Arrestato avvocato iraniano atteso in Consiglio Regionale della Toscana

Redazione Nove da Firenze
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29 novembre 2007 13:42
Arrestato avvocato iraniano atteso in Consiglio Regionale della Toscana

Firenze 29 settembre 2007- Durissima condanna da parte del presidente del Consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini alla notizia dell’arresto a Teheran di Khalil Bahramian, avvocato di due giornalisti curdi. L’avvocato è stato fermato all’aeroporto di Teheran, al momento della partenza per l'Italia, dove avrebbe dovuto partecipare, domani 30 novembre, alla manifestazione per il premio giornalistico "Isf-Città di Siena" e, nel pomeriggio, a un incontro con il Consiglio regionale della Toscana.

Al momento dell’imbarco è stato arrestato da agenti in borghese che gli hanno anche ritirato il passaporto. Khalil Bahramian, già difensore del "dissidente" Akbar Ganji, difende anche i due giornalisti curdo-iraniani Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar, incarcerati per "attività sovversive" (uno dei quali, Assanpour, condannato alla pena capitale). “Si tratta di un atto gravissimo da parte delle autorità iraniane, che noi condanniamo con la massima fermezza – ha detto Nencini appena informato della notizia -.

Bahramian stava venendo in Toscana per partecipare alla consegna di un premio giornalistico alla libertà di stampa, che era stato attribuito ai suoi due assistiti, e incontrare successivamente alcuni rappresentanti del Consiglio regionale: tutte iniziative che rientrano nell’ambito della Festa della Toscana, indetta per ricordare l’abolizione della pena di morte e in nome dei diritti umani, contro la violenza e la barbarie. Diritti umani che con questo atto sono stati violati una volta in più.

Dobbiamo alzare il tono della nostra protesta nei confronti di gesti che come questo calpestano la libertà degli individui e per la condanna a morte di giornalisti rei di avere espresso il proprio pensiero”. Parole di sdegno e di preoccupazione arrivano anche da Ambra Giorgi, presidente della commissione regionale Cultura, e del consigliere regionale membro della Commissione Severino Saccardi. L’incontro di domani pomeriggio in Consiglio è stato infatti promosso dalla presidenza e dalla commissione Cultura.

“Il fermo di Khalil Bahramian è un atto oltraggioso – ha commentato Ambra Giorgi – ed è la conferma che la situazione relativa al rispetto dei diritti umani in quell'area del mondo rimane critica”. All’incontro a questo punto non ci sarà l’avvocato, ma ci saranno comunque tra gli altri i familiari dei giornalisti: Leyli Hassanpour, sorella di Adnan, e Hadi Boutimar, fratello di Hiwa, che al mattino ritireranno il premio Isf-Città di Siena. “Dopo quanto è successo è importante più che mai fare di questo incontro con i parenti e gli amici di questi ‘prigionieri di coscienza’ – afferma il consigliere Severino Saccardi - un momento forte e partecipato di solidarietà che riconfermi la battaglia di principio contro la pena capitale e per la riaffermazione dell'universale valore dei diritti umani”.
L’incontro è fissato per domani venerdì 30 novembre alle ore 16 nella sala Gonfalone del Consiglio regionale, in via Cavour 4 a Firenze.
L’arresto dell’avvocato è stato infine definito un oltraggio alle istituzioni italiane da parte dell’esecutivo di Information Safety and Freedom, l’associazione per la libertà di stampa nel mondo che ha organizzato il premio giornalistico.

“L’atto – afferma Isf in una nota - rappresenta un grave oltraggio delle autorità iraniane verso le istituzioni italiane, e conferma il clima totalitarismo in cui è tenuto l’Iran e il totale disprezzo del Governo di Teheran per le istituzioni degli altri Paesi. Invitiamo le associazioni dei giornalisti e le istituzioni a protestare con forza contro questo ennesimo atto di intimidazione nei confronti del dissenso interno e a rilanciare la campagna per la salvezza dei due giovani colleghi condannati alla pena capitale”.
“Un momento forte e partecipato di solidarietà che riconfermi la battaglia di principio contro la pena capitale e per la riaffermazione dell'universale valore dei diritti umani”.

Così Severino Saccardi, consigliere regionale del Pd, presenta l’iniziativa che si terrà domani, venerdì 30 novembre (ore 16 Sala del Gonfalone) in Consiglio Regionale con la visita della delegazione curdo-iraniana di cui fanno parte la sorella ed il fratello di due giornalisti iraniani della comunità curda, Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar, incarcerati, e già condannati a morte, per “attività sovversive”.
“La situazione relativa al rispetto dei diritti umani – spiega Saccardi - in quell'area del mondo si conferma estremamente critica.

E' molto importante l'incontro di domani con i parenti e gli amici di questi "prigionieri di coscienza". Il tutto ha ancora più valore vista la notizia che abbiamo appreso ieri sera dall’"Information Safety and Freedom": all'aeroporto di Teheran, al momento della partenza per l'Italia (dove avrebbe dovuto partecipare all'incontro con il Consiglio regionale della Toscana), l'avvocato Khalil Bahramian è stato arrestato e gli è stato anche ritirato il passaporto. Khalil Bahramian, già difensore del "dissidente" Akbar Ganji, difende anche i due giornalisti curdo-iraniani Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar.

La delegazione che rappresenta i due giornalisti e a questo punto anche l’avvocato arrestato ha comunque confermato la presenza in Consiglio Regionale”.
“La comunità internazionale – conclude Saccardi - ha fatto significativi passi avanti in direzione della moratoria della pena di morte. Ma non sono pochi, nel mondo, i regimi che di sospendere la pena capitale non ne vogliono sapere, tra questi la Repubblica islamica iraniana, come è dimostrato da questi eventi. La Toscana, come sempre, darà il suo contributo affinché venga dato risalto e voce al grido che sale dalle troppe parti del mondo in cui i principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sono lettera morta”.


“L’arresto all’aeroporto di Teheran dell’avvocato Khalil Bahramian storico difensore dei dissidenti iraniani, rappresenta un grave atto di intimidazione nei confronti dell’opposizione democratica di quel Paese. Bahramian si stava recando a Siena e a Firenze, per la Festa della Toscana e nello specifico per partecipare ad una manifestazione di solidarietà verso due giornalisti curdi imprigionati (di cui uno condannato a morte). I lavoratori ed i democratici non possono rimanere indifferenti ad un fatto come questo e sosterranno ogni iniziativa che si vorrà intraprendere in sostegno dei diritti umani.

Per parte sua la CGIL tramite il Dipartimento Internazionale farà conoscere la nostra richiesta di rilascio dell’avvocato arrestato all’ambasciata di Teheran in Italia”.

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