Terremoto: molte scosse, ma anche troppe notizie false e due persone segnalate alle forze dell'ordine

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 marzo 2008 00:29
Terremoto: molte scosse, ma anche troppe notizie false e due persone segnalate alle forze dell'ordine

E' stato avvertito anche a Firenze il terremoto che ieri mattina ha scosso la zona del Mugello. Nessuna ulteriore scossa sismica è stata registrata nel pomeriggio. Un’ultima scossa di intensità 2.8 (ore 14.56) è stata registrata nell’Area del Mugello in una zona epicentrale a Nord di Barberino.
L’unità di crisi provinciale, insediatasi nella mattinata presso la Sala operativa della Protezione civile della Provincia di Firenze, ha avviato, in stretto contatto con il Servizio Sismico Regionale e la Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Toscana, le attività di ricognizione dei danni subiti dagli edifici effettuate da tecnici, appositamente formati dalla Regione Toscana, abilitati alla verifica di agibilità degli edifici.

Le verifiche effettuate hanno portato alla dichiarazione di inagibilità di due stanze di un albergo a Monte di Fò (Barberino del Mugello), di una stanza di una civile abitazione in località Castro San Martino (Firenzuola), alla chiusura di un Poliambulatorio a Marradi, alla chiusura dell’ingresso della Chiesa di Cafaggiolo (San Piero a Sieve). In Val di Bisenzio, è stato attivato il Centro Intercomunale di Protezione Civile composto dai tre sindaci di Cantagallo, Vaiano e Vernio, dal Presidente della Comunità Montana Val di Bisenzio Marco Ciani e dall’assessore con delega alla Protezione Civile Claudio Maestripieri.

Gli unici due episodi riguardano la caduta di pezzi d’intonaco in una abitazione nella frazione di Sant’Ippolito nel Comune di Vernio, che dopo le verifiche è stata dichiarata perfettamente agibile, e di alcune pietre cadute da un tetto a Montepiano sempre a Vernio.
A margine dell’evento si registra la diffusione di notizie false ad opera di due persone vestite di rosso che, spacciandosi per operatori di Protezione civile, informano dell’arrivo di un sisma di fortissima intensità.

E’ stata fatta al riguardo segnalazione alle Forze dell’Ordine.
Nel settembre 2003 una scossa di magnitudo 5 fu avvertita in tutta la Toscana del nord. Anche quella volta l'epicentro era in Emilia, tra i Comuni di Monghidoro, Loiano e Monzuno. Il terremoto era partito in profondità, almeno 15-20 chilometri sottoterra e per questo fu percepito anche molto distante dall'epicentro. Nel dicembre 2001 una scossa di terremoto di 3,6 gradi della scala Richter fu invece avvertita nella valle del Bisenzio, nella zona a Nord di Prato.

L' epicentro del sisma fu poi localizzato a sud di Fossato, località nel Comune di Cantagallo in provincia di Prato, al confine con quello di Sambuca Pistoiese. La nuova sala operativa del centro della protezione civile del Comune di Firenze è stata inaugurata nel giugno 2005. Si tratta di una sofisticato punto di riferimento che opera, 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno, in stretto rapporto con la Polizia Municipale il centro di Protezione Civile della Provincia di Firenze (posto nel locale attiguo), la Prefettura, il 112, 113, 118 e una trentina di associazioni di volontariato che, all'occorrenza, possono attivare oltre 2500 volontari.

Da quella sala si possono prevenire eventi idrogeologici e sismici, in modo da organizzare piani d'emergenza, predisporre attività di soccorso e di superamento dell'emergenza. Sono 14 le postazioni, collegate con altrettante banche dati, che possono permettere in tempo reale di individuare, ad esempio, una situazione di emergenza o straordinarietà, conoscere il numero delle persone interessate, attivando quindi provvedimenti e misure ad hoc. Il Centro Operativo di Protezione Civile è una struttura, controllata direttamente dall'Ufficio del Sindaco, che svolge funzioni e competenze di vario tipo, in tutto il territorio comunale.

Localizzato nella zona di Novoli in un punto strategico della città, all'interno del Centro si decidono tutte le attività programmatiche di sicurezza dei cittadini, compresa la tutela del patrimonio e delle opere d'arte. Le attività più frequenti sono rappresentate dagli interventi immediati a soccorso di persone o cose e a limitare le conseguenze di piccole e grandi calamità. Vengono inoltre organizzati corsi di formazione e addestramento degli operatori e numerose iniziative volte a sensibilizzare la cittadinanza alla cultura della Protezione Civile.

