Capalbio: Mario Pirani su Enrico Mattei e Eni

Ieri ha raccontato l'Algeria e l'occasione perduta

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 agosto 2012 13:45
Capalbio: Mario Pirani su Enrico Mattei e Eni

Ieri sera, a Capalbio Libri 2012, durante la presentazione del volume fotografico dell'Eni “On the road”, nella seconda parte della serata, Mario Pirani, giornalista e scrittore, ex dirigente Eni, molto vicino a Enrico Mattei, ha ripercorso la storia degli accordi siglati in Algeria e la fine di tutte le speranze italiane di un'indipendenza energetica dopo la morte di Enrico Mattei. “Ero stato mandato a gestire un ufficio per i rapporti con la stampa, in nord Africa, ma questo si traduceva di fatto in relazioni molto strette con le forze politiche algerine e con un sostegno che ci ha permesso di intessere buoni rapporti con il movimento anticoloniale nordafricano.

Eravamo anche finiti, infatti, nel mirino del terrorismo francese (l'OAS-Organisation de l'armée secrète che lottava per impedire la secessione dell'Algeria dal governo francese, ndr), ma questo ci permise poi di prepare un accordo per la creazione di una società unica italo-franco-algerina che ci avrebbe fatto entrare finalmente a pieno titolo nel mondo petrolifero”. Mattei con la sua lungimiranza, inoltre, investì molto nel settore metanifero. “L'Eni considerava una grande ricchezza il gas e puntammo moltissimo in questo campo”, ha continuato Pirani, una delle memorie storiche dell'Eni.

Con la morte di Mattei, Cefis (Eugenio Cefis, ndr) assunse il controllo di tutto, cancellando quanto fatto fino ad allora e siglando un accordo con gli Stati Uniti e con la Esso. “Anni dopo, per un nuovo accordo con l'Algeria, pagammo tutto molto di più, anche il gas, su cui eravamo stati i primi a puntare”.

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