Turismo Luxury a Firenze: dove soggiornare e lavorare domani

Il passpartout dell'economia locale. Turismo del lusso: potrebbe essere questa la chiave per cambiare l'identità di Firenze e trascinare piccole e medie imprese all'interno di un circuito virtuoso.
Non una Disneyland per turisti da crociera, ma un museo a cielo aperto per il target del visitatore ad alto tasso di spending.

Nuove aperture superlusso sono all'orizzonte attraverso il recupero architettonico di immobili di pregio che, come ha precisato il sindaco Dario Nardella "Non sono luoghi sottratti alla città, poiché la città non ne ha mai goduto" ma che anzi, l'arrivo delle 5 Stelle Superior ristrutturano ed aprono per la prima volta spicchi di storia alla vista cittadinanza.

General Manager di alto livello non hanno dubbi: se il capoluogo toscano vuole costruirsi un futuro deve partire dai servizi personalizzati, dall'eccellenza enogastronomica e dalla filosofia del benessere attirando visitatori dalle nuove aree economiche che emergono sullo scacchiere internazionale.
Il tessuto urbano dovrebbe cambiare gli obiettivi strategici dotandosi di infrastrutture a servizio del turista che per allungare la sua permanenza in città ha sempre più necessità di potersi spostare mantenendo come base Firenze. Difficile se occorrono ore nel traffico per raggiungere le massime vie di comunicazione, se il trasporto veloce su ferro bisticcia con le tratte regionali e con un Aeroporto suscettibile di frequenti cancellazioni, privo di collegamenti importanti.

Chi svolge l'attività di formazione, chi fa coaching per imprenditori del settore ricettivo, si dice certo che la formazione del personale potrà fare la differenza ed a giovare di una migliore immagine collettiva potranno essere anche le strutture minori, a patto che alzino gli standard qualitativi fornendo l'accoglienza che i visitatori, tutti, vorrebbero trovare. 
Da non sottovalutare il turismo esperienziale che si contrappone al servizio del Maggiordomo e che potrebbe riservare interessanti sorprese sul piano dei rapporti umani del recupero di usi e consuetudini locali.

Infine chi si occupa di monitorare il mondo del lavoro e della redistribuzione degli utili sul territorio ha un consiglio rivolto sia alle nuove generazioni a formarsi come nuove figure professionali del settore, ma c'è spazio anche per reinventarsi andando a riempire numerose lacune. Altro consiglio è premere il pedale dell'acceleratore sulle eccellenze locali, manifattura in primis, affinché i grandi flussi di turisti disposti a spendere per aggiudicarsi un prodotto made in florence possano facilmente riconoscere e distinguere il prodotto locale dalle copie importate dal loro paese di origine. 
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