​Aeroporto di Firenze: il fantasma del Consiglio di Stato

Il momento della verità in autunno

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 Settembre 2026 23:45
​Aeroporto di Firenze: il fantasma del Consiglio di Stato

Per chi vive a Firenze, il dibattito sulla nuova pista dell’aeroporto di Peretola è un loop pluridecennale, un cortocircuito burocratico e politico che sembra sopravvivere a ogni amministrazione, ripresentandosi puntualmente a ogni cambio di stagione.

Un "Question Time" oggi ha scatenato la polemica politica. L'Assessore Giovanni Bettarini, rispondendo a un'interrogazione di Francesco Casini (Italia Viva), ha pronunciato un "sì" così netto e deciso sulla strategicità della nuova pista da spiazzare tutti.

Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) ha ricordato che durante la campagna elettorale del 2024, il centrosinistra aveva scelto la strada della prudenza, quasi del silenzio, per tenere unite anime troppo diverse. Oggi, quella cautela è evaporata. La risposta della Giunta è "priva di sfumature" e segna, di fatto, una vittoria politica per Italia Viva, che vede la propria linea dettare l'agenda del governo cittadino, superando le timidezze della coalizione.

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Se da un lato la Giunta accelera, dall'altro una parte della sua maggioranza tira il freno a mano. I consiglieri di AVS Ecolò (Arciprete, Graziani e Pizzolo) non si sono limitati a dissentire, ma hanno aperto un fronte di scontro. Secondo i consiglieri di AVS, la spinta di Casini non è altro che una ricerca di "protagonismo" da parte di una forza politica che oggi si trova "ai margini di Palazzo Vecchio". Per la sinistra ecologista, il progetto è un errore che sottrae risorse vitali a opere "ambientalmente sostenibili". La loro posizione è una sentenza: “Le posizioni riportate dall’Assessore Bettarini non sono le nostre e quindi rappresentative solo di una parte della maggioranza, la quale, su questo tema, come noto, non raggiungerà una sintesi diversa dall’archiviare il progetto.”

Nel discorso di Francesco Casini, il focus si è spostato. Non si parla più solo di Firenze come hub turistico internazionale, ma si punta su un tasto molto più sensibile per l'elettorato locale: la vivibilità. Per Italia Viva, la nuova pista non è un capriccio per grandi investitori, ma una necessità per rimediare a un errore urbanistico storico.

Nonostante l'ottimismo della Giunta, nell'aula di Palazzo Vecchio aleggia ancora lo spettro della bocciatura del Consiglio di Stato. AVS Ecolò sostiene che i limiti tecnici che portarono al blocco del progetto originale non siano mai stati superati. Qui entriamo nel campo dell'analisi legale: per gli oppositori, la politica sta "coltivando l'illusione" di realizzare un'opera che, tecnicamente, "semplicemente lì non può essere realizzata". Non sarebbe dunque una questione di volontà politica, ma di oggettiva impossibilità fisica e normativa. Se questa tesi fosse corretta, l'intero dibattito attuale sarebbe solo un esercizio di retorica destinato a schiantarsi contro il prossimo ricorso amministrativo.

L'ultimo punto riguarda ciò che resta fuori dai comunicati ufficiali. Dmitrij Palagi ha evidenziato una contraddizione: mentre la Sindaca Funaro e il Presidente Giani lavorano in totale sinergia con i progetti di Corporación América, le condizioni del personale aeroportuale sembrano non interessare a nessuno. Proprio mentre il Consiglio discuteva di massimi sistemi e nuove piste, il sindacato USB promuoveva la mobilitazione dei lavoratori di Toscana Aeroporti. Il sospetto lanciato dall'opposizione di sinistra è che i temi del lavoro e della tutela della popolazione vengano tirati fuori dall'amministrazione solo in modo "strumentale", quando servono come scudo contro le critiche, ma spariscono non appena si tratta di pianificare i grandi investimenti con le multinazionali.

La Conferenza dei servizi prevista per l'autunno sarà il vero "momento della verità", il luogo dove l'illusione dovrà confrontarsi con la realtà tecnica e giuridica. Resta da capire se la città avrà la forza di gestire il proprio sviluppo o se, come teme Casini, finirà per essere ancora una volta "spettatrice" immobile di uno scontro che dura da trent'anni. Sarà un autunno caldo, e non solo per il clima: in gioco c'è la capacità di Palazzo Vecchio di trasformare finalmente le promesse in cantieri, o di ammettere il definitivo naufragio del progetto.

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