Giurlani (Uncem Toscana): ''Sbloccare i fondi per l’edilizia scolastica''

A questo proposito occorre sottolineare che nei giorni scorsi alcuni deputati del Pd hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo il rispetto di vecchi impegni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
18 marzo 2010 16:43
Giurlani (Uncem Toscana): ''Sbloccare i fondi per l’edilizia scolastica''

“E’ tempo che il Governo si decida a sbloccare i fondi presso il Cipe per effettuare interventi urgenti di edilizia scolastica. Per evitare futuri danni alle scuole e conseguenze negative per l’insegnamento”. Lo sostiene Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana, ricordando che le risorse finanziarie ci sono, ma sono state semplicemnte sospese. Lo scorso 31 dicembre è scaduto il termine per il completamento da parte degli enti proprietari delle opere di messa in sicurezza e adeguamento degli edifici scolastici.

Tuttavia "come è noto la condizione strutturale degli edifici scolastici, si presenta in maniera differenziata sul territorio nazionale e risulta, quanto mai necessario, procedere rapidamente all`assegnazione dei fondi Cipe, per consentire intanto a molti Comuni di effettuare gli interventi urgenti evidenziati dall'ultima rilevazione compiuta a seguito del drammatico episodio di Rivoli. Eppure - aggiunge Giurlani - l’edilizia scolastica è una priorità per tutti, Governo ed enti locali, e quindi non può essere trascurata”. A questo proposito occorre sottolineare che nei giorni scorsi alcuni deputati del Pd (prima firmataria Rosa De Pasquale) hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo il rispetto di vecchi impegni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Appare indispensabile affrontare e concordare le politiche per l'edilizia scolastica in un apposito incontro di Conferenza Stato-Città e autonomie locali, ferma restando l'urgenza di sbloccare ed assegnare al più presto i fondi straordinari previsti dalla delibera Cipe del 6 marzo 2009. Solo con risorse economiche certe sarà possibile permettere, a chi è già in regola con le normative, di investire nella manutenzione delle strutture già esistenti, nell'ampliamento e la costruzione di nuovi edifici e completare i lavori di adeguamento e messa a norma.

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