Rfi: determinati a completare il sottoattraversamento e la stazione Foster

Lo sottolinea l'amministratore delegato Maurizio Gentile, a margine delle celebrazioni per i 150 anni di vita dell'Officina nazionale armamento di Pontassieve


FOTOGRAFIE — (DIRE) Firenze, 4 giu. - Con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, "non ci siamo ancora sentiti, ma ovviamente lo faremo nei prossimi giorni e analizzeremo insieme il programma". Lo sottolinea l'amministratore delegato di Ferrovie, Renato Mazzoncini, a margine delle celebrazioni per i 150 anni di vita dell'Officina nazionale armamento di Pontassieve. Ma teme dei rallentamenti sulla Tav? "Ha gia' dichiarato- continua l'ad di Fs rispondendo ai giornalisti- che si analizzeranno le opere, attivita' che per altro stiamo facendo con la project review da un paio di anni, e si decidera' che cosa fare". Mazzoncini, infatti, pensa "che il tema della revisione delle opere sia molto importante, perche' alcuni progetti sono molto antichi, quindi anche il lavoro fatto negli ultimi anni, proprio per scegliere dove andranno spesi i soldi, e' prezioso da fare".

I lavori sul passante Tav di Firenze, il doppio tunnel e la stazione Foster, sono legati a doppio filo alla situazione di Condotte, la capofila di Nodavia, l'Ati incaricata di realizzare l'opera. Lo spiega l'amministratore delegato di Ferrovie Renato Mazzoncini. La ripartenza a regime dei cantieri "dipende da Condotte, da quando riuscira' a rimettersi in moto. Noi contiamo a breve, di riuscire a ripartire quest'anno. Certo, la dichiarazione di fallimento di Condotte e' un grosso problema". Detto questo, nessun passo ripensamento sull'infrastruttura, il progetto resta quello ridefinito e rimodulato con il Comune di Firenze, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Regione Toscana: "Il progetto e' quello. C'e' un contratto con Condotte". "Purtroppo- aggiunge- Condotte non se la passa benissimo e speriamo si trovi una soluzione a breve: abbiamo cercato di sostenere il piu' possibile l'azienda, adesso spetta a loro chiudere il concordato". Anche perche', prosegue l'ad di Fs, si tratta di "un'azienda molto importante del Paese, un patrimonio industriale fondamentale. C'e' un momento di crisi delle grandi aziende del Paese, e' importante risolverlo anche con il rilancio degli investimenti pubblici".

Nata nel 1868 per iniziativa della Societa' per le strade ferrate romane e acquisita nel 1905 dalle Ferrovie dello Stato, l'Officina nazionale armamento di Pontassieve compie 150 anni di vita. Una vero e proprio punto di riferimento per la produzione, la manutenzione e la riparazione dell'infrastruttura ferroviaria nazionale e degli elementi fondamentali per il suo funzionamento, in particolar modo scambi e apparecchiature per i binari. "Celebrare i 150 anni di quest'Officina- sottolinea Renato Mazzoncini, ad di Ferrovie- ci aiuta a ripercorrere la storia delle ferrovie e, quindi, del Paese. Una lunga e prestigiosa sequenza di innovazioni, sperimentazioni, record, grandi investimenti infrastrutturali e quindi di sviluppo, modernita', know how e soprattutto professionalita' degli uomini e delle donne che hanno nei secoli tenuto alto il nome di questa officina e che oggi ne rappresentano il vero valore". Rete Ferroviaria Italiana, prosegue l'ad di Rfi Maurizio Gentile, "e' oggi una delle principali realta' industriali per la complessita' dei propri processi produttivi. L'Officina di Pontassieve e' infatti parte di un sistema piu' ampio di poli produttivi che comprende anche l'Officina nazionale armamento fonderia di Bari e l'Officina nazionale apparecchiature elettriche di Bologna, oltre ai siti per i mezzi d'opera di Catanzaro e di Carini. Poter disporre di tali asset ci consente di avere strategie produttive di visione piu' ampia e di essere quindi piu' competitivi". E nel corse della cerimonia Claudia Cattani, presidente di Rfi, assicura: "Abbiamo investito e continueremo a farlo", per garantire la strategicita". L'Officina nazionale armamento di Pontassieve dopo 150 anni di attivita' costituisce un polo tecnologicamente avanzato, leader nella produzione di componenti dei binari, sia standard sia speciali, con un organico di circa 100 lavoratori e un fatturato annuo di oltre 67 milioni di euro. Nel 2017 sono stati realizzati circa 1.200 deviatoi e 4.000 giunti. "Se noi comprassimo tutto fuori Rfi spenderebbe 22 milioni in piu' all'anno, e' questa la cifra del nostro fare", rivela Gentile nel corso della cerimonia a cui ha preso parta anche l'assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli

(Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze