Un trattore che va a olio di semi

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
01 settembre 2005 09:53
Un trattore che va a olio di semi

Un trattore agricolo alimentato a olio vegetale: non è un sogno e neppure un progetto del futuro, ma una realtà.
Il trattore, fabbricato in Germania dalla ditta Deutz-Fahr, è stato convertito ad olio vegetale puro (Ppo – Pure Plant Oil), con una tecnologia esclusiva, da una società anch’essa tedesca, su progetto del Crear, Centro Inferfacoltà di Ricerca sullo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, dell’Ateneo fiorentino.
I vantaggi sono evidenti: abbattimento delle emissioni di gas serra, rilancio di colture alternative ad alto reddito, abbattimento della bolletta energetica (se pure attenuato in Italia – diversamente da altri Pesi Europei – dal permanere delle stesse accise gravanti sul gasolio).


L'olio vegetale può essere utilizzato in varia forma come carburante o combustibile. La più comune è quella del biodiesel, risultato di un processo di raffinazione (esterificazione), in cui l'olio vegetale reagisce con metanolo. Non si tratta quindi di olio vegetale puro. La principale motivazione che spinge verso il biodiesel è quella di poter utilizzare le infrastrutture esistenti, in quanto esso non richiede adattamenti delle tecnologie di trasporto, stoccaggio, ed utilizzo. In realtà attualmente è possibile utilizzare biodiesel puro solamente per riscaldamento ma non per autotrazione in quanto deve essere miscelato al 20%.


In alternativa, è possibile utilizzare olio vegetale puro per trazione e riscaldamento previa modifica dei sistemi di utilizzo (motori, caldaie). Tra l'altro, la filiera ne beneficia anche in termini di sicurezza complessiva del sistema, in quanto l'olio vegetale puro è effettivamente un combustibile pulito e biodegradabile al 100%. E’ inoltre un combustibile sicuro anche nelle fasi di trasporto e stoccaggio a causa dell'elevato punto di infiammabilità. E' ipotizzabile anche un sistema "chiuso", nel quale l'azienda può produrre l'olio in proprio (spremuto dall'azienda stessa o presso impianti consortili) ed utilizzato nei macchinari e negli impianti della stessa.
Il progetto fiorentino si è basato sulla conversione del motore diesel di una trattrice (marca Deutz-Fahr) di nuova acquisizione, effettuata dalla VWP Vereinigte Werkstatten fur Planzenoltechnologie, unica società che, al momento, dispone della tecnologia di conversione.

La conversione di motori a combustione interna all’utilizzo di combustibili non convenzionali richiede una attenta analisi della tipologia di motore su cui si intende intervenire e la modifica ed adattamento di numerosi componenti, quali: sistema di iniezione, iniettori, controllo elettronico dell’iniezione, sistema di stoccaggio del combustibile (serbatoi), etc.
Il carburante necessario alla trattrice sarà inizialmente acquistato sul mercato, ma l’obiettivo finale è quello della autoproduzione.
Contrariamente a quanto avviene nei Paesi del Centro-Nord Europa, si è deciso di concentrarsi sull’olio di girasole, coltura più interessante e promettente per il nostro Paese dato che non richiede forti input di tipo agronomico e chimico.

In Toscana, nel 2002, vi erano più di 35.000 ha coltivati a girasole, e quasi altrettanti ettari di terreno agricolo a riposo. Potenzialmente, quindi, la disponibilità di materia prima è interessante, in grado di sostituire il 25-30 % del totale del gasolio agricolo immesso in commercio in Toscana.
Da un punto di vista ambientale, l’utilizzo di olio vegetale puro permette – oltre ad una significativa riduzione delle emissione di CO2 – di ridurre altre emissioni (SOx, particolato), oltre ad una completa biodegradabilità dell’olio.

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