Terremoto centro Italia: esplode il caso delle casette

Su Radio Fiesole l'allarme lanciato dai sindaci dei territori colpiti dal terremoto del 2016


A distanza di 16 mesi dal sisma che ha messo in ginocchio una vasta area del centro Italia tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo molti cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni lesionate ed inserite nelle "zone rosse" sono ancora in attesa delle Soluzioni Abitative di Emergenza.
Gli ultimi rilevamenti a fine 2017 parlano di un 51% di assegnazioni effettuate su quasi 4000 richieste. 
Alcuni sindaci del territorio, a dicembre scorso, hanno sollevato diversi dubbi sulla funzionalità ed efficienza delle strutture consegnate sottolineando continue rotture di tubazioni, mancanza di acqua e luce, problemi al sistema fognario e di ricezione di telefoni e segnali tv. Dopo la richiesta di sopralluoghi urgenti è arrivata anche l'ipotesi di poter provvedere ad uno sgombero delle casette nel caso di criticità igienico-sanitarie non risolvibili.

A Radio Fiesole, durante la trasmissione Gli Infami, condotta in studio da Benedetta Rossi ed Alessio Nonfanti sono intervenuti Giuliano Pazzaglini sindaco di Visso e Sergio Pirozzi sindaco di Amatrice.

Il primo cittadino di Visso nei giorni scorsi ha pubblicato su Facebook l'immagine di un boiler esploso sul tetto di una abitazione commentando "Basta ipocrisie. Questa ridicola burocrazia creata in Italia non serve di certo a garantire la legalità. Avevo detto subito che al massimo queste potevano essere soluzioni per località marine. Tetti con poca inclinazione, tubature troppo in alto nelle pareti e non coibentate, boiler esterni. Tutte soluzioni incompatibili con le condizioni meteo della montagna. È ora di smettere di prendere in giro chi soffre, quando si verifica un evento estremo come quello che ha colpito noi la priorità non può essere la -finta- legalità...".

Il sindaco Pazzaglini spiega a Radio Fiesole: "La situazione non è positiva.. non siamo alla ribalta poiché non abbiamo subito perdite umane, ma abbiamo dovuto evacuare il paese per i danni agli immobili. Ad oggi siamo riusciti ad ottenere poco".
Casette? "Ad un anno e mezzo dal terremoto ne sono state consegnate la metà.. poi ci sono problemi tecnici. Nessuno si aspettava delle ville, sono soluzioni di emergenza, ma sono arrivate in ritardo, costano tantissimo ed hanno pure dei problemi.
Le ultime festività "Nel frattempo ho riaperto la scuola con 41 iscritti, dopo averla resa idonea. Era una priorità per noi. La data di riferimento non era Natale quanto l'Epifania. Avere tutte le casette sarebbe stato opportuno anche per questo, per permettere ai ragazzi di rientrare e completare l'anno scolastico. Chi non è potuto tornare ieri oramai finirà l'anno fuori".
"Grazie alla Toscana - conclude Pazzaglini - perché dal vostro territorio sono arrivati tanti aiuti concreti per le nostre popolazioni".

Sergio Pirozzi dopo l'ultimatum al Governo commenta: "Abbiamo varie ditte scollegate tra loro che fanno i lavori e così se escono fuori dei problemi c'è il rimpallo di responsabilità. Sono usciti problemi legati soprattutto alle fognature... mercoledì mi consegneranno un cronoprogramma di tutti gli interventi previsti che metterò online. Questo è un Paese dove le cose più semplici diventano difficili. Un altro aspetto che non stiamo considerando troppo è che adesso abbiamo 525 casette che la Legge assegnerebbe ai comuni, mi devono spiegare un Comune che sta in un Parco Nazionale, un domani cosa se ne fa di 525 casette prefabbricate, io come sindaco sarei un delinquente che deturpa il territorio.
C'è un contratto di affitto di 7 anni con l'obbligo di ripristinare i luoghi alla risoluzione del contratto, non sono d'accordo nel cementificare il territorio. Ho l'obbligo come sindaco di pensare anche al domani. Ci sono dei vincoli ambientali, parliamo tanto di ambiente, io non posso accettare una cosa del genere. Quando le persone torneranno a casa le chiavi se le terranno ed io smonterò tutto. E se un domani entrasse un nuovo sindaco che fa una variante della quale potrà avvantaggiarsi qualcuno per farci una speculazione..? Dovremo interrogarci di più su certe cose. Ringrazio il volontariato toscano che ci ha dato una grande mano anche con i generosi versamenti sul nostro conto corrente. Abbiamo cercato di fare qualcosa per Livorno e spero che non ci sia mai bisogno di noi, ma la Toscana può contare su Amatrice".

Antonio Lenoci