Domani Giornata Mondiale dell’Osteoporosi

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
19 ottobre 2006 17:58
Domani Giornata Mondiale dell’Osteoporosi

Firenze – Secondo le stime più aggiornate in tema di osteoporosi, gli ammalati, più o meno gravi e più o meno coscienti di esserlo, in Italia superano gli 8 milioni (per due terzi donne), cifra che con il progressivo invecchiare della popolazione aumenta di anno in anno in misura esponenziale, lasciando prevedere per il 2050 un esercito di 24 milioni di malati e costi sanitari astronomici, secondo un trend comune a tutto il mondo occidentale.

Questo è lo scenario in cui anche in Italia si celebra domani, venerdì 20 ottobre, la Giornata dell’Osteoporosi voluta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dedicata quest’anno all’alimentazione e allo stile di vita, soprattutto come fattori di prevenzione.



Nella circostanza, la società scientifica Siommms, che come noto riunisce gli specialisti che da diverse angolazioni si occupano di malattie dello scheletro, ha in ponte varie iniziative anche regionali. Due quelle da segnalare e sono entrambe pubblicazioni di carattere didattico-informativo, che saranno distribuite negli ambulatori e nelle scuole.

La prima è la versione italiana di un opuscolo lanciato con successo negli Stati Uniti dalla International Osteoporis Foundation (IOF).

Il titolo, Bone Appetit!, è un gioco di parole tra l’inglese Bone (osso) e il francese Appetit (appetito), che sottolinea l’importanza dell’alimentazione per la buona salute dello scheletro. La seconda, edita dall’ufficio Educazione alla Salute della Regione Toscana (titolo C’è calcio e …calcio), è stata curata dall’endocrinologa dell’università di Firenze Maria Luisa Brandi, presidente di Siommms, con la collaborazione delle biologhe nutrizioniste Lucia Bacciottini, Elisa Bartolini e Barbara Pampaloni.

Per la Toscana si stima peraltro una quota di circa 500 mila ammalati di vario livello e consapevolezza (donne sempre per due terzi) destinati nei prossimi 50 anni ad aumentare fino a 2 milioni.

“Queste iniziative”, spiega la professoressa Brandi, “puntano a fare prevenzione subito, giacché in futuro non ci sarà alcuna possibilità di trattare farmacologicamente l’enorme numero di malati che si prospetta. Si pensi che in Italia già abbiamo ogni anno circa 80 mila fratture del femore, che di solo ospedale costano quasi 600 milioni di euro.

Costi che su scala UE salgono a 3,5 miliardi. Inoltre abbiamo 100 mila fratture vertebrali, che in realtà rappresentano solo il 15% dei casi, perché molti che accusano dolori di schiena più o meno forti, ignorano che si tratta di fratture”.

La Giornata Mondiale dell’Osteoporosi si propone dunque di richiamare l’attenzione collettiva su una delle malattie più diffuse e di maggior peso socio-economico proprio nei Paesi più beneficiati dal benessere, costretti a misurarsi con l’altro volto del progressivo prolungamento della vita, ossia con le malattie degenerative.



L’osteoporosi, con le fratture da fragilità che ne conseguono, è un fenomeno globale, avverte la Siommms: si sviluppa silenziosamente, perché il nostro scheletro è nascosto e incapace di dare segni tangibili di malattia nelle prime fasi delle alterazioni metaboliche. Per questo molti malati non sanno di esserlo. Ma uno degli indici più evidenti della grande diffusione dell’osteoporosi viene proprio dall’industria farmaceutica che alla ricerca in materia dedica il grosso degli investimenti.



Insistendo sulla buona educazione alimentare, la campagna Bone appetit! chiama in causa comportamenti pubblici e privati, ovvero da un lato il dovere della scuola di informare per tempo, dall’altro le responsabilità individuali. “Il problema osteoporosi”, ricorda la professoressa Brandi, “riguarda tutti, operatori sanitari, nutrizionisti, insegnanti, ma riguarda soprattutto la gente, i singoli individui. I quali devono capire che una consapevole condotta di vita può avere risultati enormi per ciascuno e per l’intera società”.

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