Speciale Cannabis in Toscana: dalla coltivazione al farmaco di Stato

Abbiamo seguito in questa settimana la filiera della Canapa in Toscana, dalla normativa regionale sull'uso terapeutico e le direttive in agricoltura, alla produzione industriale, con i prodotti che si possono ricavare dalla pianta sarebbe possibile attivare un considerevole indotto dalle cartiere all'abbigliamento, dalla bioedilizia all'alimentare.

Mentre l'uso ludico o ricreativo, quello attualmente soggetto a sanzioni civili e penali, è argomento di stretta attualità con l'Italia che nuovamente si interroga sull'opportunità della legalizzazione che riporterebbe i proibizionisti all'epoca in cui l'Italia era uno dei maggiori produttori di canapa, l'uso terapeutico ha visto la nascita della cosiddetta "Marijuana di Stato" destinata ai pazienti affetti da gravi patologie.
 
 L'autoproduzione non si è mai fermata però, e la sperimentazione casalinga ha portato gli "esperti" alla scoiperta di nuove tecnologie di riscaldamento, illuminazione, gestione della sera in ambienti con e senza terra.
  Molti coltivatori in proprio hanno preso esempio ed attinto indicazioni su internet, non solo sui procedimenti di coltivazione ma anche in merito al principio attivo ed alle proprietà riconosciute ed allo studio, al pari degli effetti collaterali: è stato un male? Ecco cosa pensa la Toscana.

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