Prostituzione ed Internet: si svuotano le strade, la violenza resta

Nella settimana dedicata alla lotta contro la violenza esercitata a danno delle donne ci siamo occupati di sfruttamento della prostituzione, di tratta degli esseri umani e sottomissione psicologica. Voltare lo sguardo forse non basta.

Se lungo le strade cittadine il fenomeno sembra essersi ridotto, in realtà non ha fatto altro che trasformarsi dimostrando ancora una volta una incredibile capacità di adattamento al momento storico.
Adesso il contatto avviene attraverso internet, su cellulari e tablet ed i rapporti vengono consumati e pagati all'ombra di chi si preoccupava di quella fastidiosa presenza sul marciapiede. 

Il fenomeno della prostituzione esiste da sempre. Può essere questa una giustificazione per tollerare le violenze subite da parte di molte ragazze, ma anche ragazzi, giovanissimi costretti a vendere il proprio corpo per arricchire piccole o grandi organizzazioni criminali?

Dalle storie vere, quelle di chi ha subito la sottomissione sotto forma di minacce e maltrattamenti prima di arrivare sulle strade o trovarsi rinchiusi dentro appartamenti affittati ad hoc, c'è molto da imparare. 

Non si tratta di zombie e vampiri che vivono di notte, ma di un sistema che alimenta costantemente un indotto significativo del tessuto economico locale attraverso l'acquisto di beni e servizi destinati alla persona: dalla chirurgia estetica alla moda, passando per i mezzi le transazioni immobiliari e l'uso dei mezzi di trasporto, fino alle nuove tecnologie che se da una parte sono usate per consultare le offerte, dall'altra servono a presentarle quelle stesse offerte. 

Il rischio più grande è godere dell'effetto rimbalzo sull'economia locale, senza capire cosa accade dietro le quinte.

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