Rubrica — In cucina

L'Arte del Gusto ad eatPrato 2018

Preview al Centro Pecci, giovedì 7 giugno, nell'Anno del Cibo Italiano


E chissà che galeotta non sia stata quell'opera di Bartolomeo Bimbi "Pesche e Albicocche" conservata nella Villa Medicea di Poggio a Caiano a Prato scelta dal MIBACT per una delle locandine dell'Anno del Cibo Italiano? E che non siano proprio le pesche di Prato allora, quella sorta di "madeleine" nostrane, ad aver portato fortuna? La notizia è che è appena arrivato il Patrocinio del Mibact e che eatPRATO ha ottenuto il logo dell'Anno del Cibo Italiano entrando nel calendario ufficiale degli eventi. Insomma, "il riconoscimento pieno che si sta lavorando nella giusta direzione portando alla luce una identità sempre più emergente in questa città che dal patrimonio storico artistico alla tradizione enogastronomica sta cercando una sua via fatta anche di ricerca, sperimentazione, incontro" ha dichiarato l'Assessore al Turismo e Attività Produttive della Regione Toscana, Stefano Ciuoffo ricevendo la notizia.

La tre giorni di passioni dell'arte e del gusto e il “Fuori eatPRATO, un ricco carnet di appuntamenti in città e nei dintorni, fotografa infatti una parte di Toscana cosmopolita e local al tempo stesso che si racconta miscelando gastronomia contemporanea e tradizione, così come arte contemporanea e patrimonio consolidato, vini con una storia secolare e nuove tendenze del bere, prodotti d’eccellenza storicizzati e nuove elaborazioni. Il tutto dentro un contesto di arte, musica, parola, architettura. Una Toscana per estimatori del bello come del buono. Ed è questo che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha visto riassunto da eatPRATO.

"EatPRATO infatti quest'anno coniuga il gusto per i buoni sapori con il gusto del bello, lo stile di vita con gli stili creativi, il cibo con l'arte. E lo fa facendo scendere in campo e aprirsi al mondo foodie i musei più importanti della città e del territorio, intrecciando degustazioni e visite guidate, creando affascinanti contaminazioni tra le opere d'arte, l'agroalimentare e l'enogastronomia di qualità made in Prato", illustra l'Assessore Daniela Toccafondi.

Contaminazioni come emblematicamente riassunte dal tratto ironico e divertito della matita di Marco Milanesi che stabilmente al Giardino Buonamici, quartier generale della manifestazione,racconta disegnando la sua eatPRATO live in dialogo costante con il pubblico. Ma allora cominciamo a scoprire uno dei momenti di più stretta contaminazione tra patrimonio museale e cultura materiale, tra arte e cibo che è proprio la PREVIEW di eatPRATO.

E' il pomeriggio alle 18.30 e la sera del 7 giugno al Centro Pecci per l'Arte Contemporanea, luogo simbolo dell'arte contemporanea, con l'incontro Il volto contemporaneo del vino, quando arriva Massimiliano Tonelli, direttore di Art Tribune, il più updated strumento d’informazione e approfondimento sull'arte e la cultura contemporanee, a dialogare con Cristiana Perrella, direttrice del Pecci, luogo simbolo dell'arte contemporanea ma anche "casa comune" in cui le culture dialogano, su quella che è una delle realtà più iconiche della Toscana, le cantine d'autore e di design, sintesi perfetta di segno dell'uomo e paesaggio. A seguire la cena "Dedicata a Prato" nel ristorante Myo, dal nome di un'opera di Cy Twombly, ad opera di Angiolo Barni, chef pratese con una lunga storia di innovazione e dalle continue suggestioni creative, che per questa serata rivisiterà i prodotti del territorio in chiave moderna. A conclusione presentazione del Signature dish firmato Paolo Sacchetti con il dessert eatPRATO, nuova creazione alla quale il noto Maestro pasticcere sta lavorando a partire proprio dalla valorizzazione delle tipicità pratesi della tradizione rivisitate con uno stile contemporaneo. Un mix di arte e arte pasticcera che entrerà nel "paniere" delle specialità pratesi accanto a tipicità ormai storicizzate come le Pesche di Prato. Il dessert eatPRATO sarà un omaggio all'Anno del Cibo Italiano da parte della città che ha la più alta maestranza di Arte Pasticcera, un omaggio alle radici, ad un territorio, ai suoi prodotti d’eccellenza nel segno però del rinnovamento, di una freschezza lieve dei sapori, un equilibrato mix di artigianato del gusto ed evoluzione, con lo spirito di oggi.

Redazione Nove da Firenze