​Riforma della mediazione internazionale: FIMC nella commissione ONU

Via alle nuove regole per rendere gli accordi immediatamente esecutivi nel mondo con il contributo del servizio di mediazione della Camera di Commercio di Firenze


La commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale UNCITRAL nei giorni scorsi ha approvato nella sede ONU di New York una convenzione e un modello di legge per l’immediata esecutività degli accordi raggiunti nell’ambito di procedure di mediazione internazionale.

Florence International Mediation Chamber (FIMC), il servizio di mediazione internazionale di Camera di commercio di Firenze, ha partecipato ai lavori in qualità di observer del Working Group II (Dispute settlement), il gruppo di lavoro che ha predisposto le bozze di convenzione e modello di legge da sottoporre all’approvazione della commissione in sede plenaria.

FIMC, infatti, ha ottenuto lo status di osservatore dal 2015, quando il Working Group II ha cominciato a lavorare sul progetto, e ha partecipato attivamente alle sessioni fornendo contributi derivanti anche dall’esperienza di Camera di Commercio di Firenze nell’ambito della gestione della mediazione domestica dove, appunto, gli accordi raggiunti in mediazione sono immediatamente esecutivi già dal 2010.

La convenzione, denominata “Singapore convention on mediation” verrà sottoposta all’approvazione definitiva dell’assemblea generale dell’ONU nel corso di quest’anno e la cerimonia per la prima sottoscrizione si svolgerà a Singapore il primo agosto 2019. Anche il modello di legge sarà sottoposto all’assemblea Generale delle Nazioni Unite, appena saranno predisposte le linee guida per l’adozione.

Nella redazione dei due strumenti, il Working Group II ha avuto come punto di riferimento la convenzione di New York del 1958 sull’arbitrato internazionale, che prevede il riconoscimento ed esecutività dei lodi arbitrali resi ed eseguiti nei Paesi sottoscrittori della convenzione. Sessant’anni dopo la commissione ha più volte auspicato alla “Singapore convention on mediation” la stessa fortuna avuta dalla convenzione di New York, oggi sottoscritta da 159 Paesi, con altri Stati che la sottoscriveranno presto.

Redazione Nove da Firenze