Residenza anziani o Albergo di lusso: una vista mozzafiato per il rudere in collina

Muore lentamente, suscitando imbarazzo, l'immobile dalle enormi potenzialità represse


 Potrebbe essere un luogo di ristoro per anziani, oppure una struttura ricettiva di alto livello e forte attrattiva per i turisti di passaggio in Toscana.
Sulla prestigiosa collina di Fiesole, ricca di storia e carica di suggestioni, dalla quale si gode una vista invidiabile su Firenze, esiste un complesso immobiliare che non c'entra nulla con il contesto urbano circostante e sul quale ancora oggi, o forse proprio oggi, pesano i giudizi architettonici.

  Si tratta di un Ospedale dismesso negli anni '90. Il Sant'Antonino di Fiesole, sarebbe dovuto diventare una residenza per anziani, con vista mozzafiato, potrebbe ancora diventare un hotel di lusso, con vista mozzafiato. Per il momento a mozzare il fiato è la vista del rudere.

L'immobile di quasi 4mila metri quadrati, di proprietà della Asl Toscana Centro, è sottoposto a vincolo paesaggistico D.Lgl. 42/2004. Il bene è sottoposto ad alienazione mediante asta pubblica e sul portale dedicato alla vendita dei beni pubblici è possibile prendere visione della scheda tecnica che considera l'oggetto "in discrete condizioni". Prezzo di vendita circa 7,5 milioni di Euro.

Da diversi anni ormai, mentre continuano a crollare pezzi di soffitto, il dibattito si arresta attorno alla destinazione d'uso che ad oggi è ancora "attrezzature collettive a destinazione socio-sanitaria". Un vincolo che costituisce un pesante deterrente alla riqualificazione dell'area.
Chi potrebbe investire nell'acquisizione e nel successivo recupero dell'immobile? Chi avrebbe i soldi per impegnarsi in un simile progetto e con quali margini di rientro? 

Nel gennaio 2012 del Sant’Antonino si parla in questi termini "Il primo cittadino, Fabio Incatasciato, ha confermato che la Asl ha accolto l’offerta di 7 milioni da parte della Misericordia di Fiesole con destinazione socio-sanitaria". Il progetto prevede: Distretto Asl al piano terreno e Residenza per anziani ai piani superiori, con posti riservati agli anziani di Fiesole.

Nel 2015 il candidato governatore Giovanni Donzelli effettua un blitz all'interno della struttura in compagnia del sindaco di Fiesole, Anna Ravoni, mostrando il degrado in cui versa l'ex ospedale dichiara "Dimostrazione della pessima gestione da parte della Asl dell'immane patrimonio immobiliare di cui è proprietaria. Mentre si sono lasciate in decadenza strutture come questa, si sono regalati milioni di euro per realizzare ed acquistare nuovi immobili, che magari adesso sono pure inutilizzati. Il sindaco ci ha rassicurato sul fatto che sono in corso trattative con la Asl per il recupero dell'area e che la destinazione d'uso della struttura non cambierà. Ci auguriamo che l'ottimismo di Anna Ravoni sia giustificato, noi ci fidiamo poco delle promesse della Asl: dalla relazione della commissione d’inchiesta regionale sugli immobili Asl in quell’area non è più possibile realizzare una struttura sanitaria. In un modo o nell’altro quel che è certo è che la Asl per anni ha sperperato soldi pubblici con operazioni immobiliari vergognose e abbandonando strutture come queste, dal valore inestimabile che sorgono in zone bellissime".

Nel 2016 durante un dibattito pubblico aperto ai cittadini di Fiesole, le domande dei presenti, anziché riguardare la riforma del sistema sanitario, si concentrano sul Sant'Antonino esprimendo posizioni favorevoli all'eliminazione del vincolo della destinazione socio-sanitaria, pur di sbloccare il recupero del rudere.
Il Sindaco di Fiesole e l’assessore Francesco Sottili confermano invece la volontà di mantenere il vincolo con questo progetto: 500 mq destinati al Distretto sanitario locale e la restante metratura destinata a progetti da condividere con Regione Toscana ed ASL.

Nel 2017 il consigliere regionale Giovanni Donzelli torna ad effettuare un sopralluogo "Mura che cadono a pezzi, oggetti abbandonati e sporcizia rischiano di peggiorare le condizioni dell'immobile e di complicare ancora di più il suo riutilizzo. Un immobile dal quale la Asl potrebbe ricavare risorse importanti da reinvestire in servizi sanitari per i cittadini in un periodo di tagli come quello che viviamo da anni. Dopo non essere riusciti a garantire la realizzazione di una struttura sanitaria, adesso siamo al muro contro muro fra Regione e Comune sulla futura destinazione urbanistica dell'area".

All'inizio del 2018 è il Partito Democratico di Fiesole, per voce del segretario Tommaso Rossi, ad annunciare di aver avanzato la proposta di eliminazione del vincolo di destinazione d'uso "Così da permetterne una possibile riqualificazione".

Una decisione risolutiva tarda ad arrivare: la partita si gioca ancora una volta sul piano economico e non solo sull'opportunità del progetto. Come già accaduto in Toscana, se l'investimento privato diventa necessario, salta il riuso sociale mettendo in crisi la progettazione partecipata. 

Intanto l'estate è iniziata, il borgo in collina si riempie di turisti e di blogger, di chi condivide panorami e viste mozzafiato e di chi con le immagini ci lavora, come ben sanno quegli amministratori che per la stagione in corso hanno investito fondi per ospitare instagramers da tutto il mondo.
 C'è chi si spinge a fotografare il panorama e si ritrova accanto al rudere abbandonato: speriamo bene.

Antonio Lenoci