Inclusione sociale dei migranti: bando della Robert Kennedy Human Rights

L’avviso fa parte del progetto RFK Flagship Initiative for Mediterranean Challenges 2018 patrocinato dal Comune. Un protocollo d'intesa per integrare i giovani stranieri del quartiere 3. Marcheschi (FdI): «Impediremo a Rossi di trasformare la Toscana nel bengodi di immigrati e delle cooperative che li arricchiscono»


È on line, sul sito della Robert F. Kennedy Human Rights Italia, il bando per la selezione di progetti volti all’inclusione sociale di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Italia. Il bando, aperto fino al 1° luglio, rientra nel progetto RFK Flagship Initiative for Mediterranean Challenges 2018 promosso dall’associazione Robert F. Kennedy Foundation of Italy Onlus e patrocinato dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze. Per informazioni sul bando (criteri di selezione dei progetti, condizioni per la candidatura e criteri di selezione ed erogazione del finanziamento) e istruzioni per la compilazione del modulo di candidatura cliccare su http://www.rfkitalia.org/bando-selezione-progetti-rfk-flagship-initiative-for-mediterranean-challenges-2018/

L’RFK Flagship Initiative for Mediterranean Challenges mira a creare sinergia tra le imprese, le istituzioni e il terzo settore, al fine di promuovere una cultura di responsabilità sociale di impresa e offrire supporto ad associazioni e Ong che si impegnano a favore dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo, implementando progetti che favoriscano la loro inclusione sociale nel nostro Paese. L’iniziativa intende sostenere Ong e associazioni, invitate a presentare i loro progetti a una platea di rappresentanti del mondo dell’impresa, del terzo settore e delle istituzioni. Le Ong e le associazioni selezionate mediante il bando saranno invitate a presentare i loro progetti vincitori durante l'evento finale ‘RFK Flagship Event for Mediterranean Challenges’, che si terrà a Firenze, il 23 ottobre dalle 9 alle 13 presso la sede dell’associazione Robert F. Kennedy Foundation of Italy Onlus (via Ghibellina, 12/A). L’evento prevede, oltre a uno spazio dedicato alla presentazione dei progetti realizzati dalle Ong e dalle associazioni selezionate mediante il bando, un momento di condivisione di buone pratiche da parte di imprese/istituzioni che hanno realizzato progetti a favore dell’inclusione sociale delle medesime categorie e un dibattito per discutere del fenomeno migratorio.

Firmato un protocollo d’intesa tra il quartiere 3 e le associazioni presenti nel territorio per promuovere dei percorsi di inclusione e di integrazione per giovani stranieri. Le associazioni e gli enti si impegnano ad avviare percorsi di alfabetizzazione di primo e secondo livello; sostegno nell’ambito dell’apprendimento della lingua italiana per il conseguimento della licenza media dei giovani stranieri. Le associazioni, gli enti e gli istituti si impegnano a dare disponibilità a titolo gratuito di percorsi volti alla socializzazione attraverso attività sportive, e culturali attraverso il teatro, la musica e l’arte. Sarà la Cooperativa Il Cenacolo, l’ente gestore che si impegna a promuovere le suddette attività al fine di favorire l’inserimento dei MSNA, nei progetti di integrazione, coadiuvando le associazione, gli enti e gli istituti coinvolti in una fattiva e reciproca collaborazione. Il Comune di Firenze si impegna a promuovere occasioni di confronto e verifica delle attività svolte e realizzate e delle finalità raggiunte, a fornire spazi necessari allo sviluppo delle attività ed iniziative aperte alla collettività per dare visibilità alle stesse.

