Lavoro nero a Firenze: degrado nei capannoni privi di sicurezza

Sorpresi a lavorare in condizioni di degrado, in ambienti privi di qualsiasi requisito di sicurezza ed, in alcuni casi, non in possesso di regolare permesso di soggiorno


Nei giorni scorsi, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Firenze hanno svolto un servizio congiunto nelle ore notturne con funzionari appartenenti all’Azienda Sanitaria Locale ed all’Ispettorato Territoriale del Lavoro alla sede per contrastare fenomeni di lavoro sommerso individuati all’interno di 5 capannoni “alveari” ubicati nell’ambito dei comuni di Signa (FI) e Campi Bisenzio (FI), ove operavano 7 imprese dedite alla produzione di vestiario e accessori in pelle.

L’intervento - che è stato preceduto da un’accurata attività info-investigativa svolta dai militari del Gruppo di Firenze – ha consentito di individuare all’interno delle strutture ispezionate, risultate essere particolarmente fatiscenti, 62 lavoratori di origine cinese e pachistana intenti a lavorare in condizioni di particolare degrado, in ambienti privi di qualsiasi requisito di sicurezza ed, in alcuni casi, non in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Più in particolare, dei 62 lavoratori controllati: 18 sono risultati “irregolari”, ovvero aventi un contratto di lavoro non rispondente però alla reale attività svolta (ad esempio part time anziché full time, etc.…); 35 completamente privi di contratto di lavoro, dei quali ben 23 erano soggetti “clandestini” sul territorio nazionale, in violazione dell’art. 10-bis del D.lgs. n. 286/1998.

All’esito dei controlli e delle operazioni di identificazione, sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica di Firenze oltre ai 23 clandestini, anche 5 datori di lavoro per aver impiegato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno (fattispecie penale prevista dall’art. 22, commi 12 e 12-bis, del citato decreto). È stata disposta, contestualmente, la sospensione dell’attività a cura dell’Ispettorato del Lavoro nei confronti di 6 delle 7 ditte controllate.

L’ASL di Firenze, invece, ha provveduto a contestare autonomamente violazioni alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro nonché a rilevare le scarse condizioni igienico-sanitarie dei capannoni. Le sanzioni amministrative comminate nei confronti dei datori di lavoro e delle persone clandestine sorprese durante le attività di servizio ammontano complessivamente a circa € 250.000. L’attività dei giorni scorsi - volta a tutelare i lavoratori in regola e preservarli dalla concorrenza sleale posta in essere da chi opera illegalmente - si inquadra in un programma di collaborazione in corso da alcuni anni tra le 3 Istituzioni che, nei soli primi 6 mesi del 2018, ha visto aumentare del 600% i risultati conseguiti rispetto a tutto il 2017.

Redazione Nove da Firenze