Speciale Islam a Firenze, paura del diverso ed inclusione sociale

Il percorso intrapreso da Nove da Firenze nella Firenze di La Pira ci ha condotti attraverso autorevoli interlocutori tra i bisogni della città contemporanea.

La ricerca di nuovi spazi inizia con la conoscenza culturale degli ospiti ed attraverso l'accoglienza diffusa, come ci ha raccontato il Prefetto di Firenze Alessio Giuffrida anticipando quelle che potrebbero essere le difficoltà dei prossimi mesi davanti ad una emergenza umanitaria inarrestabile.
La ricerca di soluzioni urbanistiche richiede un confronto aperto e schietto tra vari soggetti, e deve portare ad una sintesi senza dimenticare aspetti tecnici e logistici, ad esempio la raggiungibilità dei luoghi, come ha sottolineato Egidio Raimondi, Presidente dell'Ordine degli Architetti.
Al centro dell'inclusione sociale c'è la libertà, libertà di pensiero e di azione, ma anche la libertà di muoversi sul territorio e la libertà di culto che l'imam Izzedin Elzir vorrebbe presto ospitare e sviluppare all'interno di un centro culturale come può essere una vera e propria moschea, anziché in locali di fortuna.

Sullo sfondo una serie interminabile di incontri, uno è organizzato dall’Associazione Multietnica a Castelfiorentino “Pace e democrazia: la questione islamica”, rivolti ai cittadini.

L'incertezza che si respira nel capoluogo toscano, dove la ricerca di un'area destinata ad accogliere la moschea si scontra con la preoccupazione per il rischio sanitario dovuto ai nuovi arrivi, sembra non rispondere alle domande che il momento storico pone ed anzi ne pone di nuove e difficili da risolvere.

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