«Il Governatore Rossi continua ad usare il suo ruolo per farsi campagna elettorale e non risparmia sparate pericolose: l’ultima è quella di ampliare l’autonomia differenziata regionale alla gestione dei richiedenti asilo, un modo per trasformare la nostra regione in un centro di accoglienza a cui noi ci opporremo in ogni modo» a dichiararlo è Paolo Marcheschi, presidente del gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia. «Costretti dai numerosi episodi di violenza e arroganza nei confronti di regole, cittadini e addirittura Forze dell'Ordine, oggi il problema della gestione “migranti” è finalmente percepito come emergenza anche dai Sindaci del Pd – prosegue il consigliere – a fronte delle dichiarazioni con cui il Presidente di tutti i Sindaci Toscani e primo cittadino di Prato, Biffoni e il collega di Firenze Nardella, si mostrano disponibili a collaborare col Ministro Salvini sui centri per il rimpatrio, l’uscita del Governatore appare provocatoria e fuori dalla realtà, finalizzata alla mera autopromozione del Rossi politico alla ricerca di un’identità dopo l’uscita dal Pd e il flop di MDP prima e LeU dopo». «E’ di pochi giorni fa la dichiarazione del Garante dei diritti dei detenuti che certifica un sovraffollamento di oltre il 20% di stranieri nelle carceri toscane rispetto alle altre Regioni, a testimonianza che l’accoglienza indiscriminata spesso equivale a favorire percorsi fuori dalla legalità. Ricordo peraltro che negli accordi della Conferenza Stato-Regioni del 2017 era previsto un centro di rimpatrio a regione, oggi noi di Fratelli d'Italia chiediamo al Ministro degli Interni di dotare urgentemente la Toscana della sua struttura e combattere quella vera e propria tratta umana trasformata in business dell’accoglienza, che vale oltre 4 miliardi di euro e che sicuramente ha i suoi riferimenti politici». «Sono tanti i temi su cui si può ragionare di una maggior autonomia per le regioni, non l’immigrazione – conclude Marcheschi – finché in Toscana ci saranno Rossi e questa sinistra è bene rimanga materia esclusiva del Governo nazionale, per questo in aula chiederò lo stralcio di questa richiesta dalla delibera di Giunta».

Durante il 2017 le imprese straniere attive a Prato hanno raggiunto e superato la soglia delle 9.000 unità. La variazione annuale è stata ancora una volta positiva (+1,9%), ma inferiore rispetto al +3% maturato nel 2016 e al +4,3% del 2015. Il 2017 non è stato quindi un anno particolarmente brillante per lo sviluppo delle imprese straniere; se si eccettuano pakistani (+6,9% nel 2017) e, in parte, albanesi (+0,5%), tutte le principali etnie presenti sul territorio hanno sperimentato nel 2017 tassi di sviluppo decisamente inferiori rispetto all’anno precedente: è infatti diminuita molto la crescita delle imprese cinesi (+2,9% a fronte del +4,3% del 2016), si è praticamente dimezzata quella delle imprese marocchine (+3,5% nel 2017, +6,1% nel 2016) ed è risultata addirittura negativa per ciò che concerne nigeriani (-1,3%) e rumeni (-3,4%). La flessione dei tassi di sviluppo, in parte fisiologica, non è una novità. Essa è a sua volta il riflesso di flussi annuali di iscrizioni e di cessazioni che, per quanto certamente notevoli se confrontati con quasi totalità delle altre provincie italiane, sono da qualche anno più contenuti rispetto a quanto avveniva in passato. Ciò ha comportato un’ulteriore riduzione del tasso di turn-over (24,0% in totale, 30,1% con riferimento alle imprese cinesi) e un incremento della quota di imprese che sono presenti sul mercato da oltre due anni (74,5% in totale, 68,8% tra le aziende cinesi). La fotografia scattata a fine 2017 restituisce, in ultima analisi, un’immagine dell’imprenditoria straniera presente a Prato che si sta evolvendo verso una progressiva stabilizzazione delle dinamiche di sviluppo e ricambio interno e che, almeno in alcune delle sue componenti principali, sembrerebbe ormai saldamente radicata sul territorio. Essa permea una fetta ormai consistente dell’apparato produttivo della provincia determinandone, in modo spesso decisivo, l’evoluzione e gli equilibri. La comunità cinese, in particolare, pur mantenendo una spiccata vocazione manifatturiera (perlomeno in termini di imprese attive è cinese ormai oltre il 52% dell’intero comparto manifatturiero pratese), è attraversata da processi di diversificazione abbastanza significativi e sta ampliando, soprattutto verso il terziario, il ventaglio dei settori produttivi di inserimento. I dati confermano inoltre una popolazione di imprenditori in complesso piuttosto giovane e caratterizzata da una presenza femminile relativamente elevata. Tra i detentori di carica amministrativa in imprese attive, l’età media dei cittadini nati all’estero è infatti attorno ai 43-44 anni, mentre la porzione degli imprenditori under 30 è pari, in media, al 7,4% (lo stesso indicatore, calcolato con riferimento agli imprenditori italiani raggiunge a stento il 4%). Per ciò che concerne viceversa la presenza femminile un ruolo decisivo è esercitato dalla comunità cinese presso la quale le imprenditrici sono quasi 2.800 e rappresentano, in rapporto al totale dei detentori carica, una quota che sfiora il 45%.

Redazione Nove da Firenze