Rifiuti: 25 arresti per irregolarità in Campania, ma sono un problema anche in Toscana

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
28 maggio 2008 00:09
Rifiuti: 25 arresti per irregolarità in Campania, ma sono un problema anche in Toscana

Mentre in Campania, dopo giorni di tensione, ieri i manifestatnti hanno rimosso spontaneamente la barricata di cassonetti che ostruiva la strada per la cava di Chiaiano e i tecnici sono entrati nel sito per effettuare i primi rilievi, in Toscana marcia di buon passo la commissione speciale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti urbani presieduta da Paolo Marcheschi (Fi-Pdl). Dopo la prima audizione con i vertici dell’Azienda regionale recupero risorse (Arrr), si delinea più chiaramente il percorso che il presidente intende portare avanti.

Fissati gli obiettivi (Raccolta differenziata: verificare quanto occorre investire per potenziarla e a fronte di quali benefici; testare se il ‘compost’ riesce ad avere un mercato; analizzare quali e quanti rifiuti differenziati e selezionati confluiscono lo stesso in discarica. Riciclaggio e riuso: capire perché alcuni materiali differenziati non vengono assorbiti dal mercato rendendo di fatto inutile l’enorme costo del trattamento. Recupero energetico: capire perché, nonostante un potenziale significativo, le procedure per i nuovi impianti ancora non sono state avviate.

Tariffe: approfondimento sulla determinazione dei costi considerato che quelle toscane sono tra le più elevate in Italia; analisi di come intervenire sulle imposte aggiuntive chieste da Province e Ambiti territoriali per il conferimento fuori Ato; previsione di un risparmio di ‘fiscalità ambientale’ per gli utenti virtuosi) Marcheschi spinge l’acceleratore e avverte: “Se diventerà legge l’adempimento previsto dalla recente modifica del DLgs 152/2006 sugli assimilati, l’intero sistema subirà profondi cambiamenti”.

“I rifiuti assimilati – spiega il presidente – sono quelli che pur derivando da attività produttive e quindi tali da dover assumere la definizione di speciali, possono essere assimilati appunto agli urbani e quindi ricondotti nel circuito di smaltimento e raccolta affidato ai Comuni. In Toscana si è da sempre improntato il ciclo su un’assimilazione spinta. È evidente quindi che sottrarre quasi il 30 per cento di rifiuti assimilati dai rifiuti urbani (750.000 tn/anno) provocherebbe un innalzamento esorbitante dei costi e andrebbe ad incidere pesantemente su tutto il ciclo dei rifiuti”.

Per Marcheschi è quindi “necessario ridisegnare tutto il ciclo” per scongiurare emergenze e per “non gravare ulteriormente sui cittadini. Le aziende pubbliche avrebbero grossi contraccolpi economici e una gran parte di rifiuti sfuggirebbe al ciclo controllato degli urbani per andare a finire chissà dove”. In merito ai documenti presentati dai vertici dell’Arrr e presentati alla commissione dal presidente Graziano Cipriani e dal direttore Stefano Bruzzesi, Marcheschi rileva che “per attuare correttivi urgenti è necessario avere dati aggiornati in tempo reale.

È quindi essenziale procedere all’informatizzazione delle procedure di certificazione. Ad oggi - puntualizza il presidente - tutto è fermo ad un arcaico sistema di scambio e attestazione cartacea con la conseguente dilatazione di tempo e risorse che non hanno ragione di esistere”.
Giovedì 29 maggio alle 17 la Sala del Gonfalone del Consiglio della Regione Toscana (via Cavour 4, Firenze) ospiterà la presentazione del eco-giallo Il Mediatore di rifiuti (Mauro Pagliai Editore, pp. 96, euro 9).

Interverranno Erasmo De Angelis, presidente della Commissione Ambiente, Anna Rita Bramerini, assessore all'Ambiente della Regione Toscana, Andrea Sbandati, presidente CISPEL Toscana. Sarà presente l'Autore. "Con questo ritmo, entro il 2010 le 21 discariche presenti in Toscana saranno esaurite. È quindi necessario convincere ad aumentare la raccolta differenziata, a costruire per tempo i termovalorizzatori necessari, ad adeguarsi al riuso. Per non fare la fine della Campania". Lo ha recentemente dichiarato l'assessore all'ambiente della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini, ricordando come la regione sia una di quelle con la maggior produzione annua di rifiuti pro capite: Grosseto ne registra 798 chili, Prato 793, Lucca 767.

Da queste considerazioni prende lo spunto il romanzo giallo di Valdemaro Casini, incentrato sul problema spazzatura in Toscana intrecciato con la presenza della criminalità organizzata. Un giornalista del «Telegrafo del Tirreno» della redazione di Livorno sta indagando sulla presunta sparizione di una nave, si ritiene probabilmente esplosa nottetempo nel tratto di mare tra Livorno e la Corsica. Non si esclude un atto di terrorismo contro la base Nato di Camp Derby. Intanto, un commissario della Questura di Lucca sta indagando sulla tragica fine di un'automobilista precipitato, a causa della velocità e della strada bagnata, in un profondo burrone dei boschi di Loppeglia.

Le indagini però riveleranno che non si tratta di un casuale tragico incidente automobilistico ma di un assassinio. La ricerca della misteriosa sparizione della nave porterà l'indagine del giornalista a Napoli e quindi nel giro della camorra. Scoprirà che questa si sta organizzando per impiantarsi in Toscana. Nel finale del giallo le due indagini, quella del giornalista e quella del commissario, che si sono svolte senza apparenti collegamenti, troveranno un'unica soluzione. I personaggi e l'intreccio del racconto, descritti con la consueta abilità dell'autore (tra i molti suoi lavori ricordiamo La lunga strada: Fascismo, Resistenza, Repubblica raccontati ai giovani e il poliziesco In Nomine Domini) danno luogo a un giallo davvero originale, costruito con fervida ma verosimile fantasia.

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