Bekaert, manifestazione a Firenze: metalmeccanici fiorentini in sciopero

La richiesta è quella di ritirare le 318 procedure di licenziamento e aprire un tavolo di discussione per un destino diverso per lo stabilimento di Figline


Dopo giorni di rabbia e tensione, il primo faccia a faccia con la multinazionale belga si è concluso con uno spiraglio.

In occasione dell’incontro tra le Organizzazioni Sindacali Fim, Fiom e Uilm la dirigenza Bekaert in Confindustria Toscana sono state proclamate quattro ore di sciopero, le ultime di ogni turno, di tutti i metalmeccanici di tutta la zona fiorentina, con manifestazione a Firenze e concentramento alle ore 14.30 in Piazza della Repubblica. 

Concluso l'incontro con la dirigenza dell'azienda il segretario Fiom Daniele Calosi spiega "Abbiamo acquistato del tempo con possibilità di reindustrializzazione dello stabilimento. Domani andremo al Ministero dello Sviluppo Economico e diremo due cose: la prima, l'azienda si è presentata il 29 marzo in sede ministeriale affermando che Figline era un sito strategico per l'azienda, quindi chi rappresentava l'azienda o non sapeva nulla o ha detto una bugia; la seconda, chiediamo la certezza del lavoro e la possibilità di avere gli ammortizzatori sociali".

Ed ancora  "Due le questioni su cui registriamo piccole vittorie da parte dei lavoratori: la prima riguarda la possibile reindustrializzazione dello stabilimento, anche se non a competitor, quindi si tratterà di una riconversione; la seconda riguarda i tempi di allungamento della procedura. Puntiamo all'attivazione degli ammortizzatori sociali per non lasciare in mezzo di strada 318 famiglie e, per questo, l'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico sarà fondamentale nella gestione e nelle modalità della trattativa. Se la Bekaert se ne va e non vuole più produrre lo steel cord, non ci importa: devono però rendersi disponibili ad una soluzione per il danno sociale e morale che hanno creato ai lavoratori e al territorio”.

L’incontro precede quello molto importante, del 5 luglio, a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico, dove Cgil si augura sia presente l’azienda.

"Due giorni fa - spiega il sindacato - congiuntamente al presidente della Regione Toscana e al Sindaco di Figline Incisa Valdarno, con un comunicato unitario si è chiamata in causa Pirelli, si è chiesto alla vecchia proprietà di introdurre un elemento di garanzia e di vincolare l’acquisto delle steelcord al sito di Figline. Si stanno attivando tutte le risorse disponibili per promuovere tutte le azioni possibili, a tutti i livelli, istituzionali e non, per scongiurare la delocalizzazione della produzione e dare un’alternativa alle 318 famiglie. Si può scrivere un futuro diverso per questi lavoratori che, malgrado il countdown dei giorni e la paura, continuano a lavorare e a gestire la produzione in totale autonomia, senza dirigenti all’interno dello stabilimento, ma c’è bisogno della vostra partecipazione, del vostro sostegno e della vostra solidarietà".

Il 5 agosto lo stabilimento chiuderà per le normali ferie estive e noi abbiamo paura che, se lasciamo gli impianti, l’azienda faccia una serrata. Dovremmo continuare a presidiare lo stabilimento e da soli non ce la faremo. Abbiamo bisogno di tutti voi: questa è una battaglia che si vince insieme, perché il lavoro è un bene comune”, queste le parole del Segretario Fiom Firenze Daniele Calosi che aggiunge, ”una vertenza, questa della Bekaert, che ha oltrepassato i confini del Valdarno e della Toscana e che è diventata nazionale”.

Redazione Nove da Firenze