Viareggio: il rinvenimento della carcassa di un esemplare di caretta caretta

Orrore sul litorale. Maggiore controllo nelle acque del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano


Nel pomeriggio i bagnini del bagno La Salute di Viareggio hanno rinvenuto, a poche decine di metri dalla battigia, un esemplare adulto di sesso maschile di caretta caretta, con il carapace di circa un metro di lunghezza, morto presumibilmente da alcuni giorni. I bagnini hanno prontamente chiamato la Capitaneria di Porto di Viareggio, la quale ha messo in moto le procedure amministrative necessarie per il censimento e lo smaltimento della carcassa. Da una prima analisi della tartaruga, appare possibile escludere l’attività di pesca come causa della sua morte, in quanto non si rinvenivano maglie di reti da pesca o fili di nylon con ami attaccati alla carcassa. Al di là di eventuali patologie, sembrano compatibili con lo stato attuale della carcassa, come possibili cause del decesso, sia l’ingerimento di plastiche che la collisione con unità navali, dati i profondi tagli che l’animale presenta sia sul carapace che sul resto del corpo, riconducibili a pale di elica o impatti con parti taglienti di imbarcazioni. In entrambi i casi, non si può che fare appello, ancora una volta, alla sensibilità dell’utenza marittima tutta, affinchè si assumano comportamenti sempre più ecologicamente virtuosi, soprattutto nel corso della stagione balneare, evitando di disperdere in mare rifiuti specialmente se non biodegradabili ma anche cercando di dedicare in navigazione una maggiore attenzione a ciò che si può incontrare in mare, non solo laddove ci si imbattesse in una carcassa di un animale già morto, ma a maggior ragione evitando di investirne uno ancora vivo.

A tal proposito si coglie l’occasione per ricordare che nell’ambito della fascia costiera vige l’obbligo di navigare in dislocamento e ad una velocità massima di 10 nodi entro un miglio nautico dalla costa. In più per chi ha il privilegio di navigare in queste acque, si ricorda che il tratto di mare della Versilia è in toto inserito nel “Santuario dei Cetacei”, cosa che richiede un’ulteriore attenzione in navigazione e, anche se le tartarughe marine non sono “cetacei”, rappresentano però per questi mari un’insostituibile elemento di biodiversità da rispettare e tutelare in ogni caso.

Potenziamento della sorveglianza e controllo a tutela dell’ambiente marino e costiero del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. È l’obiettivo condiviso, alla base della Convenzione sottoscritta dal Direttore marittimo della Toscana, Contrammiraglio Giuseppe Tarzia, e dal Presidente dell’E.P.N.A.T., Dott. Giampiero Sammuri. L’accordo appena siglato impegnerà, per il periodo estivo, e fino al 31 dicembre di quest’anno, uomini e mezzi della Guardia costiera per vigilare le acque comprese all’interno del perimetro del parco garantendovi l’osservanza delle regole e la prontezza d’intervento. Si tratta di una collaborazione, quella tra la Direzione marittima ed il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano consolidatasi negli anni e che Tarzia e Sammuri hanno voluto rinnovare anche per il 2018, visti gli ottimi risultati fino ad ora conseguiti in termini di salvaguardia di un patrimonio naturale prezioso per la Toscana che si inserisce, peraltro, nel più ampio contesto del Santuario dei Cetacei. La Guardia costiera, in ragione dei flussi turistici, sorveglierà, quindi, le aree sottoposte a maggiore tutela con le motovedette in forza agli uffici marittimi di giurisdizione che assicureranno, secondo gli accordi tecnico-operativi contenuti in un condiviso disciplinare, vigilanza, controllo ed intervento in orari diurni e notturni, per prevenire e reprimere eventuali condotte illecite, con particolare riguardo alle zone parco di Pianosa, Montecristo, Giannutri e Capraia, isole interessate da possibili azioni di bracconaggio e mete particolarmente ambite in questo periodo stagionale.

L’intesa - afferma l’Ammiraglio Tarziatestimonia ancora una volta l’impegno della Direzione marittima a tutela del mare e delle coste della Toscana, in sintonia con le attribuzioni conferite dal Legislatore al Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia costiera in materia di sorveglianza delle aree protette marine”.

Redazione Nove da Firenze