Rubrica — Scomparsi in Toscana

Mostro di Firenze: quel contadino morto 20 anni fa, da innocente

Ergastolo, poi assoluzione, ed infine il processo da rifare. Ma sopraggiunge la morte dell'imputato


Muore il 22 febbraio del 1998 Pietro Pacciani, il contadino di Mercatale Val di Pesa, accusato di essere l'assassino di coppiette con una vita personale burrascosa.
  Si disse all'epoca che con lui se ne sarebbero andati molti misteri irrisolti, ma il tempo sembra aver trascinato l'opinione pubblica altrove vista la quantità di testi, documentari e trasmissioni tv prodotti per revisionare quella vicenda processuale.
L'avvocato Rosario Bevacqua ed il collega Antonino, Nino, Filastò avrebbero trovato nel tempo molti sostenitori delle loro tesi innocentiste.
Molti altri nomi sarebbero infatti arrivati a prendere il posto del "Vampa", l'uomo di campagna dal passato oscuro, dal carattere violento, e con un precedente penale pesante. Ipotesi. Solo ipotesi.

Venti anni dopo, con una triste vicenda sulla tumulazione e le spoglie finite nell'ossario comune, resta nella memoria un uomo in attesa di processo. Un uomo che il grande pubblico ha conosciuto attraverso un processo mediatico del quale rimangono piccoli frame, qualche Gif animata, si direbbe oggi, di braccia larghe, gote rosse ed occhi al cielo.

Nel suo orto la Squadra Anti-Mostro trova un proiettile di quella Beretta calibro 22 a lungo cercata quale arma di tutti e 16 i delitti commessi tra il '68 e l'85, cui seguirà, avvolta in un lenzuolo, l'asta guidamolla inviata agli inquirenti.
Prove. Tante le prove sul tavolo dei giudici come i blocchi da disegno di alcune vittime e le testimonianze. Ma non basteranno a superare il ragionevole dubbio.

Un dubbio che lascia ancora aperte tante strade, più o meno sterrate, attorno a Firenze.

Redazione Nove da Firenze