All'interno della struttura di via dell'Olmatello si trovano: una sala comunicazioni, un centro amministrativo, un autoparco per i mezzi necessari al soccorso e una serie di servizi utili per fronteggiare l'emergenza. Hanno inoltre sede all'interno del Centro numerose associazioni di volontariato e il nucleo di controllo del territorio della Polizia Municipale.
Il capoluogo toscano, che secondo la classificazione della Regione si pone nella classe di medio rischio, è all'avanguardia per quanto riguarda la conoscenza della situazione del sottosuolo.

Dopo la carta litotecnica e geologica presentata nel 2004, è stata appena ultimata (ma non ancora divulgata ufficialmente) una nuova ricerca effettuata congiuntamente dal servizio geologico del Comune e dal dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze. Si tratta di un'attenta analisi del territorio comunale, che è stato suddiviso in microzone, per valutare l'effetto degli eventi sismici sulla base della diverse caratteristiche del sottosuolo. Perché come ha spiegato Pietro Rubellini, responsabile del servizio attività geologiche del Comune, la stessa scossa di terremoto può avere effetti diversi sugli edifici a seconda del sottosuolo su cui questi sono poggiati.

Per questo diventa indispensabile conoscere cosa c'è al di sotto della superficie del terreno. "Questa ricerca si inserisce nell'ambito delle attività conoscitive frutto della collaborazione tra il Comune e l'Università - ha precisato Rubellini -. Si tratta di ricerche diventate ormai fondamentali anche perché ormai la maggior parte delle infrastrutture nelle grandi città si sviluppano nel sottosuolo. Quindi la conoscenza delle caratteristiche dei terreni, delle rocce e delle falde idrogeologiche rappresenta un elemento imprescindibile".

Tornando alla ricerca, l'analisi del rischio sismico si basa sui dati raccolti dal Comune nel corso dei sondaggi effettuati nell'ambito della realizzazione di varie opere in città: sondaggi che hanno di fatto fotografato lo stato del sottosuolo fiorentino. I dati sono quindi stati elaborati dall'Università (professori Maurizio di Pepe e Massimo Coli) che ha messo a punto un modello che lega le caratteristiche del sottosuolo con la probabilità che vi sia il cosiddetto "effetto di amplificazione sismica".

"Una scossa della stessa magnitudo può avere effetti diversi sugli edifici sulla base delle caratteristiche del terreno sottostante - ha spiegato Rubellini -. Questo perché alcuni terreni hanno la capacità di amplificare l'onda sismica creando una sorta di effetto risonanza. Ebbene dalla ricerca è emerso che questo effetto è possibile solo in una zona specifica di Firenze, quella compresa tra il centro e le Cascine, con una probabilità che arriva al massimo al 65%". Ma, come ha precisato l'assessore all'urbanistica, questa risultanza non si traduce automaticamente in un maggior pericolo e quindi in un allarme.

Anzi i dati emersi dalla ricerca rappresentano un importante elemento di conoscenza utile per ridurre il rischio sismico. L'indagine sarà infatti inserita nel Piano Strutturale in via di approvazione e quindi gli accorgimenti individuati per la riduzione del rischio legato all'effetto amplificazione delle onde sismiche diventeranno norme da seguire in caso di nuove edificazioni e ristrutturazioni. Si tratta quindi di un elemento ulteriore di attenzione per migliorare una situazione oggetto di un monitoraggio continuo e quindi assolutamente sotto controllo.

Ma la ricerca non si ferma qui. Ha da poco preso il via una indagine specifica dedicata alla risposta degli edifici storici in caso di eventi sismici. In sostanza il modello elaborato dall'Università sarà utilizzato per individuare gli edifici storici più sensibili. Tra i primi ad essere monitorati la Cupola del Brunelleschi e il Campanile di Giotto, su cui, con la collaborazione dell'Opera del Duomo, sono stati già installati appositi sensori. "Grazie a questa indagine - ha concluso Rubellini - sarà possibile individuare quali edifici abbiano necessità di specifici interventi di riduzione del rischio sismico".

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