Corpo forestale: investimenti a rischio, invito in Regione Toscana

Nove da Firenze ha dedicato una intera settimana all'attività messa in opera dal Corpo forestale dello Stato in tutta la Toscana.
Una Toscana che potrebbe trovarsi presto a dover rinunciare ad una risorsa molto preziosa, vista la decisione governativa in merito allo smembramento che sarà operativo dal Gennaio 2017, salvo slittamenti organizzativi.
A tal proposito abbiamo chiesto alla politica locale se la novità costituisca un problema. E di problema, grosso, si tratta, ma non ancora discusso nelle sedi regionali.

I consiglieri regionali Elisa Montemagni, Giovanni Donzelli e Tommaso Fattori hanno commentato la situazione. All'indomani delle interviste pubblicate, in attesa di un intervento da noi richiesto all'assessore Marco Remaschi, siamo stati contattati dal Partito Democratico regionale che ha delegato al Presidente della IV Commissione, Stefano Baccelli,un commento in merito.

L'ex Presidente della Provincia di Lucca dichiara a Nove da Firenze: "La notizia è oggi all'attenzione dei lettori toscani e pertanto, anche se non ne abbiamo ancora discusso, ne discuteremo presto. Spero che i sindacati chiedano presto una audizione in Commissione.. altrimenti li invito io perché il passaggio in Commissione permetterà poi di portare il tema all'attenzione del Consiglio".

Quale opinione ha maturato in merito alla vicenda? "Penso che sarebbe un paradosso con i milioni di investimenti fatti dalla Toscana negli ultimi anni sui progetti rurali che presuppongono proprio, per la loro riuscita, la presenza di un organo di vigilanza su una regione a più del 50% coperta da boschi".

Quando guidava la Provincia di Lucca ha avuto modo di valutare le forze effettive a disposizione"Lucca e provincia hanno richiesto molto impegno su questo fronte e la grande collaborazione con la Forestale è stata determinante. Oggi la Polizia Provinciale procede a suon di convenzioni ad esempio su attività venatoria e sulle strade di competenza, ma ha subito la riforma delle province".

A tal proposito.. la riorganizzazione non sempre risulta positiva. "Il mio parere politico, rispettando il ruolo statale rispetto a quello territoriale, è che sarebbe auspicabile un riordino se fosse funzionale ad una maggiore comunicazione tra i soggetti in campo, se ad esempio Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco operassero in totale sinergia ed in essi anche l'aiuto dei Forestali. Se invece accadesse come per le province colpendo solo l'anello debole.. sarebbe un problema".

La Toscana di Enrico Rossi ha lanciato una battaglia contro il dissesto idrogeologico, senza il Corpo forestale cadono i presupposti per vincere?
"Purtroppo il dissesto idrogeologico non è dovuto solo alla cementificazione, che esiste nelle aree urbanizzate, ma anche alla scarsa manutenzione del territorio, come ho potuto verificare alla Provincia di Lucca e questa è una materia sulla quale dobbiamo poter vigilare e controllare".

I campi di specializzazione del Corpo forestale sono svariati, il rischio può essere quello di attribuire alla tutela ambientale un rilievo minore rispetto ad altre attività di polizia.
Come ci è stato raccontato dagli addetti ai lavori la sensibilità richiesta a chi sceglie di appartenere al Corpo forestale si accompagna ad una formazione preziosa che matura prevalentemente sul campo ed al momento opportuno diventa indispensabile nella prevenzione degli incendi boschivi, nella cura del patrimonio forestale, nella verifica delle filiere agroalimentari, nella lotta al maltrattamento degli animali fino al bracconaggio.

Il Corpo forestale dello Stato in una nota ufficiale invita a tenere ben presente la differenza tra il personale civile appartenente al Corpo e gli operai forestali assunti dalle Regioni, che svolgono mansioni di manutenzione dei boschi. La forza di polizia specializzata nella difesa dell'ambiente ha un organico complessivo di 7563 unità effettive distribuite su tutto il territorio nazionale.

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