Rubrica — Scomparsi in Toscana

Caso Ragusa: il marito rompe il silenzio

L'avvocato di Antonio Logli a Quarto Grado si scusa con i cronisti che hanno richiesto interviste in precedenza


  Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa ed unico imputato con l'accusa di omicidio ed occultamento del cadavere, rompe il silenzio e rilascia una intervista ai microfoni di Quart Grado, la trasmissione di Rete4 in diretta il venerdì sera.

Logli si dichiara innocente e sottolinea "La cosa che mi dispiace di più è l'essere considerato l'assassino di mia moglie". Ammette il tradimento, ma si dichiara incapace di commettere il delitto per il quale la Procura di Pisa lo ha indagato.

Logli, ritenuto colpevole è stato condannato a 20 anni di reclusione in primo grado, condanna confermata in Appello. Dopo le interviste con i messaggi lanciati nelle prime settimane successive alla scomparsa di Roberta, ha cercato di evitare le domande dei cronisti. Forse con un cambio di strategia da parte della difesa, Logli apre adesso le porte della casa di Gello di San Giuliano, in provincia di Pisa, alle telecamere di Rete4.

Il marito di Roberta Ragusa ripercorre la vicenda familiare, risponde alle domande sul rapporto con la moglie e con l'amante. Dopo la scomparsa di Roberta? "Non capivo perché se ne fosse andata. Secondo noi lei è viva ed è da qualche parte". Se tornasse? "Sarebbe una gioia immensa. Una soluzione si trova sempre. Ammazzatemi perché l'ho tradita, ma del male non gliel'ho mai fatto".

Durante l'intervista il marito di Roberta ricorda la notte del presunto esperimento che sarebbe stato compiuto nella via e nelle condizioni segnalate dal super-testimone, vicino di casa della famiglia Logli. Respinge le insinuazioni Logli ed offre una spiegazione alternativa dei fatti che si sarebbero svolti sul posto per pura casualità.

Redazione Nove da Firenze