Riscaldamento a Firenze: Attenzione al filtro obbligatorio, che nessuno conosce

Occhio alla durezza dell'acqua: multe fino a 3000 Euro


La Regione Toscana ha recepito nel 2015 una normativa europea del 2002. Nel 2013 il Decreto del Presidente della Repubblica adottava in Italia il dispositivo europeo dopo aver subito un procedimento di infrazione da parte dell'Unione.
Oggi i toscani si trovano costretti a provvedere all'obbligo imposto dalla normativa, pena una sanzione sino a 3000 Euro.
 
In realtà nel testo della Regione Toscana non compare proprio nulla, perché si fa semplicemente riferimento ad un atto del Presidente della Repubblica, il "Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari" che rimanda a sua volta al testo comunitario, ed è lì che troviamo l'obbligo del filtro alla caldaia quando la durezza dell'acqua supera i 15 gradi francesi (°f diversi da °F o Fahrenheit).

Il problema è la durezza dell'acqua, ovvero la quantità di calcio e magnesio presenti nelle tubature, sono questi che intasano l'impianto costringendolo ad elevati consumi, portandolo all'invecchiamento precoce.
Si tratta dunque di un accorgimento tecnicamente utile e dai sani principi ambientali, valido per migliorare la sicurezza delle caldaie, mantenendole in vita più a lungo. Esistono però una serie di problemi.

Fino ad oggi chi installava una lavatrice si è visto domandare dal tecnico "Il filtro lo mettiamo?". Una spesa ulteriore ed imprevista in piena fase di "installazione e montaggio tutto compreso". Arrabbiatura e panico.
In molti lo hanno fatto, preferendo tutelare il bene appena acquistato. Per una spesa di 70/80 Euro al rubinetto è stato inserito un filtro. Non sempre ha funzionato, in rete ci sono casi di prodotti difettosi, rotture, dispersioni. Se il fine è buono e giusto, il prodotto è spesso scarso.

Nel caso della caldaia il procedimento è simile anche se chimicamente differente poiché si tratta in gergo di "addolcire" l'acqua fornita dal Gestore locale.

Come fare per sapere se l'acqua del nostro rubinetto supera o meno la soglia consentita? Sul portale di Publiacqua è presente il Servizio on line di Geolocalizzazione attraverso il quale, semplicemente spostando il cursore sulla mappa di Firenze, è possibile conoscere i dati relativi alle caratteristiche chimiche dell'acqua potabile. Vi anticipiamo che la Toscana è Regione di acque mediamente dure e Firenze si attesta tra i 20 ed i 30 gradi, dunque in molti casi vi è l'obbligatorietà del filtro.

A questo punto vi consigliamo di trovare un buon tecnico. Noi ci abbiamo provato, intervistando numerosi operatori sul territorio, ma senza risultato utile.
In alcuni casi chi ha risposto era un semplice segretario addetto agli appuntamenti, ma un po' di esperienza l'abbiamo maturata e se l'interlocutore - che viene indicato spesso come soggetto che ha partecipato a corsi di formazione - tergiversa, significa che la materia non è stata molto trattata.
Della durezza dell'acqua ci è stato anche detto "Non è un aspetto che ci riguarda.. anche se sul nuovo libretto è previsto di indicare anche la durezza dell'acqua" e chissà perché.
Attenzione dunque a cercare le giuste informazioni. Abbiamo provato con chi si occupa di filtri e depuratori a Firenze da parecchi anni: "Non è aspetto che riguarda il nostro settore. Per la caldaia si usano sistemi diversi, inseriti a monte dell'apparecchio. Non si tratta semplicemente di filtrare l'acqua. Se poi una famiglia o un condominio intendono dotarsi di un depuratore che addolcisce anche l'acqua lo può fare, ma è una spesa più grande e riguarda l'intero impianto potabile".

C'è un altro problema. Cosa comporta l'inserimento di un filtro in un sistema che non produce solo liquido per i termosifoni, ma eroga anche acqua calda? E' bene che sia un buon prodotto.
Spesso le Associazioni di consumatori si sono trovate ad affrontare il problema che Altroconsumo ha così riassunto "Filtri anti-calcare, costosi e inutili - Ci fanno credere che siano indispensabili. Invece i prodotti anticalcare servono a poco e inquinano" e non sembra proprio una bella presentazione.
Infine occorre segnalare che su numerosi Forum dedicati al Fai da te sono in corso, quotidianamente, tentativi di ripristinare il corretto funzionamento degli "addolcitori" la cui manutenzione spesso, pur limitandosi alla pulizia del filtro o all'aggiunta dell'elemento pulente, crea non pochi grattacapi agli utenti.

Il 16 aprile 2013 ad 11 anni dalla Direttiva europea il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scrive "L'emanazione del presente decreto e' funzionale alla piena attuazione della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, e in particolare dell'articolo 9, in proposito, la Commissione europea, il 18 ottobre 2006, ha avviato nei confronti della Repubblica italiana, ai sensi dell'articolo 258 del TFUE, la procedura di infrazione 2006/2378 e che, il 19 luglio 2012, e' stato presentato ricorso alla Corte di Giustizia dell'Unione europea con richiesta di condanna dell'Italia per attuazione incompleta e non conforme della citata direttiva 2002/91/CE, in relazione alla disciplina delle ispezioni degli impianti per la climatizzazione estiva, la cui assenza nell'ordinamento italiano e' stata rilevata dalla Commissione europea. Risulta opportuno, ai fini gestionali e di contenimento dei costi per gli utenti finali, integrare le operazioni di manutenzione, esercizio e ispezione di tutte le tipologie di servizi forniti dagli impianti termici installati negli edifici. L'articolo 8 della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell'edilizia, al fine di ridurre il consumo energetico e i livelli di emissione di biossido di carbonio, prevede che gli Stati Membri adottino le misure necessarie per prescrivere ispezioni periodiche delle caldaie alimentate con combustibili gassosi, liquidi o solidi non rinnovabili, fornisce indicazioni sulle potenze utili significative delle caldaie da sottoporre a ispezione e sulla frequenza delle medesime". Questo atto entrerà in vigore nel luglio del 2013.

La Regione Toscana produce il regolamento attuativo nel marzo 2015.
Sono passati 13 anni dall'intuizione del legislatore europeo.
Per 13 anni le caldaie hanno inquinato l'ambiente rischiando di andare in blocco e qualcuna è morta prematuramente.

Adesso c'è l'obbligo di provvedere, ma mancano le indicazioni corrette che ciascuno è costretto a reperire a suo rischio e pericolo: rischio sulla scelta del tecnico preparato e pericolo sulla scelta del prodotto migliore presente sul mercato. In bocca al lupo.

Antonio Lenoci