Migranti, il caso Livorno: porto aperto, polemica sul post del sindaco

Il post diventa un caso nazionale


Una dichiarazione rimossa dopo alcuni minuti lascia un'eco di perplessità sui social.
  Il post pubblicato sul profilo social del sindaco di Livorno Filippo Nogarin che aveva espresso solidarietà e si era detto pronto ad aprire il porto per accogliere la nave Aquarius diventa un caso nazionale, i social in particolare che si scatenano davanti alle rimozioni di status, lanciano una discussione che rimbalza lungo la penisola.
  "Siamo pronti ad aprire il porto di Livorno e accogliere la nave Aquarius con il suo carico di 629 vite umane. Ho già dato la nostra disponibilità al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e ne ho parlato con il presidente della Camera Roberto Fico" sottolineando la tradizionale ospitalità livornese che vede la città labronica emblema della multiculturalità mediterranea.

Il commento del presidente Enrico Rossi nelle ore precedenti era stato "Vietare i porti italiani ad una nave di profughi salvati in mare è un atto di disumanità che viola i trattati internazionali e il diritto del mare. È una decisione che è in contrasto con la Costituzione Italiana negandone principi e valori. Così i problemi si aggravano e non si risolvono".

“Intollerabile, inaccettabile, gridiamolo forte. La Cgil non starà ferma” così Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana a commento della scelta dei ministri dell’interno e delle infrastrutture Salvini e Toninelli di chiudere i porti italiani all’attracco della nave Aquarius con a bordo 629 profughi salvati nel mediterraneo.
“Due ministri della Repubblica”, aggiunge, “che solo qualche giorno fa hanno giurato sulla Costituzione Italiana, e che, nel farlo, hanno preso in giro gli italiani se, a distanza di qualche ora, si sono fatti promotori di un’azione che i principi della Carta calpesta”. “La Cgil, continua Angelini, è al fianco del sindaco di Livorno Nogarin che ha manifestato la sua disponibilità a tenere aperto il Porto Labronico con ciò invitando anche tutti gli altri sindaci di città portuali della nostra regione a fare altrettanto. In queste ore per confermare un diritto di civiltà, contro la barbarie, per mettere in sicurezza i profughi imbarcati sulla Aquarius e i molti altri che lo saranno in altre navi nelle prossime settimane e mesi invito la categoria e i lavoratori dei porti toscani a fare sentire la loro voce. Mi si dice, conclude Dalida Angelini, che il governo spagnolo abbia dato la propria disponibilità ad accogliere la nave, grazie Spagna, è questa l’Europa che vogliamo, un’Europa solidale”.

Redazione Nove da Firenze