​Forteto, Unione dei Comuni e SdS Mugello intervengono sul caso

A seguito della sentenza della Corte di Cassazione, intervengono l'Unione dei Comuni del Mugello e la Società della Salute Mugello 


Le istituzioni del Mugello intervengono sul caso all'indomani della Sentenza emessa dalla Corte di Cassazione e non escludono l'ipotesi del commissariamento oltre ad auspicare l'apertura di una inchiesta parlamentare.

Con la sentenza del 22 dicembre scorso la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla vicenda del Forteto. Una vicenda drammatica, che ha segnato profondamente la vita di diverse persone e del territorio, rispetto alla quale "le istituzioni del Mugello hanno preso una posizione chiara, netta, ed hanno espresso concretamente sostegno alle vittime. Lo hanno fatto da un lato costituendosi parte civile fin dalle prime fasi processuali e dall'altro collaborando al progetto della Regione Toscana “Oltre”, di cui è capofila l'associazione Artemisia e partner la Società della Salute Mugello, Anci Toscana, FormAzione Co&So Network e Abitare Solidale, per assistere, recuperare, reinserire nella società le vittime di questa dolorosa vicenda".

Le istituzioni mugellane auspicano "la prosecuzione delle varie iniziative, anche parlamentari, come la Commissione d'inchiesta votata dal Senato, per l'ulteriore definizione delle responsabilità che ai vari livelli hanno permesso il generarsi di tali fatti.
Rispetto a quella che era la situazione iniziale dell’ambiente del Forteto degli scorsi anni si registrano cambiamenti, ma ancora molto rimane da fare.
Dopo i pronunciamenti giudiziari è necessario superare le contraddizioni ancora presenti per proseguire nel lavoro di discontinuità rispetto al passato. Per questo occorre che la cooperativa prenda decisioni forti e chiare per ricreare una organizzazione capace di dare serenità ai 100 lavoratori occupati e in particolare alle vittime che sono ancora fra i dipendenti".
Le istituzioni locali auspicano "la risoluzione dell'attuale situazione di incertezza organizzativa - non escludendo la necessità di misure estreme tra quelle previste dal Codice Civile, come ad esempio il commissariamento - pur di scongiurare crisi produttive che si ripercuoterebbero inevitabilmente sui lavoratori e che colpirebbero in primo luogo i più deboli".

Confcooperative Toscana e Legacoop Toscana, dichiarano "In forza della doppia adesione del Forteto, sono impegnate insieme ad accompagnare il percorso di discontinuità con il passato volto a favorire una piena, libera ed effettiva partecipazione di ciascuno dei soci alla vita sociale, escludendo qualsiasi forma di condizionamento e rischio di etero direzione, oltre che con gli strumenti e nei limiti dettati in particolare dalla normativa sulla vigilanza cooperativa, anche con iniziative finalizzate a sostenere e stimolare l’impegno del nuovo management, in cui si ripone piena fiducia, volto a completare il processo di rinnovamento. Non c'è mai stata pertanto alcuna volontà di confondere l'esperienza negativa della tragica vicenda del Forteto con l'attività imprenditoriale della cooperativa ed il suo nuovo management, che deve proseguire per garantire la continuità aziendale, il mantenimento dei posti di lavoro e la salvaguardia del tessuto economico del territorio".

 Il Gruppo cooperativo Co&So, in merito al comunicato stampa relativo alla vicenda Il Forteto diffuso ieri dall'associazione Artemisia in riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione e in relazione a quanto apparso oggi su alcuni organi di stampa, intende precisare quanto segue: "il Gruppo cooperativo Co&So conferma piena fiducia e sostegno alle azioni messe in campo da Confcooperative e Legacoop finalizzate a salvaguardare la continuità aziendale e occupazionale della cooperativa e a vigilare con gli strumenti previsti dalla legge, sul ripristino di una piena, libera ed effettiva partecipazione di ciascuno dei soci alla vita sociale; ribadisce con forza che spetta alle istituzioni competenti il compito di fare luce su uno degli episodi più terribili della storia recente che ha riguardato il nostro territorio; precisa che la sua agenzia formativa Formazione Co&So Network (e non Co&So, come erroneamente riportato in data odierna da alcuni organi di stampa) il cui logo appare in calce al comunicato in oggetto, non ha alcuna titolarità per entrare nel merito della vicenda. Il suo compito è infatti unicamente quello di prestare, attraverso i suoi operatori, un servizio professionale all'interno del progetto “Oltre, percorsi verso l'autonomia” di sostegno psicologico alle 40 persone vittime di maltrattamenti e abusi, finanziato da ottobre 2015 dalla Regione Toscana, e che ha come capofila - da esito di avviso pubblico - l’Associazione Artemisia, in collaborazione con la Società della Salute del Mugello, Anci Toscana e Auser Abitare Solidale".

Redazione Nove da Firenze