraversare la città per andare al Cerit, forte delle loro assicurazioni, ribadite nella lettera, che l’ufficio è aperto tutti i giorni dalle 8,20 alle 13. Una bugia anche questa. Sono arrivato in via Baracca alle 11,30 solo per trovare gli uffici sbarrati e un bel cartello. Essendo l’ultimo dell’anno, hanno deciso di chiudere alle 11 benché la festa sia domani. Un servizio questo? Ma non fateci ridere.

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