Film “The Mist”. L’orrore è nella nebbia

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 novembre 2008 01:15
Film “The Mist”. L’orrore è nella nebbia

The Mist , ispirato da un racconto di Stephen King ,rappresenta una felice inversione di tendenza nelle numerose trasposizioni cinematografiche delle opere dello scrittore americano, spesso tradito dalla versione filmica delle sue opere. Salvo alcune eccezioni, i registi si sono limitati a una lettura spesso superficiale delle storie, cogliendo raramente i significati di una scrittura attenta anche alla psicologia dei personaggi. Un eccezione è sicuramente questo film del regista Frank Darabont che rappresenta credibilmente l'America di provincia cara allo scrittore e i personaggi di una vicenda che vede una cittadina del Maine, avvolta, dopo una devastante tempesta, da una fitta e misteriosa foschia .Da questa nebbia anomala emergeranno misteriose e terrificanti creature che mietono vittime tra la popolazione, e David Drayton e il suo figlio di quattro anni, si troveranno insieme ad altre persone in un supermercato, assediati da questa minaccia esterna.

E’da questa situazione claustrofobica, che ha illustri precedenti come l’Angelo Sterminatore di Bunuel, che il regista legge le dinamiche interpersonali di un gruppo, in cui l’iniziale solidarietà si scompone ben presto in un conflitto di personalità che evidenzia egoismi, prepotenze, antiche rivalità, misticismi e fanatismi religiosi. Nel procedere del film e dell’orrore incalzante, i mostri sembrano divenire gli assediati. L’orrore interno al supermercato, dove i rapporti tra personaggi si trasformano in violente dinamiche di branco con i rifugiati che si suddividono in piccoli gruppi contrapposti.sembra speculare a quello delle creature mostruose che cercano di entrare nell’edificio.

I personaggi sono verosimili alla realtà come non mai, nella rabbia e nella paura i protagonisti non sono eroi, sono fin troppo umani, lasciando emergere come in una situazione di terrore e di claustrofobia non sia difficile deviare verso la follia Da uno spunto non particolarmente originale, quasi un “topos” della narrativa e della cinematografia horror, Darabont costruisce un racconto che procede ineluttabile verso un finale per niente consolatorio. Il film in qualche modo è anche il ritratto della società contemporanea statunitense e non, in preda all’egoismo e alla violenza e destinata anche a subire gli effetti di disastri ecologici e di ricerche scientifiche letali.

C’è, forse, un messaggio politico in questo film, nella linea di quanto avevano intrapreso, al tempo della guerra del Vietnam, Romero, Carpenter e Craven, che utilizzavano il genere “horror” per narrare metafore politiche e sociali. Il film, ben diretto e interpretato da attori capaci di dare spessore ai personaggi, riesce a coinvolgere e a trasmettere il ritmo dell’angoscia nel procedere di un orrore che non sembra destinato ad avere fine. Da segnalare come il finale di grande impatto emotivo, e diverso dal racconto originale, abbia avuto l’approvazione di Stephen King, che pare si sia complimentato con Darabont, per questa variazione che, per così dire, aumenta la drammaticità della storia e sorprende anche lo spettatore più smaliziato.

Alessandro Lazzeri

The Mist Un film di Frank Darabont.

Con Thomas Jane, Marcia Gay Harden, Andre Braugher, Laurie Holden, Toby Jones, Jeffrey DeMunn, Frances Sternhagen, William Sadler, Nathan Gamble, Alexa Davalos, Sam Witwer, Chris Owen, Robert Treveiler, David Jensen. Genere Horror, colore 127 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Key Films

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